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L’età giusta per lo svezzamento dei bambini? Dipende. Il nuovo documento dell’Efsa

bambino pappa svezzamento autosvezzamentoA che età bisogna iniziare a nutrire i neonati con alimenti solidi? Alla domanda che tutti i neogenitori si fanno risponde ora l’Efsa, aggiornando le sue ultime linee guida sullo svezzamento del bambini (del 2009, che indicavano l’intervallo tra i quattro e i sei mesi come periodo ideale), con un documento di quasi 250 pagine, ricchissimo di spiegazioni e raccomandazioni molto chiare, riassunto in una scheda grafica di sole quattro pagine (per ora in inglese) e in una parola: dipende. In linea generale il compimento del sesto mese, già raccomandato da molti pediatri, è il punto di riferimento principale. A livello generale l’età consigliata viene quindi posticipata rispetto al range del 2009 ma, nello specifico, molto dipende dalla situazione del singolo bambino. Talvolta si può iniziare anche prima, se ci sono esigenze nutrizionali particolari e carenze come quella di ferro (frequente in nei bambini che nascono pretermine o crescono molto in fretta, in chi ha una madre anemica o, ancora, quando il cordone ombelicale viene tagliato immediatamente dopo il parto).

Poiché si tratta dell’Efsa e non di un’associazione di pediatri, lo scopo è di fornire direttive per una corretta etichettatura degli alimenti per bambini. Dal momento che si dice chiaramente cosa è adatto o meno a una certa età, i produttori non saranno giustificati se indicheranno qualcosa di diverso, per esempio consigliando prematuramente un alimento che è meglio introdurre quando il bambino è più grande.

Ci sono poi indicazioni poco scontate, come quelle relative ai segni per capire se il bambino ha raggiunto una fase dello sviluppo adeguata per iniziare a mangiare da solo o comunque a introdurre alimenti soldi. Tra i 5 e i 7 mesi, oltre a stare seduto e a essere in grado di tenere la testa dritta, inizia a masticare, anche se questa abilità richiede mesi per perfezionarsi. In questo periodo si possono introdurre i primi alimenti che il bambino può prendere con le mani (i finger food). Prima, attorno ai quattro mesi, manifesta ancora la spiccata tendenza a portare le mani alla bocca e, se vi sono le condizioni, tale capacità può essere sfruttata per iniziare con le puree di frutta e verdura da dare con un cucchiaio. Le pappe vanno poi preparate osservando scrupolosamente le normali norme igieniche, evitando di aggiungere zucchero e sale, avendo cura di rispettare le indicazioni nutrizionali del pediatra per fornire una dieta bilanciata. Bisogna cucinare in modo da ridurre il rischio di soffocamento, trasformando gli alimenti in creme e pappe senza pezzi di grosse dimensioni.

Un’altra indicazione che contraddice molte credenze infondate, riguarda l’introduzione di alcuni alimenti allergizzanti quali le uova, il pesce, i cereali, il glutine e le noccioline: ritardarne la somministrazione non ha alcun effetto sul rischio di allergie o di celiachia.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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4 Commenti

  1. Avatar

    Non essendo mamma pensavo che le “indicazioni” sulla data di inizio svezzamento fossero correlate con lo spuntare dei denti.
    Nei cani ad esempio funziona così: quando iniziano ad arrivare i denti i cuccioli “mordono” le mammelle della mamma che, un po’ infastidita, reagisce iniziando a svezzarli.
    Contemporaneamente allo spuntare dei denti “matura” anche il sistema digestivo che rende quindi appetibili e digeribili i cibi solidi.
    Forse dovremmo tenere conto anche delle indicazioni che ci da la natura e non solo delle 250 pagine dell’EFSA.

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      e spiegaci un pò, Natura, i denti iniziano ad uscire intorno ai 3 mesi e finiscono intorno ai 30 mesi. Che dici, partiamo dalla carne cruda a 3 mesi che può strappare con gli incisivi e finiamo con il miglio a 30 che può schiacciare coi molari?

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      Elisa in realtà è così perché intorno ai 6 mesi spuntano gli incisivi dei bambini e capita di incorrere in qualche morsetto durante l’allattamento al seno. La natura, come dici bene tu, è ben più grandiosa di qualsiasi studio o raccomandazione e ci guida benissimo, basta assecondarla

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    Teresa la tua spiegazione dovrebbe accontentare anche Andrea…
    comunque è ovvio che l’andamento è graduale e fortunatamente il miglio non è indispensabile.
    Anche i cani non rifilano ossa di femore bovino ai cuccioli ma vomitano il cibo che loro stesse hanno “premasticato” in modo che anche con pochi denti i piccoli riescano a ridurlo in poltiglia.
    Prima dell’avvento degli omogeneizzati le mamme (umane) tritavano gli alimenti, che, posso assicurarvi, come sapore sono meigliore degli omogeneizzati.