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Dal pollo ai würstel, gli alimenti da non consumare crudi spiegati in un video da Antonello Paparella, microbiologo alimentare


uova fresche cestino
Ci sono alimenti che non vanno proprio mangiati crudi. Ma le ragioni non sono sempre le stesse. Lo spiega Antonello Paparella, professore di Microbiologia alimentare dell’Università di Teramo in un breve servizio andato in onda durante  la puntata di Buongiorno Regione del 9 ottobre 2020.

Per esempio, il pollo non si deve mai consumare crudo o poco cotto perché potrebbe essere presente la Salmonella. Lo stesso vale per le uova: se si devono utilizzare crudo per maionese o creme è meglio acquistare quelle pastorizzate. Anche la farina non si dovrebbe consumare mai cruda perché può contenere microrganismi pericolosi, quindi è meglio evitare di assaggiare gli impasti prima di infornarli.

Le patate, invece, non si devono mangiare crude, come fanno ancora alcuni, perché se non sono sottoposte a cottura non sono digeribili. Altri alimenti possono essere consumati crudi, come il carpaccio bovino e le ostriche, ma solo prendendo alcune precauzioni, all’atto dell’acquisto e della conservazione.

Ecco il video:

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    Quella di mangiare i wurstel crudi “perché tanto sono cotti in fabbrica” è un’abitudine diffusissima, a giudicare da ciò che si legge sui forum e gruppi che si occupano di cucina, ed è difficilissimo fare capire alle persone che nel procedimento industriale non vi è la certezza che il prodotto finito sia sterile.

    A questa mentalità errata contribuiscono non poco le istruzioni apposte sulle confezioni, che recitano, scritto in piccolo, come se fosse un di più, “da consumare dopo cottura” o addirittura “da consumare preferibilmente dopo cottura” che mettono a posto la coscienza e il rispetto della legge del produttore ma influiscono poco sul consumatore frettoloso (il 99% di noi, che non abbiamo mai tempo per nulla).

    Anche qui il legislatore ha le sue colpe, perché dovrebbe imporre di riportare sul fronte (e non in un angolo difficile da vedere) la dicitura DA CONSUMARE DOPO COTTURA, oppure meglio DA NON CONSUMARE CRUDO, in caratteri ben evidenti per dimensioni e colore, in modo che anche i frettolosi e i distratti siano protetti.

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      In effetti io consumavo crudi i wurstel, solo quelli piccoli, fin quando non ho visto la scritta che dice lei. Pensavo appunto che quelli più piccoli fossero lavorati apposta per essere consumati senza cottura.
      Sorpreso anche dalla farina, anche se non capita certo di consumarla a cucchiai.
      Non so se avete notato un errore ad inizio video: con riferimento alla carne di pollo, direi che voleva dire esclusivamente “cotta” e non “cruda”.

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    Sempre mangiato i wurstel “crudi” senza cuocerli da quando ero bambino e chissà quante altre persone come me in passato.

    Forse il rischio c’è ma deve essere molto basso, non mi sembra ci siano state stragi negli anni passati a seguito di questa abitudine errata.

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      Non mi pare che nell’articolo si dica che se consumi wurstel crudi certamente ti prenderai infallibilmente un’inevitabile intossicazione, quindi non stento a credere che a te sia sempre andata bene, del resto c’è chi attraversa sempre col rosso e va al bar a raccontarlo ridendo.

      Tranne che dopo l’ultima volta, ma son dettagli.

      Comunque la tua esperienza è interessante, ora aspettiamo di conoscere quella degli altri 60.000.000 di italiani, giusto per vedere se è rappresentativa dell’intera popolazione italiana e quindi abbia senso ignorare con una scrollata di spalle il parere di Paparella, che è solo Professore Ordinario di Microbiologia degli alimenti, cosa vuoi che ne sappia.