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Il tagliere Guzzini perde pezzettini di plastica: la segnalazione di un lettore. Risponde l’azienda

Un lettore ci segnala che il suo tagliere firmato Guzzini, dopo un lungo utilizzo inizia a perdere piccole scaglie di plastica. Pubblichiamo la lettera e la risposta dell’azienda.

Ho acquistato a maggio dello scorso anno attraverso un sito il vostro Set di 4 Taglieri con raccoglitore multicolore. Ho notato che nelle ultime settimane quando si usano i coltelli per tagliare le verdure o la carne, questi taglieri (in particolare quello verde che è anche il più utilizzato) rilasciano fibre di plastica che finiscono nel cibo. Il tagliere rilascia maggiori quantità di pezzetti quando si utilizzano coltelli con la lama seghettata  a prescindere dall’usura del tagliere. Mi sembra che nella confezione non venga evidenziato questo problema. Non credo che tutto ciò sia positivo, perché poi con il cibo viene ingerita  anche della plastica. Vi allego le relative foto e rimango in attesa di un vostro cortese riscontro.

tagliere
Il tagliere in plastica va sostituito con una certa frequenza

Di seguito la risposta dell’azienda.

Nel ringraziarla per averci contattato mi preme segnalarle che tutti i taglieri in plastica si usurano in funzione della frequenza di utilizzo e quando sono molto usurati, possono rilasciare piccoli trucioli di plastica nei cibi, motivo per cui vanno sostituiti con una certa frequenza.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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10 Commenti

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    Perchè nessuno spiega come si taglia, nessuno spiega perchè i taglieri sono di plastica ( a norma) o di legno ( non più a norma per i ristoratori, ma…ci sarebbero dubbi.Ho visto anche taglieri in vetro , robe da matti!!!!!

    I taglieri DEVONO usurarsi. un buon tagliere in plastica 30X40 costa 10 euro ….a casa un paio di anni li fa. uN BUON COLTELLO NE COSTA 100 . Possiamo tagliare anche sul marmo che non si rompe e non rilascia nulla, ma dopo 6 mesi butti il coltello. Il coltello per rimanere affilato e in perfetto stato deve lavorare su superfici non dure.Questo comporta la perdita di materiale da parte del tagliere ( un motivo per preferire il legno , organico, alla plastica a mio avviso)
    Poi i taglieri di plastica oggi si lavano in lavastoviglie quindi vengono igienizzati, quelli di legno no.

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    Mario Bolzonella

    Ma Guzzini ha scritto sulla confezione quello che scrive ora?

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      Perfettamente d’accordo sull’utilizzo del legno, adoperato dalla notte dei tempi senza alcun problema.
      Oggi che si è attentissimi alla sicurezza i malanni ed i problemi si moltiplicano, senza considerare i danni all’ambiente.
      Basta con questi dannati derivati plastici!

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    Da consumatore: forse era meglio accendere il cervello, collegarlo alle dita che hanno scritto la lettera e quindi evitare di scrivere. E’ naturale che se usi il tagliere si consuma e si taglia sua volta, è altrettanto probabile che se non usi il tagliere non avrai problemi di contaminazione da plastica.
    Cordiali saluti.

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    Considerando il fatto che dovremmo tutti cercare di evitare il continuo spreco di plastica , almeno noi consumatori continuiamo ad usare il vecchio tagliere di legno. Esistono i metodi di igenizzazione tradizionali come il sapone di Marsiglia solido e/o la candeggina in diluizione ( con il lavaggio in lavastoviglie restano sulla superficie tracce dei prodotti chimici utilizzati, compreso il brillantante).

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      In casa usiamo da sempre i taglieri in legno, suo quali abbiamo tagliato e sminuzzato qualsivoglia alimento. Per la pulizia una strofinata con la mano sotto l’acqua corrente, dopodiché lo ripongo ad asciugare.
      Sarà che vado a tagliare un eccellente salume… Un bel tagliere di ulivo, una spolverata ed una saltuaria idratata mediante un filo di olio evo. Ed ecco lì che vi dura decine di anni.

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    Claudio il musicista

    Anche quando è nuovo, un tagliere di plastica è sottoposto a coltellate. Quindi rilascia polimeri, anche se – almeno inizialmente – di grandezza irrilevante. In ogni caso, personalmente preferisco non mangiarli, visto tutto ciò che si sa sui derivati del petrolio. Concordo pienamente con Federico e con DAV’74 GE: evviva il legno!

    • Roberto La Pira

      Va però precisato che secondo gli esperti le dimensioni delle particelle rilasciate sono così grossolane da non essere metabolizzate ma sono destinate ad essere espulse metabolizzatre

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    Claudio il musicista

    Grazie della precisazione, puntuale e da non sottovalutare. Ma lei si fida? Magari tra dieci anni scopriranno che non è proprio così… Inoltre, il buon senso mi dice che quando si cucina non si hanno a disposizione strumenti di precisione o microscopi per misurare la grandezza delle particelle rilasciate.
    Forse, per non sbagliare, anche pensando a dei figli che non ho, continuerò a tagliare i cibi sul legno.

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    Io un tagliere di plastica l’ho usato solo una volta proprio per questo motivo. Poi l’ho buttato e sono tornata al tagliere di legno.
    Ma è vero che quest’ultimo presenta sempre batteri (anche quando si lava scrupolosamente) perchè residuano sempre microscopiche tracce di cibo.
    La soluzione che ho adottato è questa: uso del tagliere solo per cose da cuocere (almeno per 15 minuti); quando invece devono tagliare carni o cose che devo mangiare direttamente (esempio un panino) al posto del tagliere uso un piatto (ovviamente pulito) che ha una superficie meno porosa.
    Mi sembra un buon compromesso casalingo.