Home / Pianeta / Api: continua la strage silenziosa, ma crescono i progetti per la tutela degli impollinatori

Api: continua la strage silenziosa, ma crescono i progetti per la tutela degli impollinatori

apiUn tempo erano scacciate o uccise, semplicemente perché potevano pungere. Oggi invece persino i bambini considerano le api e gli altri insetti impollinatori per quello che sono, cioè preziosi alleati senza i quali sarebbe a rischio circa il 75% delle colture alimentari mondiali. Questa ‘simpatia’ non si deve solo all’accresciuta consapevolezza del ruolo di tali insetti, ma anche e soprattutto al drammatico spopolamento a cui stiamo assistendo. Un fenomeno già evidente negli anni Novanta e aggravatosi ulteriormente a partire dal 2006, con un aumento di mortalità delle api mellifere spesso superiore al 30%. “Sono numeri impressionanti – dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace – si stima una perdita di oltre 12 milioni di api sparite nel nulla solamente nei mesi di marzo e aprile 2022 in sette provincie monitorate dai tecnici di Apilombardia. Animali che hanno lasciato gli alveari in cerca di polline e nettare e che non sono più tornate. A ucciderle sono stati i pesticidi usati nell’agricoltura intensiva”.

I principali responsabili individuati finora per questa strage silenziosa sembrerebbero infatti proprio i pesticidi chimici di sintesi. In particolare, secondo le analisi condotte già a partire dallo scorso anno in Lombardia, nell’ambito di un protocollo operativo contro gli spopolamenti, è emerso che gli apiari coinvolti si trovano in aree caratterizzate da coltura intensiva di mais, in gran parte destinato a diventare mangime per gli allevamenti. “Dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna note al momento – prosegue Ferrario – è stata rilevata la presenza di diversi erbicidi, insetticidi, fungicidi. Fra questi emerge l’erbicida più utilizzato al mondo, il glifosato, per il cui impiego quest’anno si dovrà decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione nell’Unione europea”.

api, foto Coop
Molti soggetti si stanno impegnando per difendere queste ‘spie’ della biodiversità messe in pericolo da una serie di concause: in primis i pesticidi

A mettere in pericolo la vita degli insetti impollinatori contribuiscono inoltre una serie di concause, come i cambiamenti climatici, la perdita di habitat, l’inquinamento e la diffusione di nuovi parassiti e patogeni. Sono molti i soggetti che si stanno impegnando in difesa di queste ‘spie’ della biodiversità. Tra questi c’è ci sono anche alcuni operatori della grande distribuzione. Fra questi spicca senz’altro Coop, che ha fatto da apripista in questa battaglia. Oltre all’impegno trentennale nella riduzione dei pesticidi, infatti, dal 2010 l’insegna limita e, in alcuni casi, vieta nelle proprie filiere l’uso dei neonicotinoidi, molecole particolarmente tossiche per le api. Inoltre, nella campagna Agricoltura ad alta sostenibilità, ha eliminato altre molecole chimiche pericolose per questi insetti, tra cui il glifosato. A queste azioni si è aggiunto anche il coinvolgimento di 7.500 aziende agricole di ortofrutta delle filiere Coop, incentivate a destinare almeno il 3% dei terreni coltivabili a siepi e fiori per migliorare l’habitat degli impollinatori.

Ora, con l’arrivo della primavera, riparte anche la campagna Coop “Ogni ape conta”. Partita nel 2021, l’iniziativa coinvolge per la prima volta non solo le api mellifere, ma anche le api selvatiche (osmie). Si tratta di uno studio coordinato da Coop e realizzato con il supporto scientifico del dipartimento di Scienze e teconologie agro-alimentari dell’università di Bologna, con il contributo di Lifegate e il coinvolgimento degli associati di Conapi presenti nelle filiere ortofrutticole Coop. Tale studio ha l’obiettivo di monitorare la biodiversità e lo stato di salute delle due specie e ha già previsto, in diverse tranche, l’installazione di alveari per le api comuni e di nidi per le meno conosciute e solitarie api selvatiche. Dopo il primo anno lo studio ha già dimostrato la complementarietà tra i due animali, ma vi sono ancora azioni da mettere in campo, visto che è stata riscontrata la presenza di pesticidi non utilizzati dagli agricoltori coinvolti, ma derivanti dalle colture limitrofe. A quest’attività di ricerca, Coop affianca un progetto di informazione e sensibilizzazione che mira a coinvolgere, tra fine maggio e giugno, i consumatori che compreranno i mieli di Coop e che vorranno acquistare casette-rifugio per insetti impollinatori e semi da piantare per incoraggiare lo sviluppo di habitat adatti a loro.

api, una casetta per insetti impollinatori viene installata sul tronco di una palma
I consumatori Coop potranno acquistare casette-rifugio per impollinatori e semi da piantare per incoraggiare lo sviluppo di habitat adatti a loro

Le azioni messe in campo sono tante e diversificate. Tra le insegne impegnate su questo fronte c’è anche Carrefour, che da luglio 2020 ha avviato una collaborazione con 3Bee, startup agritech impegnata nella tutela degli insetti impollinatori. Attraverso la tecnologia fornita da questo partner, l’operatore della grande distribuzione ha potuto monitorare e proteggere circa 6 milioni di api, distribuite in tutte le regioni d’Italia, ottimizzando nello stesso tempo il lavoro degli agricoltori e riducendo la mortalità delle api. Quest’anno, in occasione della recente giornata mondiale delle api, Carrefour ha piantumato tre boschi nettariferi con l’obiettivo di creare oasi di biodiversità, con il supporto di tre aziende di apicoltori/coltivatori.

Di minore entità sul fronte del numero di animali coinvolti, un recente progetto della filiale italiana della catena di discount Penny Market ha previsto l’installazione di alveari presso la sede italiana dell’azienda e due piattaforme logistiche. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione con Apicoltura Urbana, società specializzata nella creazione di arnie e alveari in ambiente cittadino. Da queste nuove colonie, destinate a ospitare 186 mila api, l’azienda prevede di ottenere circa 300 barattoli di miele, che saranno poi venduti con l’obiettivo di reinvestire il ricavato in successive operazioni di supporto all’ambiente e all’impollinazione.

Si tratta certamente, in tutti i casi citati, di singole iniziative che testimoniano una diffusa sensibilità verso questo tema, ma che da sole non sarebbero sufficienti a provocare un’inversione di rotta in un processo che minaccia l’intero ecosistema da cui noi stessi dipendiamo. Per ottenere grossi risultati ci vogliono anche progetti di carattere istituzionale. “Occorre avviare una rapida transizione della nostra agricoltura, a cominciare dal Green Deal europeo – conclude Ferrario di Greenpeace –, non solo per proteggere le api, ma anche gli agricoltori stessi e tutti noi, perché senza api non c’è futuro”.

© Riproduzione riservata; Foto: AdobeStock, Coop

Da 12 anni ilfattoalimentare racconta con i suoi articoli cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

In questi anni ci hanno sostenuto decine di aziende grandi e piccole con i loro banner e moltissimi lettori con le donazioni.
Tutto ciò ha reso possibile la sopravvivenza di un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici.

Il Fatto Alimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli e ai dossier. Questo perché in rete tutte le persone hanno il diritto ad avere un'informazione libera e di qualità, senza il vincolo di dovere pagare. Tutto ciò è possibile grazie alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza la necessità di farcire gli articoli con pubblicità invasive.

Sostieni ilfattoalimentare ci vuole solo un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche sostenerci con un versamento mensile.

Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

Guarda qui

Olio di oliva: Italia, Spagna e Grecia insieme per difendere la cultura e il prodotto

Nasce il network OlivaeNews per promuovere la coltivazione e tutelare la cultura dell’olio di oliva …

Un commento

  1. https://www.greatitalianfoodtrade.it/salviamoleapi-la-societa-civile-chiede-una-vera-transizione-ecologica-senza-pesticidi-in-ue

    Cercare di bloccare il rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato, questo sarebbe un buon passo avanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *