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Gli allevamenti intensivi riversano batteri resistenti agli antibiotici nei fiumi britannici

Nonostante tutti gli studi segnalino un allarmante aumento dei ceppi di batteri resistenti agli antibiotici in tutto il mondo, e nonostante l’Oms abbia richiamato l’attenzione sul tema più volte (da ultimo con un dettagliato rapporto del 2020), l’uso di questi farmaci negli allevamenti, nei paesi dove è permesso a scopo non solo terapeutico ma anche preventivo, è troppo elevato. Tra questi c’è il Regno Unito, paese che tra il 2020 e il 2021 ha registrato nella sola Inghilterra, un aumento delle infezioni umane da batteri antibiotico-resistenti del 2,2% (da 52.842 a 53.985). Ciononostante le raccomandazioni Oms stanno ottenendo risultati del tutto insoddisfacenti per quanto riguarda il settore agrario e zootecnico.

Per quantificare le dimensioni del problema, due associazioni, Alliance to Save our Antibiotics e World Animal Protection, hanno effettuato una serie di campionamenti nei corsi d’acqua adiacenti a una dozzina di allevamenti intensivi di maiali e polli nel Warwickshire, nell’Herefordshire, nel Devon, nel Norfolk e nella Wye Valley, confrontandoli con quelli vicini ad allevamenti a elevato livello di benessere animale. Hanno inoltre analizzato i liquami di quattro allevamenti intensivi di mucche e le lettiere di uno di polli. Secondo quanto riportato nel rapporto, pubblicato sul sito The Bureau of Investigative Journalism, nelle acque a valle e nelle deiezioni degli allevamenti intensivi si trovano, tra i numerosi ceppi pericolosi, due batteri molto temuti: l’Escherichia coli resistente alla cefotaxima e lo Staphilococcus aureus resistente alla vancomicina. Si tratta di antibiotici di ultima generazione, indicati dall’Oms come farmaci da usare con estrema parsimonia per preservarne l’efficacia contro alcuni dei batteri più mortali per gli esseri umani. Talvolta sono stati trovati anche microrganismi resistenti a tutti gli antibiotici più comuni come le sulfonamidi, usatissime nei maiali, ma ancora fondamentali per l’uso umano, insieme a batteri resistenti alla classe di antibiotici più usata nel pollame, gli ionofori.

campionamento world animal protection
Due associazioni hanno prelevato campioni di acqua e sedimenti da fiumi britannici vicini ad allevamenti intensivi e a maggior livello di benessere animale

Mentre c’è molta attenzione sulla presenza di ceppi resistenti nella carne – hanno commentato gli autori – ce n’è molta di meno per quanto riguarda la contaminazione ambientale che, tuttavia, può essere molto pericolosa. I batteri resistenti, infatti, viaggiano con le acque e possono così diffondersi anche in zone lontane da quelle di origine, dove arrivano alle persone perché rientrano nella catena alimentare attraverso i pesci, i molluschi, l’acqua, frutta e verdura coltivata con il letame proveniente dagli allevamenti, e perfino lavandosi o nuotando  in acque contaminate.

Anche se negli ultimi anni è stato fatto qualche passo in avanti, gli antibiotici sono ancora largamente utilizzati a scopo preventivo, si legge ancora nel rapporto. Si tratta di una pratica dissennata espressamente vietata nell’Unione Europea dallo scorso gennaio, alla luce della situazione attuale e della scarsità di nuove molecole. Il campionamento effettuato nei pressi degli allevamenti con un elevato standard di benessere animale e dove non si utilizzano farmaci a scopo preventivo, dimostra che fare crescere gli animali senza questi strumenti è possibile. Il segreto è semplice, bisogna trattarli bene, evitare i sovraffollamenti al chiuso e le condizioni disumane e rischiose tipiche dei mega allevamenti.

I risultati si aggiungono ad altre indagini che hanno mostrato una massiccia contaminazione da fosfati nei fiumi vicino agli allevamenti di polli. Tutto ciò dimostra che le misure attuali, basate su riduzioni e campionamenti volontari non funzionano. E questo nonostante l’ultimo rapporto della Sorveglianza veterinaria pubblica indichi che dal 2014 a oggi l’impiego di antibiotici è diminuito del 55%. Ma, evidentemente, non basta. Secondo lo stesso governo britannico, nel 2016 le infezioni da patogeni resistenti agli antibiotici hanno provocato 700mila decessi nel mondo. Valore che potrebbe arrivare a 10 milioni entro il 2050, se non saranno presi provvedimenti urgenti ed efficaci: anche nel Regno Unito.

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, The Bureau of Investigative Journalism – World Animal Protection

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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Un commento

  1. L’ indiscriminato utilizzo di antibiotici negli allevamenti intensivi viene utilizzato erroneamente con finalità preventive,causa possibili infezioni batteriche tra animali,. Bisogna ricordare che piu un allevamento intensivo possiede un gran numero di animali che vivono sovraffollati ,magari in gabbie o in enormi capannoni, con limitazioni estreme nell’ assolvere le loro funzioni quotidiane ,senza libertà e vivendo sotto luce artificiale come succede x i polli ,più gli animali subiranno lo stress ,più si ammaleranno e più si utilizzeranno antibiotici x limitarne le infezioni . .
    .L OMS ha più volte suggerito di fare molta attenzione nell’ uso indiscriminato di antibiotici che stanno creando resistenze a diversi batteri anche molto pericolosi ,ma i profitti malvagi dell’ essere umano per alimentare 8 miliardi di esseri umani con la carne animale risultano essere più importanti di qualsiasi rispetto per la salute e la vita animale e umana Siamo troppi sulla terra e questo anche grazie alla popolazione asiatica che dovrebbe mettere immediatamente e urgentemente un freno alla crescita demografica. .In questo modo , forse ,non dovremmo assistere alla costruzione ed elevazione di aberranti e mega condomini di allevamenti di maiali in Cina . E ‘ormai assodato dal tempo che i mega allevamenti intensivi stanno creando un forte inquinamento ambientale nel mondo e l umanità se solo volesse , ,potrebbe assolvere e frenare moltissimi problemi e farlo addirittura contemporaneamente Ecco come :.In primis evitando di mettere al mondo altri figli ma facilitando l adozione di altri bambini negli orfanotrofi .In questo modo l infelicità di piccole e sicuramente tristi creature umane ,potrebbe trasformarsi in un batter di ciglia in felicità vera .In secondo luogo l umanità dovrebbe divenire il più possibile vegetariana .In questo modo l essere umano potrebbe conseguenzialmente limitare sia il numero di animali che una continua profilassi antibiotica
    .In Olanda il Governo vuole pagare le aziende agricole e gli agricoltori per chiudere definitivamente gli allevamenti intensivi a causa dei danni che stanno provocando all ambiente ,anche se ciò sta procurando scontento e tafferugli .
    In ogni caso le soluzioni per rispettare la vita di di animali ,ambiente e persone esistono eccome.Basta metterle in atto contemporaneamente con concretezza e realismo e la natura ringrazierebbe ,forse per la prima volta essere umano.

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