Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte dell’operatore di un lotto lime di Tahiti a marchio Tropicom. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza del pesticida non autorizzato carbofurano. Il prodotto in questione è distribuito in cartoni da 4 kg, con il codice identificativo 2101-6475. Non è dato sapere quanti dei lime coinvolti siano ancora sul mercato, perché, nonostante il provvedimento sia datato 11/05/2026, il Ministero lo ha pubblicato soltanto oggi, 21/05/2026, con un ritardo di 10 giorni.
L’azienda Takape Brasil LTDA ha prodotto i lime richiamati in Brasile, Exotic City Sprl ed Exotimex Europe B.V. li hanno importati in Europa, mentre Nuovafrutta Srl ha distribuito gli agrumi in questione in Italia.
A scopo precauzionale, l’azienda raccomanda quindi di non consumare li lime con il marchio e il codice identificativo sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
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© Riproduzione riservata. Foto: Depositptohos (copertina), Ministero della Salute
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.






Linea confezionati da Conad
Dicitura origine Brasile Car.1 buccia non edibile tratt con ES03 E904 Imazalit ???? Fanno parte dei LIME in questione come sopra? Grazie
Al momento ci risulta che il richiamo riguardi esclusivamente il lotto di lime a marchio Tropicom indicato nell’articolo. La dicitura che legge sulla confezione Conad (“Imazalil”, E904 ecc.) indica invece trattamenti autorizzati utilizzati sulla buccia degli agrumi e non ha relazione con il richiamo pubblicato.
Grazie mille
È inaccettabile che un provvedimento che segnala la presenza di sostanze potenzialmente tossiche/pericolose in una certa data sia poi pubblicato dal Ministero in ritardo di molti giorni.Questo determina una distribuzione incontrollata del prodotto nella popolazione con esiti imprevedibili.Bisognerebbe trovare soluzioni affinché questo non si verifichi più, visto che avviene frequentemente, da quello che leggo.
Anche al ministero “tenn che fa’” come dicono a Napoli…intanto smaltiamo un po’ di veleno! Come giustificano i ritardi?