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Domande e risposte sul vaccino contro il covid 19 indicate dal ministero della Salute

coronavirusQueste sono le domande e le risposte ai quesiti più comuni che il ministero della Salute ha elaborato per venire incontro alle legittime curiosità dei cittadini che cercano come funziona il vaccino che dovranno iniettarsi per fare fronte al Covid 19.

Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale contro Covid-19?I vaccini sono sicuri?
Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.
Sarà obbligatorio vaccinarsi?
Al momento non è intenzione del Governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna sarà valutato il tasso di adesione dei cittadini.
Quali sono le categorie prioritarie nelle fasi iniziali? Rientro nelle categorie da vaccinare nella prima fase, che cosa devo fare per accedere alla vaccinazione?
Nella prima fase, la vaccinazione sarà riservata ai professionisti sanitari, al personale sanitario e sociosanitario di ospedali e servizi territoriali nonché agli ospiti e al personale dei presidi residenziali per anziani. Tali categorie saranno contattate con chiamata attiva.

Disinfectant sprayers and germs that adhere on objects on the surface. prevent infection Covid 19 viruses or coronavirus And various pathogens. concept healthcare system ,stay safe and hand sanitizer.
Al momento non è intenzione del Governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione

Non rientro nelle categorie di persone che hanno diritto alla somministrazione del vaccino nella prima fase, quando potrò farlo anch’io?
La campagna di vaccinazione proseguirà a fasi che dipenderanno dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni Ema (European medicines agency) per ogni nuovo vaccino e, in ogni caso, riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano strategico vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19.
Le indicazioni potranno essere aggiornate in base all’evolversi della pandemia e delle conoscenze provenienti dalla ricerca scientifica e della disponibilità di vaccini. Al momento queste sono le categorie individuate: personale sanitario e sociosanitario; ospiti e personale dei presidi residenziali per anziani; persone che hanno dagli 80 anni in su; persone che hanno dai 60 ai 79 anni; persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.
I bambini potranno essere vaccinati?
Comirnaty (Pfizer/Bionthec), il primo vaccino approvato da Ema (European Medicines Agency), non è attualmente raccomandato per i bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia europea, così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica.
Le persone immunodepresse potranno essere vaccinate?
Sono disponibili dati limitati sulle persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti. Sebbene tali soggetti possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non sussistono particolari problemi di sicurezza. Secondo il Piano strategico le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti dovranno essere vaccinate nelle prime fasi, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19.

Sanitizer gel or antibacterial soap and face mask for coronavirus preventive measure

Le persone che hanno già avuto CovidD-19 potranno essere vaccinate?
Sì, chi ha avuto il Covid-19 potrà essere vaccinato.
Chi controlla le reazioni avverse? A chi bisogna comunicarle? E chi le valuta?
L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), promuoverà l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini Covid-19. Le attività di vigilanza riguarderanno sia la raccolta e valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa (farmacovigilanza passiva) che azioni proattive, attraverso studi/progetti di farmaco-epidemiologia (farmacovigilanza attiva). L’Aifasi è dotata di un Comitato scientifico, che, per tutto il periodo della campagna vaccinale, avrà la funzione di supportare l’Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi nella fase di impostazione delle attività, nell’analisi complessiva dei dati che saranno raccolti e nell’individuazione di possibili interventi. La finalità è quella di disporre, anche attraverso una rete collaborativa internazionale, della capacità di evidenziare ogni eventuale segnale di rischio e, nel contempo, di confrontare i profili di sicurezza dei diversi vaccini che si renderanno disponibili, di fornire raccomandazioni.

Quali vaccini arriveranno in Italia e quando?
Le tempistiche e le cifre potranno essere soggette a variazioni in funzione dei processi di autorizzazione e assegnazione delle dosi. L’Italia, in base agli accordi stipulati, potrà contare sulla disponibilità delle dosi indicate in tabella (vedi sotto). Stima quantità di dosi di vaccino disponibili (in milioni) in Italia, per trimestre e per azienda produttrice, in base ad accordi preliminari d’acquisto (APA) sottoscritti dalla Commissione europea e previa Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC).

Stima  delle dosi di vaccino in arrivo in Italia (milioni per trimestre) 
Vaccini (Azienda) 1° trim  2021 2° trim  2021 3° trim  2021 4° trim 2021 1° trim 2022

2° trim  2022

TOTALI
Astra Zeneca 16,155 24,225 40,38
Pfizer-BioNtech 8,749 8,076 10,095 26,92
Johnson & Johnson 14,806 32,304 6,73 53,84
Sanofi/GSK 20,19 20,19 40,38
CureVac 2,019 5,384 6,73 8,076 8,076 30,285
Moderna 1,346 4,711 4,711 10,768
TOTALE 28,269 57,202 53,84 14,806 28,266 20,19 202,573
media per mese 9,421 19,065 17,947 4,935 9,422 6,73
Quante dosi servono per essere immunizzati?
Per quasi tutti i vaccini vicini all’autorizzazione al momento sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino.
È previsto il rilascio di un certificato internazionale di vaccinazione?
Sicuramente sarà rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione.
Istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Avatar

    Mancano la domanda, e la relativa risposta, più importante:

    *************************************************
    ********** COME ACCEDEREMO AL VACCINO? *********
    *************************************************

    Ossia, per essere più chiari:

    andremo tutti in gregge a casaccio davanti ai chioschi “primula”, in attesa magari sotto la pioggia, sperando prima o poi di passare?

    O telefoneremo al numero dell’ASL o dell’ambulatorio, perennemente occupato o che squilla a vuoto (come per la vaccinazione antinfluenzale che sto tentando inutimente di fare dal 23 ottobre 2020)?

    Oppure saremo avvisati tramite qualche mezzo tecnologicamente innovativo, come manifesti sulle cantonate, fax, telefono fisso, piccioni viaggiatori, banditori a cavallo, Panda grigia del 2008 con il gracchioparlante sul tetto?

    O verrà creata l’ennesima app strapagata e mal progettata da sottoscalisti, laboriosa da installare, difficile da configurara, con un’interfaccia inutilmente complessa, facente capo a server sottodimensionati, e che darà informazioni inadeguate e inattendibili (tanto la colpa è sempre dell’utente)?

    O, miracolo! magari qualcuno si renderà conto che, visto che già sono installate da decine di milioni di italiani, basterebbe introdurre una nuova funzionalità nell’app “Immuni” o nell’app “Io” creando un semplice pulsante “PRENOTATI PER IL VACCINO” che apra quattro caselline di dati da inserire?

    Ovviamente la cosa sembra non interessare a nessuno, e l’unica informazione che viene ripetuta alla nausea è “tutti potranno fare il vaccino” …. tutti possiamo anche diventare miliardari o Presidenti della Repubblica.

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      “introdurre una nuova funzionalità nell’app “Immuni” o nell’app “Io” creando un semplice pulsante “PRENOTATI PER IL VACCINO” che apra quattro caselline di dati da inserire?”

      Non posso che sottoscrivere, mentre tutti si impicciano di questioni squisitamente mediche (no, davvero qualcuno crede di doverglielo dire lui alla Sanità che le carceri sono affollate?) nessuno sembra preoccuparsi di come faranno 60 miloni SESSANTAMILIONI di persone a vaccinarsi se non viene fornito subito un mezzo facile da usare per prenotarsi in modo da non dover vedere scene da apocalisse come per i saldi di fine anno.

      Come dici, usare Immuni o Io sarebbe già un bel passo avanti, ma io temo che invece creeranno un ennesimo sito che non si può raggiungere, o un numero unico che non risponde mai, o una nuova app cervellotica che ti imporrà un accesso il più complesso e irrazionale possibile… o peggio lasceranno che i medici di base se la sbrighino da soli.

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    Gabriele Bianchi

    Non riesco a capire come venga ignorato il rischio della contaminazione in comunità e struttura penitenziare ove vivono, ad esempio in comunita’ psichiatriche distribuiti su due piani i componenti delle CPA e la CPM, a stretto contatto per rapporti sociali d’ amicizia, cio’ significa 40 persone a stretto contatto gli uni con gli altri, che se ci fosse una persona che ha contratto il virus, toccando solo gli oggetti comunitari potrebbe crearsi un epidemia che potrebbe riguardare 40 persone, che potrebbero finire in terapia intensiva, queste persone percui il rischio e’ alto verranno vaccinate al sesto mese, come se il pericolo del COVID 19 fosse basso ma a me sembra molto elevato.
    Spero che qualcuno di influente legga il mio commento, perche’ mi sembra sensato.

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    Gabriele Bianchi

    Quello che vorrei veder attuare è una vaccinazione piu’ presto per queste strutture dove il rischio è elevato.

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    MAURO GALLAZZI

    Il problema è che non si può obbligare le persone a vaccinarsi facendo loro firmare una liberatoria in cui si dichiara che chi si vaccina si assume tutte le responsabilità su eventuali effetti collaterali come accade già per gli altri tipi di vaccinazione.
    chiunque obblighi a vaccinarsi deve assumerne tutte le responsabilità.
    troppo comodo fare il contrario.

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      La liberatoria è prevista per legge, perché il paziente dev’essere correttamente informato che qualunque intervento medico (come qualunque altra azione umana, anche condurti come passeggero sul bus) può comportare un rischio e il paziente ne deve essere consapevole e accettare (o per lui chi ne ha facoltà) di correrlo o rinunciare all’intervento (o a salire sul bus).

      Questo si è reso necessario per evitare le “cause di rapina” per danni inesistenti truffaldinamente ricondotti a interventi effettuati, sulla base di una correlazione temporale senza valore scientifico: l’esempio perfetto sono i vaccini, accusati di provocare danni come l’autismo o altro, sempre smentiti dalle inchieste medico-giudiziarie ma che hanno causato gravi danni di immagine ai medici e la insensata psicosi antivaccinale che tanto ha fatto presa tra le persone semplici.

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    Trattandosi di strumento preventivo e non obbligatorio non è scorretto far firmare una liberatoria …. diverso sarebbe in caso di obbligo, ma questa insostenibile pressione mediatica non fa più capire il come e il perché delle cose….

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