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L’Unc chiede il blocco della distribuzione di borracce in acciaio e in alluminio nelle scuole. Quali sono i motivi?

A sorpresa l’Unione nazionale consumatori (Unc) ha chiesto il blocco della distribuzione di borracce in acciaio e in alluminio all’interno delle scuole. Questa la posizione dell’Unc che già a giugno aveva lanciato una mobilitazione e scritto alle istituzioni per chiedere norme più stringenti sulla commercializzazione di questi prodotti. In quell’occasione venne segnalata una scarsa consapevolezza dei consumatori sull’utilizzo delle borracce e si menzionava un’indagine dell’Università La Sapienza di Roma da cui risultava un presunto rilascio di elementi metallici da alcuni di questi prodotti, studio che non è mai apparso pubblicamente. La richiesta sarebbe legata alla mancanza di un’adeguata certificazione e una normativa di riferimento sui materiali usati per le borracce. Vi sarebbero pertanto scarse garanzie sulla reale sicurezza di questi prodotti.

Le parole del presidente dell’Unc Massimiliano Dona, riportate in un comunicato stampa, sono molto precise: “Preservare il pianeta è sacrosanto, ma non possiamo farlo sulle spalle dei nostri figli. Tutti sappiamo che se la plastica non viene correttamente riciclata può causare danni enormi all’ambiente, ma non conosciamo ancora le conseguenze per la nostra salute dell’utilizzo prolungato di borracce realizzate con materiali di dubbia provenienza. Non è quindi con scelte demagogiche che si salva il pianeta, ma lavorando per aumentare i numeri del riciclo e contemporaneamente costruendo una normativa su prodotti come le borracce per salvaguardare la salute pubblica. Per le borracce manca una certificazione ed una normativa di riferimento specifica. Ci siamo rivolti già nel mese di giugno scorso ai vari ministeri competenti in materia, chiedendo loro un intervento, che tuttavia stiamo attendendo. Al ministero dell’Istruzione chiediamo ora, a titolo precauzionale, di bloccare la distribuzione selvaggia delle borracce, in attesa che gli altri ministeri facciano la dovuta chiarezza sull’uso e su una normativa che garantisca la sicurezza di questi contenitori”.

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L’Unione nazionale consumatori chiede il blocco della distribuzione delle borracce in alluminio e acciaio nelle scuole

Ma è davvero così? È indubbio che borracce in acciaio e alluminio si siano diffuse un po’ ovunque per contenere lo spreco di plastica tuttavia, almeno in Italia, esistono misure chiare che ne regolano l’idoneità alimentare. L’acciaio gode infatti di una legge che risale addirittura al 1973 e viene costantemente aggiornata per adeguarla in relazione a eventuali nuove evidenze scientifiche. Lo stesso si può dire dell’alluminio, per cui esiste una legge italiana in vigore dal 2007.

Le preoccupazioni sollevate dall’Unc potrebbero dunque riguardare eventuali rivestimenti polimerici presenti all’interno delle borracce? No, perché anche in questo caso esiste una legge italiana che, equiparandoli parzialmente alle plastiche, ne regola aspetti importanti al fine di garantirne un utilizzo sicuro in ambito Moca. Chiaro che la prerogativa risieda nel fatto che tutte le borracce siano certificate e idonee al contatto con alimenti. Ma questo esula dalla tipologia di materiale coinvolto e anzi, in questo senso la normativa sulle plastiche è ben più complessa.

Vi sono margini di miglioramento per garantirne un impiego sicuro e privo di rischi? Certamente sì, visto che un italiano su quattro sembra non essere a conoscenza del fatto che le borracce necessitino di manutenzione o pulizia particolare. A tal proposito Il Fatto Alimentare ha pubblicato un articolo in cui si spiega proprio come lavarle correttamente per evitare contaminazioni. Sarebbe comunque opportuno vendere borracce con istruzioni in più possibile adeguate in relazione alla manutenzione. L’appello dell’Unc potrebbe essere accolto? Difficile a dirsi. Va precisato che il ministero dell’Istruzione a fine dello scorso anno puntò proprio su borracce plastic free durante l’evento “Salviamo il nostro pianeta” dedicato alle conseguenze dei cambiamenti climatici. E lo stesso fece due anni fa il ministero dell’Ambiente nel giorno di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia e dell’ecologia. In quell’occasione vennero distribuite a tutti i dipendenti borracce in alluminio riciclato da parte del Consorzio Cial. Staremo a vedere se qualcosa cambierà, seguendo ogni evoluzione ed aggiornandovi, cari lettori, in caso di novità.

© Riproduzione riservata

  Luca Foltran

Luca Foltran
Esperto sicurezza dei materiali - Linkedin: Foltran Luca - Twitter: @foltranluca

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16 Commenti

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    Perché le certificazioni ci garantiscono da contaminazioni e cattiva conservazione?
    Il continuo sorseggiare direttamente dalla borraccia è esente da problematiche non solo microbiologiche ricordando che anche i virus possono essere inquinanti?
    Modalità di utilizzo, conservazione lavaggio non dovrebbero essere anche collegati a cosa riempie quel contenitore o è tutto dato per già acquisito e comprovato.
    C’è sempre COVID 19 a ricordarci che i nostri modelli sono SBAGLIATI.

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    Guardando la bottiglia in acciaio per l’acqua della Honey Holly non trovo il simbolo di idoneità al contatto con gli alimenti, né informazioni in merito sul sito. Possibile che il simbolo possa non esserci o risultare solo sull’imballo, che non ho più?

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    Buongiorno Emanuela, si è possibile. La legge prevede che il simbolo di alimentarietà sia visibile al consumatore anche solo durante la fase di acquisto. In alternativa può essere presente un’indicazione “per alimenti” o un’informazione circa l’uso (per esempio “Borraccia per bevande”). Ma anche in questi casi è sufficiente che le indicazioni siano presenti sull’imballaggio. Il senso è che il consumatore deve sapere se sta acquistando un prodotto idoneo al contatto con alimenti o bevande.

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    Nell’articolo citato sulla pulizia si parla di bicarbonato, per essere efficace è necessario che la soluzione sia satura giusto ?

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    Buongiorno,
    ci sono 3 aspetti da valutare. 1. La normativa sui materiali a contatto con gli alimenti esiste ed è corposa, in particolare i regolamenti europei 1935/04, 2023/06 e successive modifiche e integrazioni disciplinano la materia, oltre alle solite norme esclusivamente italiane che più che altro complicano la vita a chi produce e distribuisce contenitori per alimenti in diversi paesi. Quindi evidentemente sia le borracce in metallo che tutti gli altri contenitori per alimenti devono rispettarle. 2. Le borracce in metallo come tutti gli altri contenitori riutilizzabili per alimenti, dovrebbero essere pulite con scrupolo tra un utilizzo e l’altro, inoltre l’eventuale cessione di contaminanti dipende anche dalla tipologia di alimenti che si introducono e dalla temperatura. In generale acciaio e vetro rilasciano meno contaminanti rispetto alla plastica, in particolare se soggetti al calore (pensate a una bottiglietta di plastica nel baule della macchina sotto il sole in agosto). 3. Se si vuol far vedere che ci sta a cuore l’ambiente, la prima cosa da fare è smetterla di distribuire gratuitamente oggetti inutili. Regalare oggetti è dannoso dal punto di vista dell’educazione ambientale, perché le persone devono capire che ogni oggetto ha un costo economico ed ambientale per la produzione, distribuzione e trasporto, e quindi le cose vanno acquistate e pagate il giusto prezzo, comprendente i costi di recupero e smaltimenti, solo se ci sono utili. In casa avrò ormai una decina di borracce distribuite gratuitamente ai vari componenti della famiglia dalle pubbliche amministrazioni in varie occasioni, ad esempio ai miei figli nelle scuole (all’ennesima distribuzione mia figlia in seconda media l’ha rifiutata per non partecipare allo spreco, con mia grande soddisfazione). Quando ti rifilano un oggetto che non ti serve cosa diventa? Si trasforma immediatamente in un rifiuto. Quindi il messaggio è che le cose non vanno regalate, specialmente senza accertarsi se servano a chi le riceve. Un’iniziativa di educazione ambientale sensata dovrebbe dire: “chi è interessato ad avere una borraccia in metallo riutilizzabile può ordinarcela, costano X, verranno prodotte e consegnate soltanto in base agli ordini per evitare sprechi”.

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      Esatto Sig.Valerio. Grazie. Le sue riflessioni, evidentemente, si riferiscono anche agli “incartamenti” e agli “impacchettamenti” e agli “imbustamenti” di qualsiasi merce acquistata; pessima consuetudine contro la quale quotidianamente mi oppongo.

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    mi risulta che le pentole in acciaio inox siano idonee a contenere alimenti anche ad alta temperatura , quindi anche le bottiglie…..

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    rimango allibita; la certificazione bisognerebbe richiederla alle borracce in plastica, le quali, oltre che non poter più essere riciclate, in quanto il sistema è saturo, anche rilasciano sostanze, e non a quelle in acciaio…vivere é proprio una continua lotta per l’evoluzione!

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    Io ho comprato qualche anno fa per mia figlia una borraccia della linea Pura, non voglio far pubblicità, ma potrebbe essere utile sapere che con il boom delle borracce degli ultimi tempi, mia figlia non ha voluto usare le altre. Ha sempre rinvenuto un retrogusto metallico dell’acqua che non ha mai ritrovato in quella usata da tempo. A questo punto ho avuto conferma che qualcosa non va. Comunque l’acciaio vero e il prezzo adeguato per quel prodotto garantiscono la qualità.

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    Sergio Emanuele Nestori

    Punto prima sarebbe opportuno capire la differenza fra certificazione e dichiarazioni di conformità , se non si comprende la differenza fra i due termini forse sarebbe meglio astenersi dal commentare.
    Il produttore emette una dichiarazione di conformità per legge che definisce anche le limitazioni d’uso , la mancanza di tali indicazioni sulla confezione di vendita indica la scarsa affidabilità di chi vende , ma anche la mancanza di consapevolezza di chi compra
    I prodotti metallici soffrono dell’attacco acido e quelli anfoteri come l’alluminio soffrono attacchi basici ed acidi , quindi attenti a cosa si mette nei contenitori ( molte bevande sono debolmente acide )
    La maggior parte dei contenitori del tipo menzionato non è fabbricato in europa e spesso ( se vengono testati) vengono testati utilizzando come simulante l’acido citrico meno aggressivo rispetto all’acido acetico previsto dalla legislazione italiana
    Quindi le plastiche “cattive” hanno tanti problemi , ma non solo loro …
    Infine se le persone non sono neppure in grado di lavarsi le borracce dalle quali bevono … beh che dire …

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      Per essere vendute in Italia le borracce devono rispettare la legge italiana…quindi acido acetico per i tests sull’acciaio. Tra l’altro solo in Italia è previsto acido acetico, nel resto dell’Europa non è così. Significa che tutta l’Europa tranne noi italiani si beve metalli perchè gli altri Paesi fanno prove meno aggressive?
      Da ultimo, le borracce in alluminio hanno un rivestimento interno polimerico nel 99% dei casi che previene attacchi da parte di sostanze acide (tra l’altro cosa ci va di acido in una borraccia? Come ben dici si tratta di liquidi forse appena debolmente acidi!)

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      Sergio Emanuele Nestori “Punto prima sarebbe opportuno capire la differenza fra certificazione e dichiarazioni di conformità”

      Ma certo, peccato che una volta capita il consumatore si troverebbe esattamente dov’è ora, ossia di fronte a un prodotto disponibile on line o dal “cinese” a basso costo, prodotto da un “sottoscalista” (in Cina devono avere sottoscala enormi…) che garantisce solo di essere irreperibile e non contattabile né responsabilizzabile, oppure di fronte a un prodotto molto più caro ma con tutte le garanzie di legge, quindi non nascondiamoci dietro a tecnicismi che a un leguleio paiono fondamentali ma di nessuna utilità pratica per il normale acquirente.

      “Infine se le persone non sono neppure in grado di lavarsi le borracce dalle quali bevono”

      Oh, ne sono certamente in grado, ma se tu lo facessi sapresti che è un ‘operazione diversa da quelle che si fanno abitualmente (chi diavolo mai lava quotidianamente le bottiglie di vino latte olio, come facevano i nostri nonni che poi le riutilizzavano?), non veloce e piuttosto fastidiosa e scomoda (non bastano né le dita né la “spugnetta” dei piatti oltre il livello del collo, occorre uno scovolino adatto e da tenere pulito anche lui e non appeso a un gancio sul lavello a prendere mosche e polvere) e di difficile se non impossibile verifica: a meno di avere la x-vista di Superman, dietro le curve di una borraccia metallica non si vede se sono rimasti residui di qualche tipo.

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    ho acquistato una borraccia in alluminio ail(linfomi) per mio nipote 8 anni devo preoccuparmi ? grazie

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    Con le borracce i rischi sono due, l’acquisto di borracce di provenienza dubbia, come quelle a basso prezzo negli store “cinesi” oppure on line, fatte con materiali non certificati, e la cattiva igiene.

    Passare dalla bottiglietta di plastica (compri-bevi-butti) alla borraccia (compri-bevi-lavi-asciughi) comporta un’operazione in più, il lavaggio, che molti non fanno spesso o fanno male.

    Se la metti in lavastoviglie devi aspettare che il carico sia sufficiente, il che per un single vuol dire otto-dieci giorni, se la lavi a mano devi avere uno scovolino dedicato (e tenerlo scrupolosamente pulito, o diventa lui un allevamento di germi) e poi metterla a scolare senza che appoggi il bordo che poi porterai alla bocca.

    Sono tutte operazioni a cui il consumismo usa-e-getta ci ha disabituato, e inoltre se la borraccia l’hai comprata senza garanzie di qualità del materiale pulirla può essere impossibile perché la parete interna può essere ruvida e trattenere particelle e germi, mentre se non è trasparente (vetro o policarbonato) non vedi cosa fai quindi magari strofini sei volte in un punto e zero in un altro.

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    Sergio Emanuele Nestori

    I liquidi debolmente acidi potrebbe essere ad esempio succhi di agrumi , è sufficiente quel livello di acidità
    Ovvio che l’alluminio come nel caso delle lattine per bibite , ha al proprio interno un coating in genere a base epossidica , che deve essere realizzato a regola d’arte per non creare più danni che vantaggi . Ho avuto modo di verificare enne produttori di contenitori di quel tipo che realizzano prodotti molto sicuri perchè applicano un controllo di processo molto accurato . Per le industrie delle lattina in alluminio la fase di deposizione del coating è un CCP . Non sto dicendo che una soluzione è migliore dell’altra , ma avendo visto alcuni esempi poco edificanti recentemente , non farei una valutazione sulla base dei materiali utilizzati . Ci sono produttori accorti e ci sono produttori che lo sono meno . Poi per il giudizio in realtà basta avvalersi dei ritiri effettuati e l’elenco dei prodotti coinvolti per prendere le decisioni . Vale per tutto . Ad esempio io prima di comprare delle mascherine vado a vedere quale sia l’ente notificato che ha certificato il prodotto