;
Home / Packaging / Come differenziare i cinque imballaggi tipici dei prodotti pasquali. I suggerimenti di Junker app per una raccolta differenziata corretta

Come differenziare i cinque imballaggi tipici dei prodotti pasquali. I suggerimenti di Junker app per una raccolta differenziata corretta

Anche la Pasqua, come il Natale, porta con sé dei prodotti caratteristici che acquistiamo e consumiamo solo in questo periodo come le uova di cioccolato, le colombe e così via. Trattandosi di prodotti che vengono comprati occasionalmente si pone il problema di dove gettare gli imballaggi in modo corretto. Junker app ha messo a punto alcuni consigli utili per il giusto conferimento dei cinque imballaggi tipici di Pasqua.

Le uova sono sicuramente il prodotto più rappresentativo della Pasqua, perché rende felici i bambini e, ammettiamolo, anche i più grandi. Partiamo dall’involucro esterno: le classiche uova da supermercato sono imballate con un involucro di plastica metallizzata. È polipropilene ed essendo imballaggio è conferibile nella raccolta della plastica. Spesso l’uovo è chiuso con un nastrino, da conferire nel secco residuo, e presenta anche una fascetta in cartoncino, che invece va nella raccolta della carta. Parte integrante dell’imballaggio è anche il bicchiere di supporto dell’uovo, che va anch’esso nella plastica. Che dire, invece, della sorpresa all’interno? Anche il contenitore della sorpresa va nella plastica, essendo imballaggio. Se poi la sorpresa non è gradita e vogliamo sbarazzarcene, via nel secco residuo poiché non è un imballaggio.

pasqua uova
Gli ovetti di cioccolato sono ricoperti di alluminio e l’imballaggio  va conferito insieme alle lattine

Gli ovetti di cioccolato di dimensioni più ridotte, ma non meno buoni dei loro cugini più grandice ne sono tanti tipi diversi. Una cosa li accomuna: la carta che li ricopre è alluminio. Per questo va conferita insieme alle lattine e agli altri imballaggi metallici.

La colomba simbolo della Pasqua ha un imballaggio molto simile a quello del panettone. Abbiamo infatti una scatola esterna che va nella raccolta della carta; un involucro interno che invece va nella raccolta della plastica. La maniglia nel secco residuo, così come la base che circonda il dolce. La base può essere conferita nell’organico solo se compostabile, e ciò deve essere indicato sulla confezione. In ogni caso, non va gettata nella raccolta della carta!

La gallina di cioccolato nel cestino richiede una certa attenzione. L’involucro esterno è spesso identico a quello degli ovetti, dunque va conferito insieme alle lattine. Il cestino in cui sono adagiati questi animaletti da mangiare è in vimini o legno verniciato e bisogna portarlo all’ecocentro, dove c’è la raccolta del legno. E la paglietta che riempie il cestino? Se è in materiale plastico, va conferita nella plastica, poiché è considerata imballaggio. Se è naturale, invece, va nell’organico.

Le candele decorative non si usano soltanto a Natale perché, creano atmosfera anche a Pasqua! Non sono però riciclabili e vanno purtroppo nel secco residuo. Insomma, non bisogna abbassare la guardia sulla raccolta differenziata, neanche a Pasqua! E se ci sono altri imballaggi tipici di questo periodo che non sai come conferire, il suggerimento è sempre lo stesso: chiedilo a Junker!

© Riproduzione riservata. Foto: Stock.adobe.com

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare

Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

inquinamento mare spiaggia plastica rifiuti

Stop alle bottiglie di plastica. L’appello lanciato da Greenpeace che ha avviato una raccolta firme

La maggior parte dei rifiuti in plastica galleggianti in Adriatico è rappresentato da bottiglie, contenitori, …

2 Commenti

  1. Avatar

    In un primo momento leggendo il titolo avevo letto “ Come differenziare i prodotti Pasquali.Suggerimenti per una raccolta differenziata corretta” …..nel senso di non aprire neanche i prodotti e gettarli subito nel contenitore giusto.. sempre se poi nel mio compost riuscissero davvero a decomporsi..

    • Avatar

      Io invece leggendo mi sono domandato perché sia possibile CONSENTIRE che un dolce (o qualunque altro prodotto) venga imballato con cinque o più materiali da smaltire separatamente: ad esempio, perché la base non può essere di plastica riciclabile come il sacchetto, o di cartoncino come la scatola? Perchè la maniglia della scatola non può essere di plastica riciclabile come il sacchetto, o un anello di corda da mettere nell’umido? Perché la maledetta “sorpresa” che il bimbo dimenticherà dopo venti secondi non può essere in plastica riciclabile come il guscio che la contiene?

      Sarebbe ora di rivedere tutta la trafila degli imballi iniziando dalla produzione, non affannarsi a correre dietro alle invenzioni dei produttori, se intorno al pacchetto ci vuoi mettere una catenella con gli angioletti me la fai di plastica o di alluminio riciclabili, non di un terzo materiale che dovrò mettere nell’indifferenziato, se intorno al cioccolatino mi vuoi mettere una carta di alluminio e poi un’involucro esterno di plastica riciclabile NON ME LI INCOLLI ASSIEME, se stai imballando un prodotto commestibile non mi infili nell’imballo una parte che va nell’indifferenziato… eccetera.