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Frecciargento Trenitalia: un bar da dimenticare. Igiene e buone pratiche di conservazione non sono a bordo

Dopo la delusione dell’Italobox di Montezemolo & Farinetti, Il fatto alimentare cambia linea ferroviaria. Oggi si sale su una Frecciargento, e ci si ferma al bar.

 

Il personale di Trenitalia è sempre gentile e disponibile, come da storica tradizione FS. Quante volte la sua cortesia ci ha aiutato ad accettar di buon grado, o almeno a non perdere la calma a causa di ritardi, fermi fuori stazione e altri disservizi. Ogni eventuale carenza non può certo venire attribuita agli addetti che trasportano i carrelli di snack e bevande, o quando si trovano alla consolle del bar a centro treno.

Viene anzi da chiedersi se l’azienda abbia provveduto alla loro formazione su buone prassi igieniche e Haccp, visto che il regolamento cosiddetto Igiene 1 (reg. CE n. 852/04) si applica anche a tali attività.

 

Dritti verso il bar della Frecciargento allora, per una buona “tazzulella e cafè”, ottima grazie a Illy per cialde e macchina. Ma mentre aspetto l’occhio cade sull’espositore dei prodotti alimentari in vendita. Lo scaffale a tre piani sul bancone riporta alla memoria il “Bar Sport” di Stefano Benni.

Tracce di varia umanità sul cristallo nostalgico di pulizia, un tovagliolo verde di carta a presentare gli oggetti… ma quali?

 

Al piano terra tramezzini e panini confezionati in atmosfera protettiva, al primo le residue fette di una torta al cioccolato, al secondo Loacker e Ringo. Con l’aiuto del caffè la vista si aguzza e si fissa su un paio di numeri. “Conservare a temperatura tra 0 e + 4° C” è scritto sul tramezzino, “Modalità di conservazione… a una temperatura non superiore a +4° C” sulla torta. Ma l’espositore non è refrigerato, e quindi?

È una coltura “in vitro” di batteri patogeni, direbbero gli amici veterinari.

 

Meglio distrarsi allora. Leggiamo gli ingredienti di qualche prodotto in vendita piuttosto, magari la ricetta della torta Bindi. Macché, niente da fare. Neppure un adesivo, un quaderno come da ottima scuola Autogill.

Il radar s’accende e dunque sì ecco, si scorge qualcosa in lontananza. Una fotocopia formato A4, sul pannello dietro il banco, fissata con dello scotch. Serve un occhio bionico, m’allungo sul banco e brandisco l’iPhone. Zoom, clic, watch.

 

E che watch? “Cartello unico…”. Cartello unico, nell’Anno Domini 2012, a 9 anni di distanza dalla direttiva allergeni?! Questo é troppo! Via, via da questo bar. Tweet ‘#ASL #Trenitalia #Accor #Frecciargento catena freddo etichette Help’

 

Dario Dongo

 

L’articolo 62 si applica anche alle forniture di alimenti destinate ai gestori di bar e ristoranti di Trenitalia, come abbiamo spiegato nell’ebook

Foto: Photos.com

 

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4 Commenti

  1. Emanuela Da Ross

    Dopo avere letto l’articolo ritengo necessario fare alcuen precisazioni per rassicurare le migliaia di passeggeri di Trenitalia che giornalmente usufruiscono del nostro servizio di ristorazione a bordo treno.
    1) Tutto il personale addetto alla ristorazione a bordo treno riceve adeguata e periodica formazione ai sensi del Reg. Ce 852/04

    2) I prodotti deperibili vengono stoccati anche in vetrina a temperature di refrigerazione nel rispetto del suddetto regolamento (art.4)

    3) Nessun prodotto alimentare servito a bordo dei treni di Trenitalia contiene microrganismi patogeni.

    4) Il Cartello Unico presente al bar è adeguatamente aggiornato alla â

  2. L’articolo che ho scritto è il frutto di un breve soggiorno nel bar di una Frecciargento, dove ho scattato anche alcune fotografie. Non essendo un ispettore ASL non ho consultato la documentazione (manuali di buone prassi, manuale Haccp, registrazioni, schede relative alla formazione del personale), ma prendo atto di quanto ci viene comunicato.

    Nel ruolo di giornalista mi sono limitato a rilevare come in una stessa vetrina fossero collocati prodotti destinati a conservazione a temperatura ambiente (come gli snack, dolci o salati) e alimenti invece soggetti alla c.d. ‘catena del freddo’. Non ho certo registrato le temperature all’interno della vetrina, né consultare gli eventuali registri delle temperature. Ma sarei lieto di ricevere questa documentazione, in caso si volesse approfondire il dibattito, sicuramente utile a rassicurare i passeggeri di Trenitalia.

    La conformità della fotocopia di un ‘cartello unico degli ingredienti’ posta dietro il banco alle norme in tema di etichettatura e allergeni rimane a mio avviso assai dubbia. Anzitutto, in quanto le informazioni non sono chiaramente visibili ai consumatori. In secondo luogo perché lo stesso ‘cartello unico’ non risulta idoneo a informare i consumatori su quali allergeni siano presenti in quali prodotti. Per questo motivo ho citato il buon esempio di Autogrill, in quanto nei suoi esercizi é sempre possibile consultare la composizione di ogni alimento offerto in vendita al banco. Una ‘critica costruttiva’, appunto.

    Un’ultima precisazione: le aziende alimentari non sono ‘proiettate in un futuro europeo’, la legislazione europea cui si é fatto riferimento nell’articolo costituisce il presente da alcune decine d’anni e viene coerentemente applicata dalla stragrande maggioranza degli operatori, come non solo il Ministero della Salute ma anche il ‘Food & Veterinary Office’ della Commissione europea ci confermano in ampia documentazione sui controlli effettuati nel nostro Paese.
    Dario Dongo

  3. Nel futuro regredito e regressivo che ci aspetta, torneremo allegramente a portarci nella borsa la merenda e il fiasco di vino ( o cocacola ) come si è fatto per un secolo, nei viaggi in treno popolare…..
    Insieme ai cessi " cessi ",alle porte rotte, ai compagni di viaggio buzzurri con iPad, che dicono bestialità ad alta voce, la " mappatella" è in perfetta armonia…..
    Certo, nel treno dei " signori", forse ci sarà un bar decente……. : chi lo sa ?

  4. Da tecnologo alimentare, consulente del settore, ritengo esagerato allarmare il "rischio batteri patogeni" solo vedendo derrate deperibili e non deperibili nella stessa vetrinetta espositiva, meglio uno snack freddo che un panino adulterato…gli spazi a bordo treno sono davvero limitati sia per l’esposizione dei prodotti che delle informazioni relative qualora ci siano prodotti sfusi; per qs la maggior parte dei prodotti sono preconfezionati e già etichettati..l’attenzione alla salute pubblica è la "legislazione primaria" di tutti gli operatori del settore alimentare e di certo si fa di tutto per rispettarla, nel miglior modo possibile…Il confronto con chi vede dall’esterno è sempre utile comunque, magari i cartelli unici diventeranno più grandi e si potrà leggere con comodità che adempiono alla normativa vigente!