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Richiamato un lotto di maxi hamburger di Angus a marchio Salumificio Sandri. Rinvenuto un corpo metallico in una confezione. Aggiornamento: revoca per scadenza

Aggiornamento del 4 dicembre 2018: il ministero della Salute ha revocato il richiamo del maxi hamburger di Angus per la scadenza del prodotto.

È stato richiamato un lotto di maxi hamburger di Angus prodotto da Salumificio Sandri Snc per rischio fisico. L’avviso è stato pubblicato sul portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. Il richiamo riguarda esclusivamente il lotto numero 187 con data di scadenza al 14/07/2017. Il prodotto è confezionato in atmosfera protettiva in vaschette da 200 grammi ciascuna. Il prodotto è venduto nei supermercati Unicoop Tirreno.

Il provvedimento è stato preso a scopo puramente precauzionale, in seguito al rinvenimento di un corpo metallico di circa mezzo centimetro di provenienza incerta in una confezione di maxi hamburger da parte di un consumatore. Il frammento, secondo il produttore, si potrebbe essere staccato da un macchinario nella fase di confezionamento e quindi la criticità riguarderebbe solo una confezione. Tuttavia, per garantire la sicurezza dei consumatori, l’azienda ha deciso di ritirare l’intero lotto di hamburger.

Questo è il richiamo numero 41 segnalato da Il Fatto Alimentare nel 2017.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo  pubblicato in Italia che  rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende come Barilla, Mars…, catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi (Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl, Eurospin…), e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori che hanno fatto una donazione riceveranno in omaggio il libro “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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