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Acqua Lauretana: ha un cattivo odore scrive una lettrice. La risposta dell’azienda dopo le analisi sul campione

acqua minerale bottiglia idratazioneMeno di un mese fa ho acquistato una confezione da sei bottiglie di acqua Lauretana. Tutte le bottiglie all’apertura avevano un forte odore, come di disinfettante. Ho contattato la Lauretana via form su internet, ma non ricevendo risposta mi sono rivolta al call center, che ha predisposto il ritiro delle bottiglie per effettuare le analisi del caso. L’addetto al laboratorio con cui ho parlato è stato molto disponibile, mi ha assicurato che mi avrebbe comunicato i risultati e così è stato. Il problema è che risulta il superamento del limite, sia pur di poco, della carica batterica a 20 gradi (che poi è la temperatura delle nostre abitazioni), pari a 110 con un limite <100 (il 10% quindi in più). Mi hanno rassicurato che l’acqua si può bere, ma risulta comunque maleodorante. È corretto il loro operato? O dovrebbero ritirare il lotto? Il lotto incriminato è il L29004PB. Giusi

Dopo avere ricevuto la lettera abbiamo scritto alla Lauretana.

“Dal referto relativo all’analisi svolta sul campione reso di Acqua Lauretana L29004PB, emerge l’assoluta regolarità. Come potrà vedere è presente un leggero superamento del limite previsto ma ciò non è nulla di allarmante, come le spiegherò poco sotto. La carica microbica presente normalmente nelle acque minerali può andare incontro a variazioni nel corso della shelf-life del prodotto. Generalmente si evidenzia un picco di sviluppo nei primi mesi dopo l’imbottigliamento che decresce nel corso dei mesi successivi. Tale andamento è tipico di ogni acqua minerale, conseguenza delle caratteristiche organolettiche dell’acqua.

Ricordiamo che le acque minerali vanno imbottigliate come sgorgano dalla sorgente senza effettuare alcun tipo di trattamento atto a modificare le caratteristiche microbiologiche dell’acqua, che comunque deve rispettare i valori previsti dalla normativa specifica nei controlli effettuati alla sorgente e all’imbottigliamento, e ovviamente l’assenza di microrganismi patogeni, come nel nostro caso.Lauretana acqua mineraleDopo l’imbottigliamento il tenore dei microrganismi di un’acqua minerale naturale non può superare il limite di 100 per ml a 22°C e 20 per ml a 36°C. Il tenore suddetto però dev’essere misurato nelle successive 12 ore dall’imbottigliamento. Dopo tale periodo, quindi in fase di commercializzazione, non sono più presenti limiti in quanto la crescita di microrganismi può risultare soltanto dall’evoluzione normale del suo tenore batteriologico alla sorgente.

In conclusione, il superamento delle cariche batteriche non è nulla di preoccupante ed è assolutamente normale, quello che è importante, è il fatto che non siano presenti batteri patogeni che devono sempre essere assenti, sia in sorgente che nei periodi successivi l’imbottigliamento. Dal punto di vista microbiologico la sua acqua era perfetta. Per quanto concerne invece l’odore riscontrato, la presenza di sostanze odorose nelle bottiglie di acque minerali si può ricondurre all’attività del microbiota naturalmente presente nelle acque dolci.

Tale microbiota è costituito da microrganismi non patogeni di varia natura, i quali in situazioni ambientali particolari (solitamente uno stress termico) sono in grado di mettere in atto processi metabolici tali da determinare la produzione di sostanze odorose. In genere la presenza di microrganismi nelle acque non è sufficiente a determinare la produzione di sostanze odorose in quantità tali da risultare in concentrazione superiore alla soglia olfattiva. Le sostanze odorose prodotte dalla microflora acquatica non sono mai sostanze tossiche sia per la loro natura che per la presenza di queste in ultra tracce, ossia nell’ordine dei ng/L di concentrazione (la miliardesima parte del grammo per litro di acqua).”

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5 Commenti

  1. Avatar

    Mi appare ridicolo enfatizzare in questa misura l’origine del prodotto, quasi che il latte austriaco o germanico o le olive greche o spagnole siano prodotti avvelenati. A parte questo caso anche la frutta o la verdura a chilometro zero sia un concetto da valutare con attenzione. Pensiamo forse che non dobbiamo più mangiare arance, carciofi, fave a Milano o a Torino o banane, ananas o altri frutti tropicali perché’ evidentemente non prodotti in Italia? Ma non si dice forse che dobbiamo aiutare i migranti anche fornendo occasioni di lavoro nei paesi di origine?
    Non basta una sola idea, occorre valutare il complesso de problemi, cioè’ la problematica che deriva da ogni nostro comportamento o affermazione.

  2. Avatar
    Gianfranco Mattioli

    La risposta della Lauretana mi ha lasciato basito: secondo loro si dovrebbe bere acqua che ha cattivo odore perchè non è tossica… Anzichè scusarsi e risarcire il cliente si sono dilungati in una dotta disquisizione biologica

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    Se l’acqua ha un cattivo odore, secondo me, non si dovrebbe bere.
    La Lauretana dovrebbe scusarsi, risarcire il cliente e ritirare i lotti coinvolri.

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    Se puzza, non la bevo. L’odorato è uno dei sensi che l’uomo usa per difendere la propria salute.
    Da cliente cambierei luogo d’acquisto e marchio di acqua (io uso quella del rubinetto).
    Da produttore invierei omaggi, pur considerandomi dalla parte della ragione.

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    C’era già un’ altra segnalazione dello stesso problema ad agosto 2018 ma a quanto pare l’azienda non ha preso provvedimenti allora e non ha intenzione di prenderli. L’unica cosa che possiamo fare allora è non comprarla più.