tisana al finocchio tisana di semi di finocchio infuso Depositphotos_29360243_L

Si riapre il dibattito sulla presenza di estragolo nei prodotti per l’infanzia e sulla mancanza di trasparenza nelle etichette dei produttori

Le tisane al finocchio sono da sempre considerate un rimedio naturale per contrastare i disturbi digestivi e mestruali, ridurre il gonfiore addominale e alleviare le dolorose coliche gassose nei neonati. Storicamente caldeggiate anche per stimolare la produzione di latte materno nelle neomamme, queste infusioni sono finite da tempo sotto la lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie internazionali a causa di una sostanza naturalmente presente nei semi della pianta: l’estragolo.

Si tratta di un composto organico volatile presente negli oli essenziali di diverse piante aromatiche, tra cui il dragoncello, il basilico, l’anice e, appunto, il finocchio. Sebbene dal 2011, ne sia vietata l’aggiunta in quanto tale negli aromi e nei prodotti alimentari, esso continua a essere assunto in modo del tutto naturale attraverso il consumo di piante officinali e infusi.

Il problema risiede nella sua tossicità: studi tossicologici condotti sui roditori hanno dimostrato che l’estragolo è una sostanza cancerogena e genotossica (in grado cioè di danneggiare il DNA). Sebbene il rischio sia minimo a dosi ridotte, la forte variabilità del composto nelle tisane rende l’esposizione reale un fattore cruciale.

Tisane al finocchio ed estragolo

Uno studio del 2010, pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology, ha evidenziato quanto possa essere altalenante il quantitativo di estragolo estratto durante la preparazione di una tazza di tisana. Le concentrazioni rilevate mostrano scarti notevoli, fino a dieci volte, a seconda della tipologia di prodotto:

  • Tisane in bustina: da 241 a 2058 μg/l
  • Tisane diluite istantanee: da 9 a 912 μg/l
  • Tisane sfuse (semi interi): da 251 a 1718 μg/l

Questa marcata fluttuazione dipende non solo dalla varietà e dalla provenienza dei semi, ma anche dalle modalità di preparazione domestica: un tempo di infusione eccessivamente prolungato o lo schiacciamento meccanico dei semi facilitano una maggiore e pericolosa migrazione dell’estragolo nell’acqua calda. Proprio il dato sui tè istantanei ha sollevato forti preoccupazioni: molte di queste polveri solubili, infatti, sono formulate e commercializzate specificamente per l’alimentazione della prima infanzia.

alcol, donna incinta gravidanza
Le donne incinte o che allattano dovrebbero azzerare il consumo di queste bevande

I ricercatori hanno calcolato l’esposizione quotidiana ipotizzando il consumo di tre porzioni di tisana al giorno, evidenziando un divario allarmante tra la popolazione adulta e i lattanti. Se per gli adulti l’esposizione massima stimata si attesta a 10 μg/kg di peso corporeo al giorno, a causa del peso ridotto la situazione dei neonati diventa ben più critica. Nei più piccoli, infatti, l’esposizione all’estragolo schizza a 23 μg/kg al giorno in caso di consumo di tè istantanei, per poi toccare un picco preoccupante di ben 51 μg/kg al giorno se l’infuso viene preparato a partire dalle classiche bustine.

Gli autori della ricerca hanno sottolineato che l’adozione generalizzata di tecnologie produttive più idonee durante i processi di lavorazione dei prodotti istantanei potrebbe abbattere drasticamente i livelli di estragolo, proteggendo i consumatori più fragili.

Bambini, gravidanza e allattamento

Già nel 2005 l’allora EMEA (oggi EMA, Agenzia Europea per i Medicinali) aveva raccomandato di ridurre al minimo l’uso delle tisane al finocchio nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza o in allattamento. Nel 2023 la stessa agenzia ha inasprito le linee guida, estendendo la raccomandazione di evitare il consumo nei bambini sotto gli 11 anni.

In assenza di un obbligo di legge europeo però, sul mercato regna un profondo divario informativo che vede i produttori divisi in quattro comportamenti distinti. Si va dalle aziende più prudenti, che scelgono la linea della trasparenza posizionando il prodotto solo per la digestione degli adulti ed escludendo del tutto bambini e donne in gravidanza o allattamento, a quelle che adottano una via di mezzo, continuando a promuovere i benefici tradizionali pur inserendo una nota scientifica sui rischi dell’estragolo. Altre realtà preferiscono delegare la responsabilità raccomandando in etichetta il rinvio al parere del medico o del pediatra, mentre una fetta consistente di marchi sceglie il silenzio totale, omettendo qualsiasi riferimento alla sostanza genotossica e vendendo l’infuso come un rimedio naturale privo di controindicazioni.

La consultazione dell’EFSA

È intervenuta anche l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che lo scorso anno ha pubblicato una bozza di parere scientifico, rimasta aperta alla consultazione pubblica per la raccolta di osservazioni ed evidenze fino al 17 settembre 2025. Il mandato, affidato all’autorità di Parma direttamente dalla Commissione Europea, è scaturito dalle forti preoccupazioni sollevate dalle autorità sanitarie tedesche proprio in merito alla sicurezza dei prodotti destinati ai lattanti.

Pur trattandosi di un documento preliminare, le conclusioni degli esperti dell’EFSA sui preparati a base di semi di finocchio dolce e amaro (utilizzati in infusi, spezie e integratori) sono pesanti: trattandosi di un agente genotossico e cancerogeno, non è scientificamente possibile stabilire un livello sicuro di esposizione all’estragolo. Di conseguenza, il panel di scienziati ha concluso che il consumo di queste tisane può comportare un rischio concreto per la salute, in particolare per i gruppi più vulnerabili come neonati, bambini piccoli, feti e lattanti (attraverso l’assunzione materna in gravidanza e allattamento).

bambina bambini tè the tisane influenza raffreddore idratazione inverno sistema immunitario Depositphotos_162986186_L
L’EMA raccomanda di evitare il consumo nei bambini sotto gli 11 anni.

L’unica eccezione di sicurezza è rappresentata da quei preparati industriali in cui l’estragolo viene preventivamente rimosso dai produttori o risulta presente in percentuali non rilevabili. Il testo definitivo del parere, atteso dopo il vaglio delle osservazioni ricevute, costituirà la base scientifica ufficiale che consentirà alla Commissione Europea di legiferare in materia, imponendo restrizioni o precise avvertenze sulle etichette.

I consigli

In attesa che la Commissione Europea traduca il parere scientifico dell’EFSA in norme di etichettatura più stringenti o in restrizioni commerciali generalizzate, il buon senso e il principio di precauzione devono guidare i consumatori:

1.    Stop ai neonati e ai bambini: Non somministrare mai tisane al finocchio per calmare le coliche dei neonati o per favorire il sonno nei bambini piccoli. Esistono alternative d’infusione più sicure o metodi fisici (come il massaggio addominale) approvati dai pediatri.

2.    Cautela in gravidanza e allattamento: Le donne incinte o che allattano dovrebbero azzerare o limitare drasticamente il consumo di queste bevande, poiché l’estragolo attraversa la placenta e passa nel latte materno.

3.    Moderazione per gli adulti: Per la popolazione adulta sana una tazza occasionale non rappresenta un pericolo allarmante, ma è preferibile evitare un consumo quotidiano e sistematico (ad esempio le 3 o più tazze al giorno).

4.    Attenzione alla preparazione: Se si sceglie di consumare la tisana, occorre rispettare rigorosamente i tempi di infusione indicati (evitando di lasciare la bustina o i semi in acqua per 15-20 minuti) e preferire i semi interi senza pestarli, riducendo così la quantità di tossina estratta.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

5 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x