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Conad: via dagli scaffali i filetti di alici all’olio di oliva per istamina. Metro richiama bastoncini di pesce Ocean Blue per frammenti metallici

filetti-di-alici conadConad ha richiamato in via precauzionale un lotto di filetti di alici all’olio di oliva distesi perché in alcune confezioni è stato riscontrato un livello di istamina oltre i limiti previsti. Il prodotto interessato è venduto in vasetti di vetro da 150 grammi con il numero di lotto MT189 e il termine minimo di conservazione 08/10/2020 (EAN: 80129011). I filetti di alici richiamati sono stati prodotti per Conad dall’azienda Zarotti Spa, nello stabilimento Poseidon SH. P. K. di Shengjin, in Albania.

Anche se non è certo che la presenza di istamina in eccesso riguardi tutti i vasetti, si raccomanda di non consumare il prodotto con il numero di lotto segnalato e restituirlo in qualsiasi punto vendita Conad, dove sarà rimborsato o sostituito.

bastoncini pesce ocean blueMetro, invece, ha diffuso l’avviso di richiamo per un lotto di bastoncini di pesce surgelati a marchio Ocean Blue, per la possibile presenza di un corpo estraneo di natura metallica. Il prodotto in questione è confezionato in scatole da 30 pezzi, pari a 900 grammi, con il numero di lotto L9032F90 e il termine minimo di conservazione 31/08/2020. I bastoncini interessati sono stati prodotti da Frosta nello stabilimento di Bydgoszcz, in Polonia (marchio di identificazione PL04611803WE).

A scopo cautelativo, si raccomanda di non consumare i bastoncini di pesce segnalati e restituirli al punto vendita d’acquisto. Il richiamo è stato diffuso anche tramite il sistema di allerta Rasff.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 166 richiami, per un totale di 249 prodotti, e 9 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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