Il Ministero della Salute ha segnalato altri due richiami: si tratta di fieno greco per presenza di pesticidi non autorizzati e di un formaggio a latte crudo per rischio microbiologico.
Il richiamo del formaggio a latte crudo
Il Ministero, come accennato, ha pubblicato il richiamo da parte del produttore di un lotto di formaggio a latte crudo La Magnocchetta – Valchiavenna a marchio Formaggi del Curto. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di Escherichia coli produttori di tossina shiga (STEC). Il prodotto in questione è venduto in forme intere da 4 kg con il numero di lotto 120/12/1/25.
L’azienda Formaggi del Curto Snc ha prodotto il formaggio a latte crudo richiamato. Lo stabilimento di produzione si trova in via Don Primo Lucchinetti 24 a Mese, in provincia di Sondrio (marchio di identificazione IT H4J93 CE).
Il richiamo del fieno greco
Il Ministero della Salute ha segnalato anche il richiamo da parte dell’operatore di due lotti di foglie di fieno greco Peackock Kasoori Methi a marchio MDH. La ragione indicata, in questo caso, è la presenza di clorpirifos e altri pesticidi non autorizzati. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 100 grammi, con i numeri di lotto 314 e 316, e il termine minimo di conservazione (TMC) 30/11/2026. Nonostante il provvedimento sia datato 16/03/2026, il Ministero lo ha pubblicato soltanto il 26/03/2026, ben 10 giorni dopo.
L’azienda Global Foods Trading GmbH di Am Winkelgraben 1a a Biebesheim, in Germania, ha importato il fieno greco richiamato, mentre Raja Wholesale Srl lo ha distribuito in Italia. Il prodotto in questione è importato dall’India, come rivela una notifica dell’Austria al Sistema di allerta RASFF (2026.1996). Non è la prima volta che l’azienda tedesca Global Foods Trading è coinvolta nell’importazione dall’India di fieno greco contaminato da pesticidi non autorizzati in Unione Europea: era successo anche nell’autunno 2025 (leggi qui l’articolo sul primo richiamo di fieno greco).
A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare i prodotti con i numeri di lotto sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso dei prodotti richiamati possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 61 richiami, per un totale di 152 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.






