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Pomodoro, sequestrate 800 tonnellate di concentrato: per gli inquirenti c’è una contaminazione da pesticidi

passata di pomodoro in ciotola bianca su tavolo di legno con pomodorini e basilicoSequestrate 821 tonnellate di semilavorato di pomodoro, per un valore di un milione di euro. È il risultato di un’operazione condotta nei giorni scorsi in un’azienda conserviera dell’Agro Nocerino Sarnese dai Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (RAC) di Salerno e diretta dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il concentrato di pomodoro sequestrato, di provenienza egiziana, non sarebbe conforme per la presenza di pesticidi oltre i limiti di legge.

I plurimi elementi indiziari acquisiti nell’indagine, – si legge in un comunicato del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare – segnata da riscontri sul campo costantemente vagliati dalla Procura Nocerina, lasciano ritenere che il materiale alimentare sequestrato sia largamente interessato dalla contaminazione di pesticidi, presenti in misura maggiore a quanto normativamente consentito, sussistendo così il concreto rischio di nocività per la salute umana.”

I Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare hanno sequestrato oltre 800 tonnellate di semilavorato di pomodoro

Il provvedimento ha interessato migliaia di fusti metallici contenti 250 kg di prodotto, in attesa di lavorazione e confezionamento in barattoli e tubetti. Il pomodoro in questione era venduto come doppio o triplo concentrato prevalentemente sul mercato estero. Il semilavorato sequestrato, infatti, rappresentava solo la parte residua di una partita più grande, già lavorata e commercializzata in Paesi UE ed extra UE. Campioni del prodotto sono stati inviati per le analisi presso laboratori specializzati.

Oltre al sequestro delle oltre 800 tonnellate di pomodoro, l’operazione, denominata “Scarlatto Due”, ha portato alla denuncia dei due titolari dell’azienda per frode in commercio e per commercio di sostanze alimentari nocive. L’azione dei Carabinieri si inserisce all’interno di una campagna di prevenzione e repressione delle attività illecite nel settore agroalimentare.

Alla fine di aprile, il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare aveva infatti condotto un’altra operazione nel settore delle conserve di pomodoro, che aveva portato al sequestro di oltre 4 mila tonnellate di semilavorati e prodotti finiti. In quel caso, però, il provvedimento di sequestro era scattato perché secondo gli inquirenti l’azienda commercializzava illecitamente prodotti etichettati come “100% italiani” o “100% toscani”, quando in realtà erano realizzati miscelando materia prima locale con pomodoro straniero. Accuse prontamente respinte dall’azienda spiegando che il prodotto semilavorato di provenienza estera era destinato all’esportazione fuori dall’Italia.

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

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7 Commenti

  1. Per la precedente operazione tutti i media, il fatto alimentare compreso, davano evidenza della marca associata e non si trattava di prodotti contaminati, ma solo di origine europea/mediterranea invece che italiana, su questa operazione, che invece parla di pesticidi e quindi di pericolo per la salute, tutti tacciono sulla o sulle marche coinvolte…
    Sicuramente è un caso, ma mi aspetterei più trasparenza dal fatto alimentare…

    • Giulia Crepaldi

      Gentile Max, nel caso precedente sono stati gli stessi Carabinieri per la Tutela Agroalimentare a rendere noto il nome dell’azienda coinvolta. Questa volta, invece, i militari non hanno diffuso i nomi dell’azienda interessata dall’operazione.

  2. Visto che di Petti ne avete parlato in lungo e largo perche’ non dite che l’azienda? qualche organo l’ha scritto. Basta scorrere l’informazione su internet e’ scoprire che e’ la terza volta in pochi anni che vengono coinvolti in attivita’ poco chiare. D’altra parte la Grande Distribuzione non concede aumenti neppure in annate dove il pomodoro scarseggia e chiedono il prezzo sempre piu basso ( quando volete pubblico le registrazioni delle trattative con la Grande Distribuzione , che sono vergognose ) . Una passata di primo prezzo costa 43 centesimi alla Grande Distribuzione ( cosa volete che faccia l’industria ? ci mette dentro di tutto per sopravvivere

  3. Buonasera Dott.ssa Crepaldi,
    Per quanto riguarda la vicenda Petti ci sono aggiornamenti in merito?

    • Giulia Crepaldi

      Gentile Tiziano, purtroppo al momento non ci sono aggiornamenti in merito alla vicenda di Petti, né da parte degli inquirenti, né da parte dell’azienda, che ha scelto di non rilasciare ulteriori dichiarazioni finché le indagini sono in corso.

    • Buonasera,
      la ringrazio della cortese sollecitudine.
      Vi auguro un buon lavoro.
      Cordialmente