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Macellazione rituale, nove europei su dieci contrari all’uccisione degli animali senza stordimento

carne macellazioneI cittadini europei sono contrari alla macellazione senza stordimento. Lo rivela un sondaggio realizzato su oltre 23 mila persone in 24 Paesi dell’Unione per conto dell’Eurogroup for Animals e con il sostegno dell’associazione Animal Equality, secondo cui nove partecipanti su dieci credono che dovrebbe essere obbligatorio rendere incoscienti gli animali prima dell’uccisione.

In Europa, infatti, la normativa vigente stabilisce che tutti gli animali allevati per l’alimentazione umana debbano essere storditi – con l’elettricità, il gas o una pistola stordente a proiettile captivo – prima di essere uccisi. Ma c’è un’eccezione: la macellazione rituale religiosa. In questo caso è consentita l’uccisione attraverso il taglio della gola e il dissanguamento senza prima rendere incoscienti gli animali, pratiche che possono causare grandi sofferenze.

Secondo il sondaggio, l’89% dei partecipanti ritiene che lo stordimento dovrebbe essere sempre obbligatorio prima della macellazione, mentre l’87% pensa che l’Unione europea dovrebbe richiedere che tutti gli animali siano resi incoscienti anche prima dell’uccisione per motivi religiosi. A tal proposito, l’80% degli europei crede che si debba finanziare la ricerca di pratiche alternative alla macellazione rituale che prevedano lo stordimento e siano accettate anche dai gruppi religiosi. Inoltre, il 93% dei cittadini sostiene che gli Stati membri dovrebbero essere in grado di adottare standard più elevati di benessere animale con misure aggiuntive rispetto alle normative europee.

I cittadini si sono espressi chiaramente a favore degli animali dicendo che dovrebbe essere obbligatorio renderli sempre incoscienti prima che vengano macellati. Ora è giunto il momento che l’Ue segua l’esempio e consenta agli Stati membri di adottare misure aggiuntive che garantiscano standard più elevati di benessere degli animali” afferma Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality in Italia che da tempo ha lanciato una campagna per chiedere una maggiore tutela degli animali durante la macellazione, con cui sono già state raccolte oltre 200 mila firme.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

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    concordo con l’89% dei partecipanti al sondaggio. La pratica dell’uccisione del bestiame senza alleviarne le sofferenze è una follia da medioevo.
    La scusante religiosa è inaccettabile soprattutto perché da quanto mi hanno raccontato persone che lavorano nel settore, gli animali prima di essere sgozzati vengono appesi a testa in giù per le zampe posteriori.
    Questo “procedimento” dovrebbe migliorare la velocità di dissanguamento.
    Peccato che così facendo si fratturino le zampe degli animali. Una fine orribile che nessuno si sogna di combattere.

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      Non sono mussulmano ma sono del settore con tutti le qualifiche….. Prima di scrivere vai in un mattatoio halal e guarda cosa succede….. Appendere gli animali vivi é contro la legge

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      Sono d’accordo

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    Penso anche che 9 su 10 siano contrari a continuare ad accettare in Europa queste pratiche, ma nessun politico sembra ascoltare.

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    Nel sondaggio manca il mio voto perché neppure sapevo che ci fosse un sondaggio, ma non può che essere contrario alla macellazione di un animale cosciente, che deve essere vietata per legge senza eccezioni.

    le pratiche religiose risalgono a millenni fa, quando il concetto di sofferenza animale (e umana, vedi circoncisione e infibulazione) non veniva neppure preso in considerazione, e comunque non esistevano i mezzi per evitarla con la sedazione né per gli uomini né per le bestie.

    Un animale sedato si dissangua quanto uno cosciente in quanto ciò che conta è che il cuore continui a pompare, e se il timore è che la carne venga contaminata da sostanze chimiche ci sono altri metodi come gli storditori.

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    Concordo con Mauro, e ci sarà un motivo per cui paesi europei come Svizzera, Svezia ed altri hanno proibito la macellazione senza rendere l’animale incosciente prima di abbatterlo.

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    Sono d’accordo. Ho firmato la petizione.