Il Ministero della Salute ha segnalato due nuovi richiami, entrambi per rischio microbiologico: si tratta di formaggio Valtellina Casera DOP per Escherichia coli STEC e salume pezzente della montagna materana per Salmonella spp.
Il richiamo del Valtellina Casera DOP
Il Ministero, come accennato sopra, ha pubblicato il richiamo di un lotto di formaggio Valtellina Casera DOP, venduto porzionato con il marchio Zanetti e in forme intere senza marchio, per la presenza di Escherichia coli STEC. Il prodotto in questione appartiene al lotto 220726, ed è venduto in pezzi da 2 kg (Zanetti) con i termini minimi di conservzione (TMC) 27/10/2026, 04/11/2026, 30/11/2026, 07/12/2026 e 21/12/2026, e in forme intere con i TMC 24/07/2027 e 12/10/2026.
A produrre il formaggio Valtellina Casera DOP richiamato è stata l’Azienda Agricola Negrini di Negrini Vanessa nello stabilimento di via Pizzo Scalino 14, a Caspoggio, in provincia di Sondrio (marchio di identificazione IT P3T6V UE). L’azienda Zanetti Spa invece ha confezionato il prodotto porzionato nello stabilimento di via Madonna 1, a Lallio, in provincia di Bergamo (marchio di identificazione IT 03 146 UE)
Il richiamo del salume lucano
Il Ministero della Salute, poi, ha diffuso il richiamo di un lotto di pezzente della montagna materana a marchio Salumi Tipici Lucani per la presenza di Salmonella Spp. Il prodotto interessato è venduto in confezioni sottovuoto da 300 grammi circa, con il numero di lotto 63/26 e i TMC 8/03/2027.
A commercializzare il pezzente della montagna materana richiamato è l’azienda Sapori Mediterranei (marchio di identificazione 9-3524/L).
Le aziende raccomandano quindi di non consumare il salume e il formaggio con i numeri di lotto sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori possono dunque restituire i prodotti richiamati al punto vendita d’acquisto.
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© Riproduzione riservata. Foto: Il Fatto Alimentare via ChatGPT (copertina), Ministero della Salute
Redattrice de Il Fatto Alimentare e responsabile del ‘servizio alert’







Buonasera chiedo se sì può stare tranquilli se il lotto non corrisponde a quello comprato proprio oggi? Lotto 274/26. Scad. 13/10/26. Grazie
Il richiamo riguarda esclusivamente il lotto indicato nell’articolo.
Quel Casera è vendutissimo in Esselunga da ottobre ad aprile.
Non credo sia a latte crudo.
E pensavo fosse tipico della Valtellina, quindi sondriese e non bergamasco.
Il Casera porzionato è stato confezionato da un’azienda bergamasca, ma è prodotto in Valtellina: sia quello in forme intere che quello in pezzi da 2 kg hanno lo stesso numero di lotto, quindi si tratta dello stesso prodotto, porzionato e confezionato da un’azienda di Bergamo.
Purtroppo il modello di richiamo predisposto dal Ministero della Salute non permette di rappresentare la complessità dei vari passaggi della filiera di un prodotto. Quando ci sono più passaggi, chi indicare come “produttore”? L’azienda che ha effettivamente prodotto l’alimento richiamato o quella che lo ha confezionato?
Già, anche perché le responsabilità di alcune contaminazioni potrebbero essere messe in discussione ….
A causa di problemi di salute (fortemente immunodepresso) e di presenza di bambini piccoli in famiglia, ho sempre acquistato formaggi a latte pastorizzato, evitando accuratamente quelli a latte crudo, ed anche quelli a latte termizzato a bassa temperatura, per timore di incorrere nella presenza di escherichia coli Stec.
Ora ho scoperto che ci sono molti formaggi a latte pastorizzato, ma a pasta cruda. Sono sicuri al pari di quelli con latte pastorizzato e pasta cotta, o possono rappresentare un rischio?
Grazie
Ecco la risposta di Antonello Paparella, microbiologo alimentare:
“I formaggi a pasta cruda ottenuti da latte pastorizzato non sono considerati a rischio per Escherichia coli STEC, perché il trattamento di pastorizzazione elimina all’origine tale rischio microbiologico.
È evidente che qualora il processo di produzione di questi formaggi presentasse non conformità dovute a imperfetta pastorizzazione del latte o a ricontaminazione dopo la pastorizzazione, anche questi prodotti potrebbero risultare contaminati da STEC, come del resto può accadere in altri prodotti alimentari freschi, ma tale evenienza deve essere considerata scarsamente probabile.”