Due calici di vino bianco con bottiglia in atto di versare e il sole sullo sfondo

Ci risiamo. I produttori italiani di vino sono di nuovo sul piede di guerra. Questa volta a scatenare la reazione scomposta – per usare un eufemismo – dell’industria vinicola nostrana è stato il via libera della Commissione europea alle avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, che l’Irlanda ha intenzione di introdurre sul territorio nazionale. Apriti cielo. “Un attacco diretto contro le nostre eccellenze e contro un modello fatto di equilibrio e di qualità” ha dichiarato Luigi Scordamaglia di Filiera Italia. Cia – Agricoltori Italiani addirittura arriva a definire “pericoloso” il silenzio assenso della Commissione UE all’Irlanda perché disincentiverebbe il consumo di vino aprendo la strada ad “allarmismi e disinformazione”.

L’iniziativa irlandese, notificata nel giugno 2022 alla Commissione UE, prevede l’indicazione obbligatoria in etichetta, oltre al rischio di malattia epatiche causato dal consumo eccessivo di bevande alcoliche e i potenziali danni al feto dovuti al consumo in gravidanza, anche di avvertenze sanitarie relative al legame diretto tra l’assunzione di alcol e il cancro. Che l’alcol sia una sostanza cancerogena è noto da decenni: l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms lo ha classificato come cancerogeno certo per gli esseri umani nel lontano 1988. Da allora, l’alcol è stato causalmente collegato a sette tipologie di tumore, oltre ad essere considerato un importante fattore di rischio per più di 200 malattie e a causare quasi 3 milioni di morti l’anno nel mondo (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Donna preleva bottiglia di vino rosso dallo scaffale del supermercato
L’Irlanda ho ottenuto dalla Commissione Europea il via libera per lo schema di etichettatura con avvertenze sanitarie da apporre sulle bevande alcoliche

Anche la Società italiana di alcologia (Sia) ha sottolineato i rischi associati al consumo di alcol, definendo le etichette irlandesi “un atto di civiltà”. “Già a bassissimi dosaggi aumenta il rischio di cancro – spiega Gianni Testino, presidente della Sia ad AdnKronosPer tale ragione il consumo di alcolici è la seconda causa di morte oncologica. Con meno di 12 grammi al giorno di etanolo (contenuto in media in una qualsiasi unità(*) di bevanda alcolica) il rischio di cancro della mammella aumenta del 7%. Tale percentuale può salire notevolmente se la donna ha un determinato assetto genetico. È un dato acquisito dalla comunità scientifica da anni. Le bevande alcoliche, senza dose soglia di sicurezza, favoriscono il cancro. È bene che i cittadini e i consumatori lo sappiano per essere liberi di scegliere”.

Eppure sono ancora in molti a non sapere che non esiste un livello sicuro di consumo dell’alcol, anche a causa di messaggi come “bevi responsabilmente”, che l’Oms considera troppo ambigui. A contribuire alla scarsa consapevolezza della popolazione giocano certamente anche il marketing e la comunicazione delle aziende produttrici di bevande alcoliche, che spingono incessantemente sulla necessità di fare una distinzione tra un consumo ‘moderato e responsabile’ e l’abuso. Un messaggio ormai superato dalle conoscenze scientifiche: solo per fare un esempio, uno studio del giugno 2022 ha scoperto che già con un consumo moderato aumenta il rischio cardiaco (ne abbiamo parlato in questo articolo).

La reazione scomposta dell’industria del vino italiana ricorda molto da vicino quella di pochi mesi fa, scattata in seguito all’approvazione del Quadro europeo di azione sull’alcol 2022-2025 del Comitato regionale europeo dell’Oms. Il testo chiedeva di ridurre del 10% il consumo pro capite di alcol entro il 2025, introducendo tasse, restrizioni al marketing e un’etichettatura dei rischi associati al consumo di bevande alcoliche (ne abbiamo scritto in questo articolo). All’epoca, Filiera Italia aveva dichiarato addirittura che “ancora una volta vince il proibizionismo sulla corretta informazione”.

(*) Nota: Un’unità alcolica è pari a 12 grammi di alcol, che corrispondono alla quantità contenuta in un bicchiere (125 ml) di vino di media gradazione, oppure una lattina (330 ml) di birra di media gradazione o un bicchierino (40 ml) di superalcolico a 40°.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock

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federico
federico
18 Gennaio 2023 18:12

Innanzitutto togliere le bugie dalle verità scientifiche.
L’alcol per il corpo umano è tossico, senza ombra di dubbio è una verità scientifica.
Tutte le relazioni tra alcol e cancro sono invece congetture. La ricerca deve continuare e darci risposte chiare e certe, ma ad oggi non ci sono evidenze su questo.
Se non operiamo questa distinzione facciamo solo confusione.
E’ sufficiente sapere che l’alcol è semplicemente tossico. E scriverlo sulle bottiglie.
Ognuno deciderà cosa fare.

Roberto
Roberto
24 Gennaio 2023 09:21

Favorevole all’informazione.
L’alcol fa male a tutte le dosi, non c’è una soglia di sicurezza.

Dopo che una persona è informata, fa le sue scelte, come chi continua a fumare perchè gli piace ma sa benissimo che fa male.

Detto dal sottoscritto che beve vino, birra e superalcolici.

Luigi Donati
Luigi Donati
2 Febbraio 2023 11:37

Ho sempre creduto che l’alcol sia una droga pesante, solo che essendo legale molti pensano che non esagerando non faccia poi così male; beh è bene che ognuno di noi sia informato poi se si vuol fare del male è una sua scelta solo che la scelta sbagliata di uno può comportare danni letali ad altri, leggi incidenti stradali. Comunque come dice giustamente la dottoressa Viola la dose giusta è uguale a zero.

Davide
Davide
2 Febbraio 2023 15:09

Vorrei tanto sapere cosa non è cancerogeno ormai?!
Dall’acrillamide onnipresente nei prodotti da, alla carne, i nitriti presenti nei salumi nonché nella verdura a foglia verde, i fertilizzanti presenti in frutta e ortaggi, il glifosato nei cereali, i metalli pesanti presenti nel pesce, senza considerare tutte le porcate addizionate ad un’infinità di alimenti processati, cosmetici e farmaci.
Si vive una volta sola e se non si muore di una cosa, si muore di un’altra.
Godetevi la vita, sempre con un po’ di buonsenso!

Gianfranco
Gianfranco
Reply to  Davide
4 Febbraio 2023 19:56

Concordo!

Maria Antonia Fusco
Maria Antonia Fusco
2 Febbraio 2023 16:29

Mi spiace che Altroconsumo si schieri con le decisioni irlandesi che rischiano di far colare a picco quella che rappresenta una gloria italiana e cioè l’industria vinicola!! Accanto ai lavori citati sui danni da alcool andrebbero citati i molto lavori sugli effetti benefici dei polifenoli ed altre sostanze utili contenuti nel vino e bisognerebbe fare un distinguo tra bevande alcoliche ad alta gradazione e il vino da sempre considerato quasi un alimento, Che poi gli eccessi facciano male è cosa nota : vogliamo parlare dell’eccesso di dolci? Eppure nessuno scrive su di una crostata : può nuocere gravemente alla salute, nè su di un pacco di zucchero che già Yudkin definì nei lontani anni 60 :bianco, puro e mortale! (white, pure and deadly!!) Bisogna essere cauti nel promuovere affermazioni così assolute e secondo me fuorvianti: Tra breve la dicitura “può nuocere gravemente alla salute” la troveremo sulle carni rosse, sui pesci di grossa taglia (pieni di mercurio!!) e così via. Ci vuole misura nelle cose
Sono sa sempre una vostra socia sostenitrice e vorrei continuare ad esserlo!
Cordiali saluti
M.A. Fusco medico

Annamaria
Annamaria
2 Febbraio 2023 17:16

Certo che fa male, e non è vero che non ci siamo ricerche scientifiche sull’incidenza dell’alcool , per non parlare dei superalcolici, sull’insorgenza di tumori. È anche certo che molto dipende dal proprio corredo genetico, ma comunque la nocività dell’alcool resta tale. Come chi dice che ci sono persone che hanno fumato per una vita, ma non sono morte di cancro al polmone. Meglio conoscere i rischi e poi ognuno sceglie.

Gianfranco
Gianfranco
4 Febbraio 2023 20:09

La stragrande maggioranza degli studi epidemiologici e di base
dimostra che l’alcool ha svariati effetti salutistici, e che questi
effetti dipendono dalla dose di alcool utilizzata. Anche se, per
ragioni etiche, non sarà forse possibile compiere studi clinici
controllati, si può con ragionevole certezza affermare che il con-
sumo moderato e spaziato nel tempo di alcool (non oltre 2-3
drink/die per gli uomini ed 1-2 drink/die per donne ed anziani) si
associa a minor mortalità cardiovascolare, senza conseguenze
apprezzabili su altre patologie. È ancora da sottolinare, peral-
tro, come l’abuso di alcool sia da evitare in tutte le sue forme,
poiché chiaramente associato ad aumentata mortalità e disagio
sociale. Attualmente si ritiene che i pazienti astemi non dovreb-
bero essere incoraggiati a bere alcol per ottenere benefici sulla
salute: chi beve in quantità moderata, ed è esente da patologie
che ne sconsiglino l’uso, può comunque essere rassicurato, e
continuare il suo stile di consumo beneficiando, presumibilmen-
te, di effetti protettivi di ampiezza non trascurabile su varie pato-
logie tipiche della nostra società.

Filippo Smriglio
Filippo Smriglio
9 Febbraio 2023 09:59

Io sono dell’idea che una modica quantità di bevande alcooliche in generale, ma di vino in particolare, preso come alimento ai pasti, non sia dannoso…anzi! Ma mi piace anche ricordare due celebri alcoolisti come l’artista Vincent van Gogh e lo scienziato Bruno Touschek, fisico (l’inventore dei modernissimi acceleratori di particelle). Chissà se forse sarebbero stati gli stessi senza il “contributo” dell’alcool di cui erano assidui “consumatori”.