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Trasporto di animali vivi: approvate le raccomandazioni Ue, ma i passi avanti sono timidi

trasporto animali, vitello, sguardo dietro le sbarreOgni anno, milioni di animali vivi sono trasportati su strada, via mare, su rotaia e per via aerea tra gli Stati membri dell’Unione europea e verso paesi terzi per scopi di allevamento, riproduzione, ingrasso e macello. Il loro benessere durante questi viaggi dovrebbe essere garantito dal regolamento europeo sui trasporti in vigore dal 2005. Tuttavia non è così, come ha dimostrato l’inchiesta avviata nel giugno 2020 dal Parlamento stesso. Le disposizioni europee in questo settore non sono state sempre rispettate nei Paesi membri e non si è tenuto pienamente conto delle diverse esigenze degli animali. Le violazioni più evidenti riguardano l’altezza insufficiente, la non idoneità degli animali al trasporto, il sovraffollamento. Ci sono poi altri aspetti importanti come i dispositivi di abbeveraggio inadeguati o la mancanza di acqua e cibo, l’utilizzo di veicoli inadatti, le temperature estreme e i tempi di percorrenza prolungati.

Lo scorso 20 gennaio il Parlamento europeo ha approvato un testo definitivo contenente le raccomandazioni proposte lo scorso dicembre dalla Commissione d’inchiesta sul trasporto degli animali vivi. Partendo da queste raccomandazioni, la Commissione europea dovrà ora rivedere il precedente regolamento sui trasporti e si propone di farlo “sulla base delle ultime prove scientifiche, creando una banca dati europea per i controlli ufficiali e la verifica delle navi cargo per trasporto animali negli Stati membri“, oltre a garantire l’attuazione delle norme esistenti. La nuova proposta è attesa per l’autunno del 2023, mentre gli atti esecutivi relativi ai controlli sul trasporto marittimo (secondo le disposizioni della legge esistente) arriveranno prima della fine di quest’anno.

trasporto animali, camion
Il limite di otto ore non calcola i tempi di carico e scarico ed è applicato solo al trasporto su strada, escludendo i viaggi via mare

Rispetto a tale testo, però, le associazioni impegnate nella difesa degli animali, come Animal Equality e Compassion World Farming, che si battono perché il trasporto degli animali vivi sia del tutto vietato, si dichiarano insoddisfatte. Dopo tante battaglie il voto di gennaio viene accolto come un provvedimento che annacqua il già debole contenuto delle proposte della Commissione d’inchiesta, mentre  le associazioni speravano che questo venisse ulteriormente rafforzato. Diversi i punti indicati come insoddisfacenti. Il primo aspetto riguarda la durata dei viaggi. Se è vero che il Parlamento chiede un tempo massimo di otto ore anche per gli animali destinati alla macellazione, tale limite viene però ritenuto applicabile solo al trasporto su strada, mentre gli animali trasportati via mare sono esclusi (§ 87). Il Parlamento europeo, inoltre, esclude dal conteggio il tempo di carico e scarico (§ 91), fasi spesso molto lunghe e stressanti per gli animali.

Sono inoltre stati respinte dal Parlamento le raccomandazioni di divieto del trasporto di animali gravidi al 40% della fase di gestazione. Il testo si limita infatti a indicare che il trasporto di animali gravidi andrebbe preferibilmente evitato e, durante l’ultimo terzo della gestazione, andrebbe comunque limitato a un massimo di quattro ore. Vengono inoltre ridotte all’osso anche le richieste di divieto di trasporto di cuccioli in lattazione. La richiesta, che riguardava il trasporto di bovini, ovini, caprini o suini ed equini domestici di età inferiore ai 35 giorni è infatti scomparsa (§ 104) e rimane solo un limite di quattro settimane per i vitelli, che esclude comunque il caso di trasporto effettuato dagli allevatori per una distanza inferiore ai 50 km.

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È stata respinta la proposta di vietare il trasporto dei cuccioli in lattazione, inserendo il divieto solo per i vitelli entro le quattro settimane

“Crediamo che il Parlamento europeo abbia perso l’occasione di sostenere dei cambiamenti profondi e importanti e non sia riuscito a soddisfare le richieste dei cittadini – conclude Alice Trombetta di Animal Equality Italia –. Ora le nostre speranze sono riposte nella Commissione, a cui affidiamo il compito di permettere la sostituzione del trasporto di animali vivi con un commercio di sola carne, carcasse e materiale genetico, non solo ‘per quanto possibile’ come indicato nel testo del Parlamento”.

Ciononostante, non si può far a meno di evidenziare che le raccomandazioni accolgono anche diversi importanti contenuti proposti dalla Commissione d’inchiesta. Tra questi spicca l’introduzione di un sistema di telecamere a circuito chiuso sui veicoli di trasporto, specialmente per le operazioni di carico e scarico. La richiesta che l’approvazione dei piani di trasporto degli animali da parte delle autorità nazionali debba avvenire solo se la temperatura prevista per l’intera durata del viaggio è tra i 5ºC e i 30ºC con la necessità di registrare, inoltre, temperatura, umidità e livelli di ammoniaca all’interno dei veicoli.

trasporto animali, vitello dietro le sbarre
La temperatura prevista per la durata del viaggio dovrà essere tra i 5ºC e i 30ºC e andranno registrate le condizioni all’interno dei veicoli

I deputati riconoscono altresì che attualmente non esiste alcun sistema di controllo per il trasporto verso paesi terzi e chiedono ai Paesi Ue di ispezionare tutte le spedizioni destinate ai viaggi lunghi. Bisogna garantire che gli animali siano nutriti e idratati, che i dispositivi di abbeveraggio funzionino correttamente e che ci sia spazio adeguato, garantendo che l’esportazione di animali vivi sia approvata solo se è conforme agli standard europei sul benessere degli animali. Infine, i deputati chiedono anche una transizione verso un sistema più efficiente ed etico, che favorisca il trasporto di sperma o embrioni anziché di animali da riproduzione, e di carcasse e carne anziché di animali destinati al macello. Chiedono infine alla Commissione di presentare urgentemente, entro il 2023, un piano d’azione per sostenere questa transizione e una proposta su un fondo specifico per ridurre al minimo gli effetti socioeconomici di tale cambiamento.

© Riproduzione riservata; Foto: Animal Equality

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Riporto dall’articolo:”Sono inoltre stati respinte dal Parlamento le raccomandazioni di divieto del trasporto di animali gravidi al 40% della fase di gestazione. Il testo si limita infatti a indicare che il trasporto di animali gravidi andrebbe preferibilmente evitato e, durante l’ultimo terzo della gestazione, andrebbe comunque limitato a un massimo di quattro ore. Vengono inoltre ridotte all’osso anche le richieste di divieto di trasporto di cuccioli in lattazione. La richiesta, che riguardava il trasporto di bovini, ovini, caprini o suini ed equini domestici di età inferiore ai 35 giorni è infatti scomparsa (§ 104) e rimane solo un limite di quattro settimane per i vitelli, che esclude comunque il caso di trasporto effettuato dagli allevatori per una distanza inferiore ai 50 km”.

    VERGOGNAAAAAAAAA!!!!!!!!!

  2. L’Ue dovrebbe tagliare i fondi alle aziende che producono carne, favorendo le diete vegetali,sicuramente piu’ salutari. Quando si incomincia?

  3. L’Unione Europea non sbaglia mai. MAI.
    Quando, una volta tanto, ha l’occasione di dimostrare che non è lì solo per causare danni ai cittadini europei e fare finalmente qualcosa di buono, di etico, di morale, semplicemente non lo fa.
    Non capisco se per cattiveria, per stupidità, per ignavia, per soldi, ma i suoi pagatissimi membri non lo fanno.

    “Prove scientifiche”. Basta solamente avere buon senso e una coscienza per fare bene. Qualità che, evidentemente, nell’Europarlamento scarseggiano alla grande.