La catena di discount Aldi e il suo fornitore hanno richiamato, a scopo precauzionale, un lotto di bastone di salame a marchio Il Tagliere del Re. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la possibile presenza di Salmonella. Il prodotto in questione è venduto in pezzi da 250 grammi, con il numero di lotto 628796 e il termine minimo di conservazione (TMC) 19/08/26. Anche il Ministero della Salute ha segnalato il provvedimento (aggiornamento del 15/06/2026).
L’azienda Becher Spa ha prodotto il bastone di salame richiamato per Aldi. Lo stabilimento di produzione si trova in via Povegliano 46, a Ponzano Veneto, in provincia di Treviso (marchio di identificazione IT 807 L UE). La catena fa sapere che il prodotto interessato dal provvedimento è stato in vendita in tutti i punti vendita Aldi fino al giorno 10/06/2026.
In via cautelativa, Aldi raccomanda di non consumare il bastone di salame con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso, anche senza esibire lo scontrino.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il servizio clienti Aldi al numero 045 6960590 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00, e il sabato dalle 8.00 alle 14.00.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 111 richiami e ritiri, per un totale di 241 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Aldi
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.






Buongiorno, Lei sarà d’accordo con me se sottolineo il fatto che è errato scrivere…per possibile presenza…la Salmonella o è presente o no in quel dato lotto analizzato (in cinque unità campionarie).
Nei richiami la formula “possibile presenza di Salmonella” viene utilizzata perché l’operatore ha individuato un potenziale rischio per la sicurezza alimentare, ma dalle informazioni pubbliche (spesso incomplete) non sempre è possibile sapere se la positività sia stata riscontrata direttamente sul prodotto finito, su una materia prima, nello stabilimento di produzione o se il richiamo sia stato avviato in via precauzionale a seguito di una segnalazione.
Per questo motivo preferiamo utilizzare la stessa formulazione riportata nell’avviso di richiamo diffuso dall’azienda o dal Ministero della Salute, evitando di trarre conclusioni che non sono supportate dalle informazioni disponibili.
È vero però che, in alcuni casi, le aziende tendono a utilizzare espressioni come “possibile presenza”, “presunta contaminazione” o formule analoghe anche quando la non conformità è già stata accertata, probabilmente nel tentativo di smorzare l’impatto comunicativo del richiamo. Purtroppo, per come sono progettati i moduli di richiamo, non ci è possibile distinguere tra i due casi.
Salve! Mai come in questi ultimi anni ci sono stati dei ritiri riferiti ai salami (tipo “cacciatore”). Sta diventando critico, per chi li acquista, consumare questo genere di prodotto.