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Alimenti affumicati, in Francia un’indagine scova irregolarità in un’azienda su tre

Legni per l’affumicatura di provenienza sconosciuta, carenza di informazione sugli aromi, a volte poca attenzione al rischio idrocarburi policiclici aromatici. Nel mondo dei prodotti affumicati francesi, le irregolarità si trovano in un’azienda su tre. Lo rivela un’indagine della Direzione generale per la concorrenza, il consumo e la repressione frodi (Dgccrf) del ministero dell’Economia, delle finanze e del rilancio, che ha ispezionato 230 imprese industriali e artigianali, rilevando violazioni nel 35% dei casi.

Oggi impiegata principalmente per conferire particolari caratteristiche organolettiche agli alimenti, l’affumicatura è una tecnica di conservazione che prevede l’esposizione diretta al fumo prodotto dalla combustione del legno. Per questo motivo è fondamentale che la segatura e i trucioli impiegati non abbiano subito trattamenti chimici e che sia garantita la tracciabilità, ma non sempre è così. Gli ispettori francesi hanno scoperto che l’origine dei legni utilizzati non è sempre nota, mentre in alcuni casi, sebbene menzionata sulle etichette o sui documenti tecnici di accompagnamento, l’assenza di trattamenti chimici non è certificata.

Dunkel geräucherte Südtiroler Kaminwurzen zur Trocknung aufgehängt insaccato crudo affumicato
Un’indagine francese sulle aziende che si occupano di affumicatura ha rivelato irregolarità in un’impresa su tre

Anche quando il sentore di affumicato è conferito dall’uso di aromi, non sempre le cose sono in regola, soprattutto sul versante dell’informazione. In alcuni casi, l’uso di additivi non è stato affatto segnalato nell’etichetta del prodotto finito, in altri è stato rilevato l’utilizzo di diciture errate, come “fumo liquido” al posto dell’indicazione corretta “aroma di fumo/affumicatura”. Talvolta, invece, il problema rilevato riguarda la documentazione trasmessa dai fornitori di aromi, che non contiene tutte le informazioni obbligatorie: quando ciò accade diventa difficile per i produttori rispettare i tenori massimi per gli aromi di affumicatura fissati dal Regolamento europeo 1321/2013.

Un altro punto critico riguarda il sistema dei controlli interni sul rischio rappresentato dagli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), sostanze cancerogene che si sviluppano nel fumo prodotto dalla combustione del legno. Secondo gli ispettori, la sensibilità in questo ambito è molto variabile e dipende strettamente dalle dimensioni delle aziende: più un’impresa è grande, maggiore è il volume di alimenti affumicati prodotti e maggiore è la frequenza dei controlli interni sul rischio Ipa. Viceversa aziende di dimensioni medio-piccole, tendono a realizzare controlli meno frequenti, mentre alcune imprese artigianali tendono addirittura a ignorare il rischio.

Dall’indagine francese emerge quindi un quadro in cui ad essere carenti sono da una parte le informazioni – sia per la documentazione sulle origini e sui trattamenti dei legni impiegati per l’affumicatura, sia per gli aromi – e dall’altra la consapevolezza dei rischi legati alla contaminazione da Ipa. A questo punto, sorge spontanea una domanda: com’è la situazione in Italia?

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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6 Commenti

  1. Avatar

    Ma i prodotti controllati sono solo francesi o anche quelli di altre nazioni, tipo le aringhe affumicate?

  2. Avatar

    https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/19/news/cibo_scaduto_o_avariato_niente_piu_denuncia_per_chi_lo_vende-292823306/?ref=RHTP-VS-I270681067-P15-S8-T1&fbclid=IwAR0Lv7vSlp-TeivjUxQfJHNXyTWs3ui9-SRF4zeGTxvfjva37OkKamqXCiA
    Questo articolo su repubblica è a dir poco sconcertante, da 41 anni lavoro nel settore alimentare e mi sono sempre in gran parte sentito tutelato dai controlli e da questa normativa, ma da ora in poi? Sarà sufficiente leggere le etichette? Un altro colpo basso alla salute alimentare, e soprattutto alla fiducia nei nostri politici, troppo distanti dalla vita delle persone “normali” sono sempre di più deluso.

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      Giovanni Gozzi

      L’articolo 5 della legge 283/1962 è da molti anni depenalizzato e consta ora solo di sanzione amministrativa.
      Sembra che si voglia intervenire prima del 26 marzo per abrogare l’abrogazione, perché fare le cose semplici è troppo complicato.

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      x @Massimo & @Giovanni – Tranquilli che gli effetti sanzionatori penali e amministrativi della 283/1962 sono stati ripristinati dal Decreto Legge n. 42 del 22/03/2021 che è intervenuto per modificare l’art. 18 del D.Lgs. 2 febbraio 2021 n. 27 che li depenalizzava.

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    Voi vi ponete la domanda di “com’è la situazione in Italia?”. Dovreste darcela voi una risposta a partire dai documenti disponibili al Ministero. E in Italia ce ne sono: c’è il Piano nazionale residui, c’è il rapporto ICQRF, ecc.
    Io mi sento di rassicurare che le aziende serie fanno le varie operazioni di affumicatura in regola e del resto anche i controlli in Italia sono affidati ai veterinari, che sono organo dello Stato, a differenza che in molti altri paesi dove sono soggetti privati.
    Semmai ci possono essere talvolta delle etichettature sbagliate e per questo sanzionate se non riportano correttamente le diciture previste per questa tipologia di prodotti. Ma oggi ci sono prodotti il cui fumo non lo vedono nemmeno direttamente perché si impiegano aromi o fumo liquido già purificato
    Diversa può essere l’attenzione per la produzione casalinga o per l’affermarsi anche da noi di una cultura del barbecue, ma anche in questi casi ormai sono pochi quelli che “improvvisano” un fai da te estremo al di fuori delle corrette impostazioni di queste operazioni. Forse in questo caso vanno poste le maggiori attenzioni.