Fagioli secchi assortiti; concept: legumi

L’aumento delle diete “raw” riporta l’attenzione sui rischi delle lectine nei legumi

I fagioli crudi o poco cotti possono rappresentare un rischio per la salute dei consumatori a causa della presenza di lectine, proteine naturali contenute in molti alimenti vegetali. È quanto emerge da una valutazione scientifica dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), richiesta dalla Commissione europea nell’ambito delle malattie di origine alimentare. L’analisi nasce dalla preoccupazione per l’aumento del consumo di legumi crudi o insufficientemente cotti, fenomeno collegato alla crescente diffusione di diete a base vegetale e di preparazioni ‘raw’ o minimamente processate.

Fagioli e lectine

Le lectine sono proteine presenti in legumi, cereali e verdure e svolgono una funzione di difesa per le piante. La maggior parte è innocua, ma alcune — in particolare quelle contenute nei legumi crudi — possono provocare disturbi gastrointestinali e reazioni immunitarie se ingerite in forma attiva. Secondo l’EFSA, i legumi correttamente preparati e cotti non comportano rischi legati alle lectine.

Fagioli dall'occhio nero in una ciotola alta di terracotta su una superficie scura
L’aumento del consumo di legumi crudi o insufficientemente cotti ha portato l’EFSA a valutare il rischio per la popolazione

La valutazione dell’EFSA prende in esame uno scenario di esposizione acuta, ipotizzando il consumo di fagioli non sufficientemente cotti, nei quali circa la metà delle lectine rimane attiva. In queste condizioni, il rischio è giudicato preoccupante per la salute in tutte le fasce d’età.

Ammollo e cottura

A spiegarlo è Helle Knutsen, presidente del gruppo di esperti sui contaminanti nella catena alimentare, che sottolinea però come il rischio sia facilmente evitabile: “Un adeguato ammollo seguito da bollitura consente di disattivare le lectine e prevenire potenziali effetti nocivi”.

L’EFSA ha concentrato l’analisi sulla fitoemoagglutinina (PHA), la lectina più tossica tra quelle presenti negli alimenti di uso comune, contenuta soprattutto nei fagioli. I sintomi associati al consumo di legumi crudi o poco cotti includono nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. Sulla base di studi condotti sugli animali, l’effetto più grave riguarda l’intestino tenue.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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Osvaldo F
Osvaldo F
2 Febbraio 2026 16:07

Buongiorno. Mi pareva avere già scritto, ma forse non è partito. In un sottotitolo è scritto LECITINE invece di LECTINE. Ora ho verificato, quindi è un errore, sono sostanze diverse.
Buon lavoro

Valeria Nardi
Reply to  Osvaldo F
2 Febbraio 2026 16:30

Grazie, abbiamo corretto

Ezio
Ezio
5 Febbraio 2026 12:47

Sono un buon consumatore di zuppe pronte di varie marche, ma trovarne con i legumi ben cotti non è facile e viste le conseguenze andrebbe segnalato ai produttori.

Davide
Davide
21 Febbraio 2026 09:39

Sono cresciuto nell’orto mangiando quintali di piselli crudi.
Vorrei tanto sapere cos’è che faccia male ormai?!

Valeria Nardi
Reply to  Davide
23 Febbraio 2026 09:33

I piselli freschi si possono mangiare crudi, rappresentando un’eccezione tra i legumi grazie al loro sapore dolce e alla scarsa presenza di lectine tossiche.

Claudio
Claudio
Reply to  Davide
3 Marzo 2026 17:58

Ho avuto lo stesso pensiero.
Perché ho fatto la stessa cosa.
Legumi sono legumi, ma forse non hanno le stesse caratteristiche.
Che poi, i piselli certo che li posso mangiare crudi, ma i fagioli?
Sono indigesti.
Almeno per le varietà che conosco io.
Saluti.

Davide
Davide
Reply to  Claudio
4 Marzo 2026 09:32

Anche perché, aldilà di tutto, oltre ai piselli o le fave, quali altri legumi un essere umano mangerebbe crudi considerando che sarebbero immangiabili?!

Mariagrazia
Mariagrazia
21 Febbraio 2026 11:11

Articolo molto chiaro e ben scritto, utilissime le informazioni fornite. Sempre prezioso e puntuale il contributo informativo de Il Fatto alimentare.

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