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Yogurt greco: i consumi crescono del 40%. Nuove marche si affacciano sul banco frigo tra cui Fage, Yomo e Danone. Prezzi e qualità

Yoghurt with the cucumberGli italiani apprezzano sempre di più lo yogurt greco, visto che nel 2013 i consumi sono cresciuti di quasi il 40%. Storicamente sugli scaffali del supermercato c’è stata un’identificazione tra yogurt greco e la marca Fage, che negli ultimi anni ha differenziato l’offerta, come altre marche, focalizzando l’attenzione su questo particolare yogurt colato e di origine greca.

 

Tre anni fa la Nestlé ha lanciato il suo prodotto con una consistenza analoga allo yogurt colato,ma con l’aggiunta di panna e una minore quantità di proteine rispetto all’originale (leggi articolo). Pur essendo diverso dal punto di vista nutrizionale, la dicitura inseriva il prodotto Nestlè nel segmento in crescita dello yogurt “greco”. Nel 2013 Danone ha lanciato Danio snack, yogurt non greco ma colato (leggi articolo). L’apporto nutrizionale in questo caso era del tutto simile a quello della versione greca originale. Nel gennaio 2014 Granarolo ha siglato un accordo per la commercializzazione in Italia dei prodotti lattiero caseari di Delta Foods Sa (Vivartia Group); tale accordo ha consentito di distribuire lo yogurt greco Delta sotto l’ombrello Yomo. In questo caso ci troviamo di fronte ad un autentico yogurt colato greco, che usufruisce del doppio marchio, quello originale e quello italiano Yomo.

 

Bowl of white yoghurtIl confronto diretto tra Delta Yomo con Danio Snack e Fage Fruyo mette in luce la forte analogia tra i prodotti (vedi tabelle sotto) ed emerge ancora una volta il maggiore apporto proteico del capostipite degli yogurt greci in Italia. Un aspetto da sottolineare è la differenza di prezzo tra i tre yogurt.

L’ampliarsi della gamma consente ai supermercati e ai produttori di “giocare” sulle promozioni, alternando i tagli prezzi e condizionando le vendite. Trattandosi di prodotti con una marca famosa o leader del mercato, il consumatore difficilmente risulta fedele e preferisce inseguire le offerte.

 

Collegandosi al sito di Esselungaacasa.it  si evidenzia un’ampia differenza di prezzo tra Danio, che è in promozione, e le altre due marche. Danio alla frutta costa 6,60 €/kg, ossia 2,75 euro in meno rispetto a Delta Yomo e a Fage Fruyo. Per lo yogurt bianco le differenze sono meno marcate: il prezzo di Danio è sempre di 6,60 €/kg, mentre Delta Yomo costa 8,18 €/kg, (1,58 euro in più) e Fage Fruyo costa 8,53 €/kg, (1,93 euro in più). Il confronto va fatto sul prezzo al kg e non a confezione, perché i formati sono diversi: Danio e Fage sono in confezione da 170 g (Fage al naturale inoltre è in confezione da 2 vasetti) mentre Delta Yomo è in formato da 150 g.

 

Un’ulteriore considerazione riguarda il prezzo per prodotti come questi che spesso vengono acquistati di impulso. Soprattutto nella fase iniziale di introduzione sul mercato, la concorrenza tra i vari tipi di negozi (supermercati, ipermercati e piccoli punti di vendita) è scarsa: nello specifico Delta Yomo è stato acquistato in un negozio tradizionale, di vicinato, ad un prezzo del tutto in linea con quello di Esselunga: 1,49 euro a confezione contro 1,39 della versione bianco e 1,59 di quella alla frutta riscontrati nel supermercato on line.

 

Valeria Torazza

tab yogurt greco delta yomo

tab yogurt greco fragola yomo fage danone

 

tab yogurt bianco yomo danone fage

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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9 Commenti

  1. Avatar

    Rischio di andare forse fuori tema, ma una cosa riguardo allo yogurt in italia proprio non la capisco.
    Basta passare le alpi per vedere i prezzi degli yogurt dimezzarsi o anche diventare un terzo rispetto a quelli italiani. In fondo parliamo di latte che non subisce una lavorazione né complessa, né che necessita di tempi di stoccaggio brevissimi, come nel caso della mozzarella di bufala per esempio.
    Com’è possibile che nessuno si sia domandato per decenni il perché di questa anomalia sui prezzi che è difficile spiegare ?

  2. Avatar

    Per rimanere in tema di yogurt,avrei una domanda da porre ai vs esperti:compro saltuariamente nel discaund LD uno yogurt da 1 kg del produttore Salzburg Milch ad un prezzo molto conveniente 1,60.Sulla confenzione a parte i valori nutrizionali ci sono gli ingredienti,però non viene dichiarato con che tipo di latte viene fatto.Io non so se sto consumando un prodotto con latte intero,scremato o parzialmente scremato.Ma non c’è l’obbligo di scriverlo?
    Grazie

    • Roberto La Pira

      Non è obbligatorio indicare il tipo di latte perché con l’aggiunta successiva di grasso si titola lo yogurt e si ottiene il prodotto con il quantitativo di grasso desiderato

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    salve,
    scusate ma presenza di acido citrico, utilizzato credo a fini di conservazione e durata del prodotto, non uccide i fermenti lattici?

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    Il prodotto bianco di Fage non si chiama Fruyo ma Total (in tre “grassezze”: 0%, 2% e senza titolazione, intorno al 10%).

  5. Avatar

    Per fare un confronto più giusto, non sarebbe meglio mettere il prezzo “normale” (e non quello di promozione) del prodotto Danio snack? Mi riferisco alla tabella, ovviamente.

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      Concordo, un raffronto col prezzo non in promozione sarebbe molto più equo. Io sono un consumatore abituale di yogurt greco di una marca che non viene neanche mai citata, la Mevgal (yogurt Mykonos), che pure nella mia regione (Emilia-Romagna) è stata la capostipite, presente da anni, altro che Delta e Fage!!