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Trenitalia: sul Frecciarossa sono rispettate le regole di igiene anti-covid quando si mangia? Le segnalazioni di un lettore

Non è la prima volta che parliamo dei servizi di ristorazione offerti da Trenitalia. Di seguito pubblichiamo le critiche di un lettore che ha viaggiato più volte sui Frecciarossa e ha ravvisato delle procedure, a suo dire, non conformi alla normativa anti-covid e igienico sanitaria vigente. Nonostante i ripetuti tentativi  di contatto con la società appaltatrice del servizio non ha mai ricevuto nessun riscontro, mentre da Trenitalia, dopo mesi, ha ricevuto un messaggio in cui veniva comunicato che la segnalazione sarebbe stata analizzata. Di seguito la segnalazione del lettore e a seguire la risposta di Elior, l’azienda appaltatrice per il servizio ristorazione sui Frecciarossa di Trenitalia.

Invio la presente per segnalare ripetuti e gravi disservizi nel servizio di ristorazione a bordo dei treni Frecciarossa. Ho viaggiato due volte a distanza di qualche settimana e amaramente posso affermare che quello che all’andata mi erano parsi “distrazione” o “inesperienza”, poca formazione tecnica, operativa e di padronanza delle tecniche del manuale di autocontrollo, si sono invece confermate come normale prassi operativa e consuetudine. Ecco le mie segnalazioni:

1. Carenza dell’offerta fornita (dovuta alla chiusura del vagone ristorante e servizio bar a causa dell’emergenza sanitaria) e contestuale mantenimento dei prezzi (non certo modici rispetto al menu oggettivamente offerto) malgrado il viaggiatore non abbia reale possibilità di scelta, soprattutto sulle tratte più lunghe. Questo, credo, non sia corretto nei riguardi della clientela e mi stupisco come la società concessionaria del servizio non sia finora intervenuta su questo punto. Faccio notare che i menu Gourmet proposti, malgrado il mantenimento del loro prezzo originario, a volte non vengono forniti completi, ma mancano di parte delle derrate reclamizzate nei volantini, ad esempio senza il caffè.

trenitalia2. Le misure minime anticontagio previste dalle attuali disposizioni di legge sono diverse ma mi limito a segnalare le più evidenti anche a un occhio non “tecnico”:
– uso e riciclo dei volantini cartacei dei prodotti distribuiti nel mese di luglio. Le norme vietano l’uso dei menu cartacei, a meno della loro sanificazione, invece i fogliettini sono stati sempre distribuiti e poi ritirati (se il viaggiatore non desiderava comprare il pasto) e distribuiti ai viaggiatori successivi, ovviamente senza guanti e senza l’igienizzazione delle mani da parte degli operatori.
– Uso scorretto della mascherina, molto spesso male indossata con naso fuori e a volte anche slacciata
– mancato uso dei guanti monouso previsti in ambito ristorazione dai protocolli discendenti e dal protocollo ISS. In alternativa, la sanificazione delle mani non era eseguita tra un cliente e l’altro e/o dopo aver toccato materiali diversi (pos, lattine, box menu, ecc) vanificando, così, tutte le misure previste anti cross contamination.
– Uso del pos mobile senza guanti e senza igienizzazione della tastiera (anche se il mio bancomat è contactless, ho dovuto inserire il pin anche per la cifra sotto la soglia di 18,00€ con una tastiera già usata da altri e senza essere stata sanificata prima del mio utilizzo. Anche l’operatore l’ha usata, per me e per altri utenti, senza guanti e senza sanificarla passando da un cliente all’altro senza usare né cambiare guanti né sanificandosi le mani.
– prodotti con scadenza nello stesso giorno del consumo: a dispetto del costo del tramezzino compreso nel menù, lo stesso scadeva lo stesso giorno del consumo. Non credo che l’immagine che si voglia dare di salubrità e genuinità dei prodotti utilizzati e firme di cuochi quotati sia questa. Anche se, a rigore di legge, il prodotto risultava perfettamente idoneo almeno per altre 10 ore.
– In un’occasione la mancanza di un prodotto previsto nel menu (caffè) e nemmeno la grazia di sostituirlo con un altro prodotto, malgrado il costo del menù sia rimasto sempre quello originario.

Giacomo

Di seguito la risposta di Elior

Il servizio di ristorazione sui treni Frecciarossa è affidato da Trenitalia a Itinere, divisione della società Elior, a seguito di una procedura europea competitiva. Desideriamo innanzitutto sottolineare che la soddisfazione e la sicurezza dei nostri clienti e collaboratori sono le nostre priorità.

In questo periodo di emergenza sanitaria, operiamo sui treni con diverse limitazioni, cercando comunque di offrire il miglior servizio. A tutela di passeggeri e collaboratori e nel rispetto dei protocolli nazionali vigenti che tutt’ora ci impongono precise restrizioni, è stata chiusa la carrozza Bar Bistrò e Ristorante per evitare possibili assembramenti.

Inoltre, nel periodo estivo immediatamente successivo al riavvio del servizio di ristorazione a bordo, è accaduto che in alcuni casi, per motivi organizzativi, momentaneamente non sia stato disponibile per la vendita l’intero assortimento di menù. Quanto al caffè che non è stato servito al cliente, si è trattato di un disguido causato da una disattenzione dell’operatore, di cui naturalmente ci scusiamo. Ricordiamo che il personale è sempre a disposizione per ogni esigenza. Siamo dispiaciuti per gli eventuali disagi e ci auguriamo di poter ripristinare il servizio abituale prima possibile.

Quanto alle misure di sicurezza adottate dai nostri operatori a bordo, le regole operative prevedono che vengano sempre indossati correttamente mascherina e guanti, e che questi ultimi vengano sostituiti o sanificati dopo aver servito ogni cliente. Tutti i flyer distribuiti sono a perdere, dunque utilizzabili una sola volta. Quanto all’uso del POS, tutti i passeggeri hanno a disposizione gel sanificante da utilizzare quando necessario sia presso i dispenser a bordo che nel safety kit distribuito che contiene anche mascherina, acqua, bicchiere imbustato singolarmente e poggiatesta monouso.

In merito, infine, alla vendita di tramezzini il giorno stesso della scadenza, sottolineiamo come questo sia assolutamente consentito in quanto si tratta di un prodotto con una shelf-life breve (48h). Questo succede regolarmente in altri ambiti dove vengono gestiti prodotti freschissimi e non è in alcun modo pregiudicata la salubrità e qualità del prodotto.

Elior

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    Mi sento di essere solidale con il sig. Giacomo che ha segnalato la superficialità di comportamenti del personale Elior sui treni freccia rossa, e nel contempo mi vergogno al posto della ditta, per la sua risposta così superficiale. Infatti si è premurata di scusarsi per la mancanza del caffè nel menù mentre niente dice sul comportamento antiigienico e in contrasto con le linee guida di contenimento della diffusione del coronavirus del suo personale, tranne indicare “le regole operative” previste per gli operatori a bordo dei treni. Perfetto: ma se non vengono seguite? Niente scuse, niente dichiarazioni di provvedimenti a seguito della segnalazione, anzi una frase risentita verso il viaggiatore che, evidentemente si è mostrato, a loro avviso, troppo attento e meticoloso

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      Esattamente quello che avrei scritto.
      Penso che il Sig. Giacomo si sia sentito preso in giro con questa risposta NON risposta.
      Sarebbe interessante leggere un commento del Fatto Alimentare su questo modo dirispondere.
      Ci si può accontentare? Non credo.

  2. Avatar

    Penso che le osservazioni fatte dal signor Giacomo siano esagerate e prive di fondamento. La disattenzione o la riduzione dell’offerta del menù non vanno mescolate con le regole d’igiene. È impensabile sanificare il POS ad ogni utilizzo, piuttosto è il cliente che, dopo aver toccato una superficie che potrebbe non esser pulita (come tutte le maniglie), provvede a igienizzare opportunamente le sue mani. Così come per i volantini dei menù: è buona regola dell’individuo provvedere alla propria sicurezza quando mangia. La ricerca e la pretesa di un livello di igiene ambientale oltre il ragionevole crea solamente stress ad un sistema che già fatica a cose normali. Pretendiamo la pulizia dove serve come nei bagni e dove stiamo seduti ricordandoci che il servizio ristorazione sul treno è accessorio e che è relativamente economico rispetto ai costi che le ditte appaltatrici devono sostenere. Non è un obbligo né una necessità, quanto meno non quanto la puntualità del treno o il comfort ambientale.
    Giulio (igienista)

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      Giulio “È impensabile sanificare il POS ad ogni utilizzo”

      No, non lo è affatto, anzi è pratica abituale persino al Brico che frequento, dove prima di mettere le mani sulla tastiera del POS il cliente deve strofinarsele con uno schizzo del gel disponibile lì accanto, e se lo fanno dove si vendono martelli e concimi a maggior ragione lo può e deve fare chi maneggia derrate alimentari.

      “livello di igiene ambientale oltre il ragionevole” potrebbe essere pretendere la sostituzione dei guanti a ogni cambio di cliente, che porterebbe solo a un inutile spreco di materiale e certamente un inutile fastidio all’addetto, ma l’indossare correttamente la mascherina e i due secondi per strofinarsi le dita col gel non stresserebbero neppure uno zibellino isterico.

      Non premurarsi poi di rendere disponibile in rete, e quindi consultabile senza l’uso di carta, un menù stabilito certamente con giorni di anticipo (non è la sora Pina che fa le tagliatelle alla mattina, ma un catering per migliaia di pasti) denota un approccio medievale al problema, oltre che un bassissimo livello di attenzione nei confronti del cliente, che non sta comprando un panino di mortazza al chiosco ambulante ma un pasto completo con pretese addirittura “gourmet”.

      “il servizio ristorazione sul treno è accessorio”. E pertanto può essere tirato via alla vivailparroco, tanto se non lo vuoi puoi stare senza? O non fornisci il servizio (“causa covid la somministrazione di vivande è sospesa”, 8 parole 8), oppure lo fornisci e allora dev’essere del livello a cui me lo vendi, già ho citato le differenze tra l’ambulante e il catering “gourmet”.