Home / Pianeta / Nessuna crisi per il biologico: consumi in aumento del 17%. Le uova il prodotto più acquistato e cresce anche la superficie agricola

Nessuna crisi per il biologico: consumi in aumento del 17%. Le uova il prodotto più acquistato e cresce anche la superficie agricola

biologico
Il biologico non conosce crisi: nei primi cinque mesi del 2014, i consumi sono cresciuti del 17,3%

Il biologico non conosce crisi: nei primi cinque mesi del 2014, i consumi nel mercato italiano del biologico sono cresciuti del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dall’anteprima del rapporto “Bio in cifre 2014”, elaborato dal Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (Sinab) e da Ismea.

Le uova risultano essere il prodotto bio più acquistato, con un’incidenza del 9,5% sulla spesa totale.

«Siamo leader in Europa nel settore bio – ha commentato il Ministro Martina – e il trend positivo di crescita del comparto sotto il profilo produttivo e dei consumi ne è la conferma. Parliamo di un settore che vale 3 miliardi di euro nel nostro Paese e che riguarda oltre il 10% della superficie agricola nazionale. Durante il semestre italiano di Presidenza dell’Ue lavoreremo alla riforma della normativa europea sul biologico, sulla quale già nel primo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles si è aperto un positivo dibattito».

bio iStock_000016733996_Small
Le uova risultano essere il prodotto bio più acquistato, con un’incidenza del 9,5% sulla spesa totale

È in aumento rispetto al 2012 anche la superficie coltivata secondo il metodo biologico, che al 31 dicembre 2013 risulta pari a 1.317.177 ettari (circa il 10% del totale della superficie coltivata nazionale) con un aumento complessivo annuale del 12,8%. I principali orientamenti produttivi sono i pascoli, il foraggio e i cereali. Segue, in ordine di estensione, la superficie investita a olivicoltura.

Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano rispetto allo scorso anno un aumento consistente, in particolare per gli equini (+38,7% del numero di capi, che tuttavia registrano in termini assoluti valori naturalmente contenuti) e per la categoria “altri animali” (+31,4% del numero di capi), nella quale rientrano ad esempio i conigli.

«Il quadro del bio delineato dal Sinab è positivo e incoraggiante – ha aggiunto il Viceministro Andrea Olivero, che ha la delega all’agricoltura biologica  – , soprattutto per quella parte di agricoltura ‘green’. La sostenibilità premia: mentre il trend dei consumi alimentari decresce, la domanda del biologico risulta in totale controtendenza. Puntare su prodotti eco, innovare i processi produttivi in chiave sostenibile sono i fattori di successo della nostra agricoltura e su questi obiettivi è indirizzata la nostra azione politica».

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Chocolate chip cookies with marijuana isolated on white

Stop ai derivati della cannabis nei ristoranti di New York. “Sostanza non approvata”, afferma il dipartimento della Salute. E in Europa?

Negli Stati Uniti inizia la stretta sull’utilizzo dei derivati della cannabis in alimenti e bevande …

2 Commenti

  1. Speriamo che la riforma preveda la certificazione di risultato e non di solo metodo. Ad oggi viene definita biologica un’azienda che adotta metodi di coltivazione e/o allevamento biologici, non viene effettuata se non raramente una analisi chimica del prodotto per certficarne effettivamente la salubrità e l’assenza di contaminati, ovvero il risultato bio. Con la certificazione di risultato si evidenzia effettiva assenza di utilizzo di prodotti chimici e l’assenza di fenomeni di deriva.

    • Concordo. Un agricoltore biodinamico ad una fiera mi spiegava in questi termini la differenza: il biologico e’ una certificazione di processo (se segui le regole il tuo prodotto viene definito bio); il biodinamico e’ una certificazione di prodotto (non sono devi seguire le regole, ma anche il risultato deve essere verificato). Ovviamente a noi consumatori interessa il prodotto. E personalmente non mi interessa la certificazione, anzi: preferisco comprare da una rete di autocontrollo che si chiama “genuino clandestino”: meno costi, meno burocrazia, piu’ controllo sociale.
      E comunque quella riportata nell’articolo e’ una ottima notizia per noi consumatori e una brutta notizia per l’industria chimica e OGM!