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“Scegli ciò che mangi”: orientarsi con consapevolezza tra gli scaffali del supermercato. Un utile manuale scritto da Anna Villarini

villarini-libro«Ognuno può acquistare e mangiare ciò che preferisce, ma è importante farlo in modo consapevole e lontano dai luoghi comuni»: con questa filosofia, Anna Villarini, biologa e specialista in Scienza dell’alimentazione, ha scritto “Scegli ciò che mangi. Guida ai cibi che aiutano a proteggere la salute”, in collaborazione con la sociologa Francesca Di Gangi e lo chef Giovanni Allegro.

Il libro, precisa l’autrice, «non ha la pretesa di imporre il modo più giusto di mangiare o formulare diete miracolose che garantiscano la salute, ma cerca solo di analizzare da un punto di vista scientifico quello che il mercato globalizzato propone di mettere sulla tavola».

La prima parte affronta gli aspetti sociali e le emozioni legate al cibo, e suggerisce alcune strategie per cambiare le abitudini dannose. Si parla, per esempio, di come il nostro modo di mangiare oggi sia il frutto della globalizzazione, che da un lato permette di ridurre il costo dei cibi, prolungarne la conservazione e distriburli in tutto il mondo, ma dall’altro porta a una standardizzazione che mette a rischio i piatti tradizionali e i sapori caratteristici e ci impedisce di conoscere a fondo quello che mangiamo, con una vera e propria “insicurezza alimentare”, anche perché non sempre è facile interpretare correttamente le informazioni.

La seconda esamina i singoli alimenti, con un percorso immaginario fra i reparti del supermercato e il racconto di ciò che si trova sugli scaffali, cosa si nasconde dietro confezioni e pubblicità studiate per vendere i prodotti, cosa c’è di buono (e di meno buono) nei cibi che compriamo ogni giorno.

E quindi tante annotazioni pratiche, come per esempio: i vantaggi e gli svantaggi della verdura pronta per l’uso, come riconoscere i codici impressi sulle uova, le differenze tra i vari tipi di latte in commercio, come distinguere uno yogurt biologico da uno no leggendo la lista degli ingredienti, i tanti zuccheri delle merendine confezionate e gli ingredienti nascosti nella pasta, nei sughi e negli alimenti per l’infanzia, come difendersi dalle frodi su carne e pesce e molto altro.

patatinePer finire, ricette semplici con cui cimentarsi e un’appendice sulla stagionalità di frutta e verdura e cosa si nasconde dietro alle sigle dei tanti additivi usati dall’industria alimentare.

Insomma: un manuale molto utile e interessante, che tocca molti argomenti “cari” a Il Fatto Alimentare come la tabella che vi presentiamo qui sotto, tratta dal capitolo 6, intitolato “Per uscire dalla confusione: le etichette alimentari”, che spiega alcuni claim che si trovano sulle confezioni degli alimenti.

 

Note:

A basso contenuto calorico: il prodotto contiene non più di 40 cal su 100 g per i cibi solidi o non più di 20 cal su 100 ml per i cibi liquidi.

A ridotto contenuto calorico: il valore energetico è ridotto di almeno il 30% rispetto al prodotto normale.

Senza calorie: il prodotto contiene non più di 4 cal su 100 ml.

A basso contenuto di grassi: il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g di cibo solido o 1,5 g di grassi su 100 ml di cibi liquidi.

Senza grassi: il prodotto contiene non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml.

A basso contenuto di grassi saturi: la somma degli acidi grassi saturi e trans non supera 1,5 g per 100 g per i solidi o 0,75 g per 100 ml per i liquidi. In entrambi i casi la somma non può superare il 10% dell’apporto energetico.

Senza grassi saturi: quando la somma degli acidi grassi saturi e tran non supera 0,1 g per 100 g o 100 ml.

A basso contenuto di zuccheri: il prodotto contiene non più di 5 g di saccarosio per 100 g o 2.5 g di zuccheri per 100 ml.

Senza zuccheri: il prodotto contiene non più di 0,5 g di saccarosio per 100 g o 100 ml.

Senza zuccheri aggiunti: il prodotto non contiene né zuccheri aggiunti né altri prodotti alimentari utilizzati per le loro proprietà dolcificanti.

Fonte di proteine: quando almeno il 12% del valore energetico dell’alimento è dato dalle proteine.

Ad alto contenuto di proteine: quando almeno il 20% del valore energetico dell’alimento è dato dalle proteine.

A basso contenuto di sodio: il prodotto contiene non più di 0,12 g di sodio per 100 g o 100 ml.

A bassissimo contenuto di sodio: il prodotto contiene non più di 0,04 g di sodio per 100 g o 100 ml.

Senza sodio: il prodotto contiene non più di 0,005 g di sodio per 100 g o 100 ml.

Fonte di fibre: il prodotto contiene almeno 3 g di fibre per 100 g o almeno 1,5 g di fibre per porzione da 100 cal.

Ad alto contenuto di fibre: il prodotto contiene almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per porzione da 100 cal.

Anna Villarini, Scegli ciò che mangi. Guida ai cibi che aiutano a proteggere la salute, editore Sperling & Kupfer, 448 pag., 17,50 euro

Foto: Photos.com

Mariateresa Truncellito

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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