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Richiamati integratori a marchio Falcon Labs per presenza di steroidi e stimolanti non consentiti. L’allerta partita dall’Irlanda

integratori richiamo staroidi stimolantiIl Ministero della salute ha segnalato il richiamo di alcuni integratori alimentari a marchio Falcon Labs per la presenza di steroidi e stimolanti non consentiti. L’allerta è partita dall’Autorità sanitaria irlandese ed è stata diramata attraverso il sistema Rasff con la notifica 2018.0607.

I prodotti richiamati per la presenza di sostanze non permesse in alimenti e integratori sono:

  • Superclen 60 capsule, lotto 77142 con scadenza agosto 2018, contenente lo stimolante 1,3-dimetilamilammina (1,3-DMAA).
  • Oxyburnpro 60 capsule (non è riportato lotto e scadenza), contenente lo stimolante 1,3-DMAA.
  • Superdrive 60 capsule (non è riportato lotto e scadenza), contenente lo steroide metasterone.

Secondo quanto riportato dall’e Autorità irlandesi, non è nota l’origine dei tre integratori richiamati, né la tracciabilità dei prodotti.

Il Ministero della salute raccomanda di non consumare gli integratori richiamati, che sono stati venduti anche online. Le Autorità sanitarie irlandesi specificano che la 1,3-DMAA è uno stimolante che può provocare un aumento improvviso della pressione sanguigna, da cui può derivare, in alcuni casi, il rischio di infarto ed emorragia cerebrale. Il metasterone, invece, è uno steroide anabolizzante-androgenico, che è stato associato a casi di danni al fegato.

Dal 1° gennaio 2018, Il Fatto Alimentare ha segnalato 46 richiami, per un totale di 102 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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