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Auchan: in vendita a Torino in Viale Romania carne trita di cavallo preparata con carne di bovino, pollo e maiale

La carne trita venduta come equina al supermercato Auchan a Torino in corso Romania è in realtà contiene  carne  di bovino, pollo e maiale. La sgradita scoperta è stata fatta dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte e dell’Asl Torino1, che hanno segnalato alla Procura della Repubblica una sospetta frode a danno dei consumatori.

I primi prelievi sono stati eseguiti il 1° aprile su alcune vaschette in vendita nei banco-frigo, etichettate come “macinato sceltissimo-carne equina  cavallo ” e confezionate nella macelleria interna del supermercato. Le prime analisi condotte hanno individuato subito la presenza di  proteine di specie animali diverse dal cavallo. Ulteriori test finalizzati alla ricerca del Dna e le verifiche eseguite da due laboratori con tre diversi metodi hanno confermato il risultato iniziale: i prodotti analizzati contengono carne bovina, avicola e suina e non ci sono tracce di carne di cavallo. L’intera documentazione è stata quindi trasmessa alla Procura della Repubblica.

Come è possibile? E’ difficile credere a un errore. Anche volendo immaginare uno scambio casuale  di pezzi tra carne bovina e di cavallo, la presenza di pollo e maiale lasciano spazio a legittimi dubbi. Oltretutto, i prelievi sono stati fatti in giorni e su lotti diversi, ma l’esito delle analisi è stato identico. E’ quindi lecito ipotizzare che “l’errore” si sia ripetuto nel tempo. «La scoperta è stata casuale –  ha dichiarato al ilfattoalimentare.it   Maria Caramelli, direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte – perché  alcuni  ricercatori stanno mettendo a punto metodi di analisi per classificare la qualità e la specie di carne utilizzata per  preparare cotolette, involtini, crocchette e altri piatti pronti presenti  in molti esercizi commerciali. In questo ambito si sono recati da Auchan per acquistare  carne di cavallo e hanno scoperto che la carne equina era presente solo sull’etichetta».

Siamo di fronte ad un caso degno del “Tapiro d’Oro” di “Striscia la Notizia”, al cui confronto le frodi riportate sulle  cronache dei quotidiani  risultano scherzetti da educande. Humour a parte – e fatta salva la presunzione d’innocenza che il nostro ordinamento riconosce all’indagato e all’imputato sino alla pronuncia definitiva di condanna – la situazione appare seria sotto diversi aspetti.
La realizzazione di un indebito profitto mediante la vendita di merci di valore commerciale inferiore rispetto a quelle promesse è  paradossalmente  la questione meno grave.

La  questione più grave riguarda  il rischio relativo alla  sicurezza alimentare. Secondo quanto previsto dal General Food Law (reg. CE n. 178/02, art. 14), la sicurezza di un alimento deve venire considerando le normali condizioni di utilizzo. E «mentre la tritata di cavallo è destinata a esser mangiata cruda, ingerire pollo crudo credendo si tratti di macinata di equino espone alla possibilità di essere infettati da uno o più batteri tipici del pollo: coli, salmonella e campylobacter», precisano all’Istituto Zooprofilattico. «Batteri che vengono eliminati solo con la cottura».
Se le indagini saranno confermate, potrebbe infine emergere il tradimento della fiducia dei consumatori che appartengono a religioni in cui non è ammesso il consumo di carni suine. Un elemento non trascurabile, in una grande città come Torino.

Un’ultima nota sulle regole europee in materia di sicurezza alimentare che prevedono la   rintracciabilità (reg. CE n. 178/02, art. 18) obbligatoria della carne  acquistata da Auchan.  Grazie a questa documentazione gli investigatori potranno raccogliere ulteriori elementi di prova e verificare  se e quanta carne equina sia arrivata nel  supermercato. Il problema si annida tuttavia nel fatto che la Grande Distribuzione Organizzata beneficia di una ingiustificata esenzione dal rigoroso regime igienico-sanitario cui sono invece sottoposti i produttori di alimenti di origine animale (regolamento CE n. 853/04, c.d. regolamento Igiene 2). Ora che la Commissione europea si accinge a rivedere il Pacchetto Igiene (reg. CE n. 852, 853, 854/04 e successivi), bene farà ad allineare le regole da applicarsi a identiche attività, quali appunto le lavorazioni di prodotti di origine animale. Abbiamo chiesto spiegazioni a Auchan che per il momento non ha diramato  comunicati su quanto accaduto.

 Dario Dongo e Roberto La Pira

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Buongiorno, concordo con le affermazioni riportate nel vostro articolo, tranne per le affermazioni fatte dall’Istituto Zooprofilattico e riportate virgolettate ("mentre la tritata di cavallo è destinata a esser mangiata cruda"). Vorrei sottolineare che le carni macinate di cavallo non sono certo destinate ad essere consumate crude. Nel cavallo (e nei solipedi) oltre al rischio micobiologico batterico si somma anche quello di origine parassitaria (trichinella in primis). Che poi a casa il consumatore adotti certi comportamenti "a rischio" è un altro discorso, ma ognuno si prende le proprie responsabilità.
    In ogni caso vorrei ricordare che il Regolamento 853/04, nell’all. 3, sezione V (CARNI MACINATE, PREPARAZIONI DI CARNI E CARNI SEPARATE MECCANICAMENTE (CSM))
    capitolo IV (ETICHETTATURA) il testo riporta che "Gli imballaggi destinati al consumatore finale contenenti carni macinate di pollame o di solipedi (…) devono recare un avvertimento indicante che siffatti prodotti devono essere cotti prima del consumo.

    Cordiali saluti
    Mauro Conter