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Alcol e tumori: non esiste un consumo a rischio zero. Su Epicentro l’appello dell’Oms

alcol birra alcolici sovrappeso obesitàUn bicchiere di vino a cena che male può fare? Per non parlare di una bella birra insieme alla pizza. E invece no, perché quando si tratta di alcol non esiste una quantità sicura, e l’unico modo per raggiungere il rischio zero è astenersi completamente dal consumo di bevande alcoliche. È uno dei 12 punti del Codice europeo contro il cancro. Ma è anche uno dei messaggi chiave dell’appello per una migliore prevenzione dei tumori legati al consumo di alcolici. Un documento realizzato dall’Ufficio europeo dell’Oms e dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), e presentato in occasione dell’ottava Settimana di sensibilizzazione europea sui danni correlati all’alcol durante un webinar dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Come spiega il portale dell’Iss Epicentro, crescono le evidenze del nesso causale tra il consumo di bevande alcoliche e alcuni tipi di cancro, come quelli al seno e al colon-retto, il cui numero potrebbe essere sostanzialmente ridotto con efficaci politiche di prevenzione e sensibilizzazione dei consumatori. Sono infatti ancora poco conosciute dalla popolazione alcune informazioni importanti riguardo all’assunzione di alcol e la salute, soffocate dal marketing e da messaggi che l’Oms considera ambigui come “bevi responsabilmente”.

Pouring glass of red wine from a bottle.
Sono sempre più numerose le evidenze di un nesso causale tra il consumo di bevande alcoliche e alcuni tipi di cancro

Sono ancora in molti, infatti, a non sapere che non esiste un livello sicuro di consumo degli alcolici e che anche un’assunzione moderata può provocare il cancro. Ed essendo proprio l’etanolo la principale sostanza cancerogena contenuta nelle bevande alcoliche, il consumo di qualsiasi tipologia deve essere considerato a rischio. Oltre a diversi tipi di tumore (cavo orale, orofaringe, esofago, fegato, laringe e i già citati colon-retto e seno), l’alcol è anche associato a un aumento del rischio per numerose malattie croniche e nel mondo causa quasi 3 milioni di morti l’anno.

Portando l’attenzione sull’Europa, nel 2018 sono stati registrati 180 mila casi di cancro associati all’alcol, di cui oltre 45 mila al seno e più di 59 mila al colon-retto.  Sono state in totale 92 mila le morti legate ai tumori dovuti al consumo di bevande alcoliche. Malattie e decessi che potrebbero essere evitati se le istituzioni mettessero in campo serie politiche di prevenzione, anche considerando che l’11% dei casi di cancro legati all’alcol, secondo l’Oms, sono associati a consumi moderati. Man mano che aumentano le quantità consumate, poi, aumenta anche il rischio, che cresce ulteriormente se alle bevande alcoliche si aggiunge il fumo di tabacco. Secondo l’Oms, chi beve e fuma ha un rischio 30 volte più alto di sviluppare tumori del cavo orale, dell’orofaringe, della laringe e dell’esofago.

Il rischio aumenta con le quantità di alcol consumate e cresce ancora di più se alle bevande alcoliche si associa il fumo di tabacco

Le politiche di prevenzione delle malattie e delle morti legate all’alcol, tuttavia, non sono ancora sufficientemente diffuse in Europa. Eppure le istituzioni dei vari Paesi avrebbero a disposizione una serie di provvedimenti già sperimentati con successo, basati sulle tre misure cardine suggerite dall’Oms: interventi sul prezzo di vendita come l’aumento di tasse e accise, le limitazioni alla pubblicità, specialmente online, e le restrizioni della disponibilità di alcolici nella vendita al dettaglio, per esempio intervenendo sugli orari.

Ma non basta. Serve anche una comunicazione istituzionale efficace, che metta al centro la salute del cittadino e il suo diritto a non subire le pressioni – sociali e commerciali – a consumare bevande alcoliche e le conseguenze negative dell’alcol sulla sua vita. A tal proposito, spiega l’Iss, l’Oms ribadisce la necessità di combattere la comunicazione ambigua, come il famoso “bevi responsabilmente”, e di favorire messaggi chiari sui rischi associati al consumo di alcol, coinvolgendo anche organizzazioni non governative, associazioni professionali e gruppi sociali.

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3 Commenti

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    Quando provo a farlo presente ai miei conoscenti vengo deriso ed additato come terrorista 😀

  2. Avatar
    Egisto Mazzarelli

    Sta ad ognuno di noi decidere se il rischio vale la pena. Magari bere una birra (alcolica) oppure qualcosa di più forte una volta ogni mese, o due o tre, è meglio sopportato dall’organismo.
    Se è un momento sociale particolare, uno potrebbe accettare il rischio residuo e non pensarci più.

  3. Avatar

    Perché allora non tornare al proibizionismo eh??
    Se cominciassimo ad elencare tutto quello che potenzialmente presenta una minima negatività per la salute, non finiremmo più!
    Forse ignorate che neppure vivendo sotto ad una campana di vetro si scongiura il rischio cancro?!
    Ennesimo tentativo di terrorismo mediatico da parte di UE, OMS & company che non sortirà alcun effetto su quelle che sono abitudini che affondano le radici nella notte dei tempi e rappresentano la cultura di numerosi popoli.