Aereo Ryanair parcheggiato su una pista in aeroporto

Secondo Ryanair i casi di passeggeri molesti sono esplosi: ormai quasi un volo al giorno viene deviato per problemi legati all’alcol.

Il numero di voli costretti a cambiare rotta a causa di passeggeri ubriachi o molesti è in forte aumento. A lanciare l’allarme è Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che chiede di vietare la vendita di alcolici negli aeroporti durante le prime ore del mattino. Secondo il manager irlandese, la compagnia sarebbe ormai costretta a deviare “quasi un volo al giorno” per problemi legati al comportamento dei passeggeri, mentre dieci anni fa si trattava di circa un caso alla settimana.

“Non riesco a capire perché nei bar degli aeroporti si servano birre alle cinque o alle sei del mattino, – ha dichiarato O’Leary in un’intervista al Times. – Chi ha bisogno di bere a quell’ora?”. Nel Regno Unito i locali presenti nell’area imbarchi non sono soggetti agli stessi limiti orari previsti per bar e pub cittadini, e secondo Ryanair proprio questa eccezione favorirebbe gli eccessi. La compagnia sostiene invece di adottare limiti più rigidi a bordo, servendo raramente più di due drink a passeggero.

Voli dirottati e danni economici

Essere ubriachi a bordo di un aereo costituisce un reato in molti Paesi e può comportare multe pesanti o addirittura pene detentive. Oltre ai rischi per la sicurezza, i comportamenti aggressivi o incontrollabili provocano costi enormi alle compagnie aeree: carburante aggiuntivo, ritardi, assistenza ai passeggeri e riprogrammazione dei voli.

Ryanair ha annunciato già nel 2025 di aver iniziato a chiedere risarcimenti ai passeggeri responsabili dei disordini. In un caso emblematico, la compagnia ha avviato un’azione legale contro un viaggiatore accusato di aver causato il dirottamento di un volo Dublino-Lanzarote, chiedendo 15 mila euro di danni.

Aereo Ryanair al decollo
Ryanair ha annunciato già nel 2025 di aver iniziato a chiedere risarcimenti ai passeggeri responsabili dei disordini, spesso a causa dell’alcol

Non solo Ryanair

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di voli deviati o costretti ad atterraggi d’emergenza per comportamenti molesti, spesso aggravati dal consumo di alcol. Nel 2024 un volo easyJet diretto a Ibiza è atterrato forzatamente a Tolosa dopo che un gruppo di passeggeri britannici, già ubriachi prima dell’imbarco, ha iniziato a insultare equipaggio e viaggiatori. Sempre nel 2024 un aereo American Airlines in volo da Dallas a Londra è stato deviato a Boston a causa di un passeggero in evidente stato di alterazione che minacciava il personale di bordo. Nel 2023 un volo Ryanair da Manchester a Tenerife è atterrato d’emergenza in Portogallo dopo una rissa scoppiata tra passeggeri che avevano bevuto pesantemente prima della partenza.

Anche le autorità statunitensi hanno lanciato l’allarme: la Federal Aviation Administration (FAA) ha registrato negli ultimi anni migliaia di segnalazioni per “unruly passengers”, cioè passeggeri indisciplinati, con numerosi casi collegati all’abuso di alcol.

Il nodo degli aeroporti

Secondo le compagnie aeree, il problema nasce soprattutto a terra. Nei lunghi tempi di attesa ai gate, durante i ritardi o nei voli turistici verso località di vacanza, molti passeggeri consumano grandi quantità di alcol prima ancora di salire a bordo. O’Leary propone quindi un limite massimo di due bevande alcoliche per passeggero negli aeroporti, magari mostrando la carta d’imbarco al momento dell’acquisto. Una misura che però rischia di scontrarsi con gli interessi economici dei bar aeroportuali, dove la vendita di alcolici rappresenta una voce importante degli incassi.

© Riproduzione riservata Foto: Ryanair

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