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Nonostante l’allerta botulino per la zuppa di legumi, né l’azienda né il Ministero della salute pubblicano i nomi dei supermercati interessati

allerta botulino zerbinati
Questo è l’avviso diffuso dall’azienda Terra&Vita in seguito all’allerta botulino per la zuppa

In relazione all’allerta botulino per la zuppa di legumi e cereali della marca Terra&Vita prodotta alla ditta Zerbinati, il 25 marzo abbiamo chiesto al Ministero della salute la lista dei supermercati e dei negozi che avevano venduto le 13.400 confezioni del lotto ritirato. Il Ministero ci ha risposto sabato 29 marzo dicendo che non è opportuno perché “si tratterebbe di pubblicare liste di centinaia di voci, in continuo aggiornamento, che per complessità non sarebbero fruibili dal cittadino”. Tenuto conto che di botulismo si può morire, la giustificazione risulta alquanto debole.

 

Per la precisione anche l’azienda Terra&Vita non ha voluto comunicare la lista, pur avendo inviato a tutti i supermercati un cartello (vedi a lato) da appendere nei negozi per annunciare il ritiro.

È l’ennesimo caso da cui emerge in modo sin troppo evidente la mancanza di trasparenza verso i consumatori, sia da parte di un’azienda alimentare sia da parte delle istituzioni.

 

Ecco la risposta del Ministero della salute.

 allerta botulino -Zuppa Legumi Cereali-piatti pronti
Secondo il Ministero della salute non serve pubblicare la lista dei negozi che hanno venduto la zuppa

Per quanto concerne la pubblicazione della lista dei singoli punti vendita delle catene distributive, si ribadisce quanto esposto per analoga richiesta:

– in termini di tutela della salute dei cittadini questa informazione non aggiunge nulla in quanto il prodotto richiamato è tale, indipendentemente dal luogo in cui è stato venduto;

– è responsabilità delle Aziende sanitarie locali e non dei singoli cittadini verificare che presso i punti vendita siano state seguite le procedure corrette di ritiro e richiamo dei prodotti oggetto di allerta;

– se si fa riferimento alla grande distribuzione organizzata (GDO), si tratterebbe di pubblicare liste di centinaia di voci, in continuo aggiornamento, che per complessità non sarebbero fruibili dal cittadino.

Nel caso specifico si precisa che le Autorità competenti hanno già provveduto alla verifica dell’attivazione delle procedure di ritiro e richiamo da parte della ditta. Le liste di distribuzione sono in continuo aggiornamento. Sarà pertanto compito delle autorità sanitarie locali verificare che presso i punti vendita interessati il prodotto venga ritirato e richiamato correttamente, a tutela del consumatore.

 

Sara Rossi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

  1. Ha ragione il ministero, lasciamo che vengano rispettate le procedure previste da leggi e regolamenti, e non facciamoci prendere da frenesie strane per cui i consumatori pretenderebbero di diventare gestori della procedura di allerta. Il compito dei consumatori è quello di leggere i cartelli e gli avvisi e di restituire il prodotto eventualmente acquistato, senza fini punitivi, e consapevoli di aver partecipato ad un’operazione di prevenzione utile a fronte di un incidente “in via di accertamento da parte degli organi preposti” e perciò di aver riposto fiducia nel sistema di sicurezza ufficiale che in questo caso ha perfettamente funzionato secondo le previste procedure

    • Roberto La Pira

      Costante, dire che il questo caso l’allerta ha funzionato e forse esagerato. Il Ministero della salute ha pubblicato un’allerta botulino ( uno dei più gravi ) proponendo sul sito come immagine la fotografia di un piatto di pasta e fagioli! Non so se ridere o piangere di fronte a queste cose .

  2. Definizione di Ministero: Ufficio di grande responsabilità morale e sociale, svolto con senso del dovere a favore della collettività.

    Definizione di Gabinetto:Ufficio dei collaboratori più diretti di un ministro.

    Orbene, se il ministero a ragione allora è il gabinetto che é otturato.

    Stefano

  3. angelo chiavazzo

    Questo evento mi incuriosisce sia da consumatore che da tecnico. Se il minestrone è stato prodotto da Zerbinati, perchè sul suo sito non c’è cenno del problema?
    Poi, Zerbinati afferma “che con il sistema HACCP garantisce salubrità sia agli impianti che al prodotto finito! E mediante il controllo dei punti critici previene le contaminazioni fisiche, chimiche e biologiche”. Sarebbe interessante, a questo punto, che Zerbinati a dimostrazione che ha svolto (e svolge)tutto quanto ha previsto sia nel piano qualità che nel piano HACCP, li mostrasse in modo che le persone con competenza possano giudicare se “veramente” questo rischio è stato considerato e se sì con quali misure di controllo. Il problema della catena del freddo, ricordo, che è un annoso problema che nessuno vuole risolvere: basta sistemata un indicatore termico sulla confezione e si sa subito se la confezione è stata conservata e trasportata alla temperatura prevista.

    • I piano di autocontrollo è stato approvato dalla ASL competente al momento dell’emissione e successivamente ritenuto valido e senza necessità di modifiche in sede di verifica successiva all’allerta. Direi che le persone competenti hanno avuto modo di valutarlo…

    • Roberto La Pira

      Alessandro , l’ISS ha invitato Zerbinati a cambaire le diciture in etichetta. Ma presto l’argomento sarà oggetto di un nuovo articolo su un problema che è molto serio.

    • angelo chiavazzo

      Sig. Alessandro come fa ad affermare quello che ha scritto? Ha delle informazioni che noi non abbiamo? Del resto, non mi risulta che le ASL scendano così nel dettaglio (in fase di presentazione del piano), ma si limitano a constatare che la stesura è regolare e pertinente; l’ASL, infatti, non fa consulenza! Anzi, a tal proposito, la BG food & technology, che ha “curato” la messa a punto del prodotto, sarebbe dovuta intervenire per placare i dubbi che sono emersi nei vari commenti.

  4. Perfettamente d’ accordo con il dott. La Pira.

  5. Sig. Angelo, nessuna informazione in più, semplicemente avevo letto male uno degli articoli precedenti, succede, me ne scuso…
    Resta il fatto che l’autorità competente non è certo l’ente di consulenza, ma l’ASL. Che ovviamente non fa consulenza, ma che è anche l’autorità preposta per il controllo del rispetto del piano di autocontrollo da parte dell’azienda e che come tale, avrà visionato la documentazione e accertato il rispetto (o meno) di quanto descritto sul piano. Non capisco a quali altre “persone con competenza che possano giudicare…” vada mostrata la documentazione se non alla ASL…
    Poi si può discutere sulla reale ed effettiva competenza di questi, ma è un altro discorso.

    • angelo chiavazzo

      Sig. Alessandro, io, Lei e altri che ci accomunano, perchè non possiamo essere persone competenti? Non trovo nessuna difficoltà a comprendere che Lei è una persona con “cognizione di causa” che, probabilmente, non opera nello stesso contesto dello scrivente! La lettura de “il fatto alimentare”, compreso i commenti, le opinioni, rappresentano un arricchimento del lavoro che normalmente svolgiamo; altrimenti perchè dovremmo stare qui a preoccuparci che Zerbirati o Terraevita hanno avuto questo incidente? Lo scopo è quello ci confermare o confutare la “conoscenza” acquisita leggendo le opinioni degli altri, ovviamente evitando i commenti inutili. Quindi, ribadisco, le misure di controllo, potranno rappresentare, per me, argomento di approfondimento. Fino ad oggi, non mi pare che l’Azienda o chi per essa, abbia scritto una lettera nella quale spiega in modo “scientifico” le cause più probabili dell’incidente (ovviamente senza intaccare il know-how)ciò renderebbe le nostre discussioni più interessanti e, forse, tra queste potrebbe anche arrivare l’azione correttiva da attuare affinchè ciò non si ripeta (una sorta di benchmarking.
      un saluto a Tutti.

  6. Sig. Angelo, un conto è dire che il confronto arricchisca e su questo con me sfonda una porta aperta, perchè il confronto è proprio il motivo per cui scrivo commenti su questo sito, a volte in modo pure troppo passionale, a dispetto del fatto che il mio ambito lavorativo sia ormai tutt’altro (ma non si sa mai!). Un altro è dire che Zerbinati debba rendere conto su questo o su altri siti del suo operato. Ritengo legittimo da parte dell’azienda avvalersi della consulenza di chi ritiene più opportuno per individuare l’azione correttiva più congrua e non condivido la sua opinione secondo la quale BG food & technology avrebbe dovuto intervenire. Anche perchè uno studio HACCP non può essere riassunto correttamente in poche righe, avulse dal contesto globale, su un portale on line. Detto questo, ho il massimo rispetto per la sua opinione e non nascondo che anche a me piacerebbe che Zerbinati mettesse a disposizione la documentazione. Questo per soddisfare una curiosità personale ed accrescere le conoscenze, come giustamente dice lei. Ritengo solo che non sia questo il contesto più adatto, data la variegata platea di utenza del Fatto Alimentare.