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Quarantena in casa: le precauzioni, le regole e l’igiene nella guida dell’Istituto superiore di sanità

Decine di migliaia di italiani sono a casa propria in quarantena perché hanno avuto contatti con persone risultate positive al tampone del Coronavirus Sar-CoV-19,  ricoverate in ospedale o con sintomi parainfluenzali. L’autoisolamento è fondamentale per evitare la trasmissione del virus e per non sovraccaricare il sistema ospedaliero. Un documento dell’Istituto superiore di sanità descrive in modo meticoloso cosa fare e come comportarsi quando in casa c’è un familiare o una persona in quarantena. Si tratta di consigli e accorgimenti tutt’altro che scontati.

I soggetti che devono mettersi in quarantena per 14 giorni hanno avuto “contatti stretti” con persone colpite dal virus, oppure hanno avuto “contatti con soggetti asintomatici” (per i quali non è necessario effettuare il test). Anche avere frequentato persone che manifestano una sindrome simil-influenzale è da considerare un elemento altamente rischioso. In questo caso anche se l’esame del tampone risulta negativo, scatta comunque l’autoisolamento fiduciario per 14 giorni dall’ultimo incontro. Anche i pazienti dimessi dall’ospedale che sono stati considerati clinicamente guariti, con un tampone positivo devono restare in autoisolamento.

A questo punto è fondamentale capire cosa vuol dire “contatto stretto”. Il documento considera tali quelli on una persona che vive nella stessa casa, come pure il contatto fisico con un soggetto positivo al test. Basta una una stretta di mano, avere toccato a mani nude fazzoletti di carta usati o un incontro faccia a faccia della durata superiore ai 15 minuti a una distanza minore di 2 metri con persone contagiate. Anche la sosta in un ambiente chiuso per almeno 15 minuti a distanza minore di 2 metri (aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) dove si trovava una persona infetta è classificato come contatto stretto.

Anche il contatto con personale sanitario o addetti alla manipolazione di campioni senza l’impiego di mascherina, camice e agli altri dispositivi, classificati come portatori sani è considerato contatto stretto.
La persona che ha viaggiato in aereo nei due posti adiacenti a un soggetto con una forte sintomatologia, come pure i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio sono da considerare contatti stretti se sono avvenuti entro un intervallo di 14 giorni prima dell’insorgenza della malattia.

Il passo successivo riguarda la struttura sanitaria che, dopo avere accertato la necessità dell’isolamento domiciliare, deve informare il medico di famiglia, spiegare al paziente le misure da adottare e fornire le mascherine chirurgiche. Oltre a ciò bisogna controllare lo stato di salute della persona e dei familiari (febbre e altre patologie) e indicare cosa fare per proteggere conviventi e familiari in caso di comparsa di nuovi sintomi. Il medico di famiglia deve inviare le segnalazioni al dipartimento di salute pubblica in caso di insorgenza o aggravamento dei sintomi, anche attraverso la visita domiciliare quando è necessaria.

La persona sottoposta ad isolamento deve rimanere in una stanza dedicata

Questo è l’elenco delle cose da fare in casa e delle modalità da seguire con familiari e conviventi.

–  La persona sottoposta a quarantena deve rimanere in una stanza dedicata, dotata di buona ventilazione per arieggiare l’ambiente, possibilmente dovrebbe avere un suo bagno e dormire da solo/a, limitando al massimo i movimenti nell’abitazione.

–  Se in casa c’è un solo un solo bagno, va pulito dopo l’uso con prodotti a base di cloro (candeggina) oppure con alcol 70% (1).

–  È necessario mantenere con i familiari o altre persone soggette a isolamento domiciliare la distanza di almeno un metro ed evitare qualsiasi contatto diretto (compresi strette di mano, baci e abbracci). Le madri che allattano dovrebbero indossare una mascherina chirurgica ed eseguire un’igiene accurata delle mani prima di cominciare.

–  Le persone in quarantena dovrebbero avere asciugamani, salviette o lenzuola, piatti, bicchieri e posate dedicate. Per il lavaggio di questi oggetti è sufficiente il normale sapone.

–  Inutile ricordare che le persone non si possono spostare e devono essere raggiungibili per il monitoraggio da parte del medico di base o della struttura sanitaria.

–  I familiari come pure le persone in isolamento anche se sono asintomatiche, non possono ricevere visite fino alla fine della quarantena. Se invece il paziente è sintomatico il divieto di visite si prolunga sino alla guarigione clinica anche se sono passati 14 giorni dal contatto. Se il secondo tampone risulta ancora positivo il divieto continua sino alla guarigione (il paziente si considera guarito quando risulta negativo in due test effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro).

I conviventi e i familiari che assistono le persone in casa devono evitare il contatto diretto

–  Se il soggetto in isolamento ha sintomi di infezione respiratoria quando si sposta dalla camera deve usare una mascherina chirurgica, e coprire naso e bocca usando fazzoletti quando starnutisce o tossisce, oppure tossire nel gomito. I fazzoletti dovrebbero essere di carta e vanno messi in un doppio sacco impermeabile all’interno di pattumiera chiusa con apertura a pedale. Se i fazzoletti sono di stoffa, devono essere maneggiati con guanti e lavati a 60-90° con normale detersivo. Dopo l’uso del fazzoletto le mani devono essere immediatamente lavate con acqua e sapone accuratamente per 40 secondi o con un prodotto idro-alcolico.

–  I familiari e le persone che assistono il soggetto, devono indossare una mascherina chirurgica monouso (da non toccare mentre si usa e da sostituire quando si inumidisce o risulta danneggiata). Le mascherine non possono essere riutilizzate ma vanno eliminate in un doppio sacco impermeabile all’interno di una pattumiera a pedale.

–  I conviventi e i familiari che assistono le persone in casa devono evitare il contatto diretto.  Se l’assistenza prevede contatto con secrezioni respiratorie, feci o urine servono guanti monouso, seguito dal lavaggio delle mani.

–  Pulire almeno una volta al giorno le superfici e i locali utilizzati dalla persona in isolamento con detergenti e disinfettare con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5 % di cloro attivo oppure con alcol 70%). Chi effettua le pulizie deve indossare camice e guanti monouso (o un grembiule dedicato). I guanti domestici in gomma si possono usare ma devono essere disinfettati ogni volta.  La biancheria sporca deve essere messa in un sacco e gestita separatamente da quella del resto della famiglia. Per il lavaggio in lavatrice è sufficiente il programma a 60° per trenta minuti o  tempi più brevi per temperature superiori, usando il normale detersivo.

–  I rifiuti del soggetto in isolamento devono essere smaltiti in un doppio sacchetto di plastica.

quarantena
È necessario mantenere con i familiari o altre persone soggette a isolamento domiciliare la distanza di almeno un metro

–  Anche se al momento non esistono prove in grado di dimostrare che cani o gatti possano essere fonte di infezione, a scopo precauzionale è meglio limitare il contatto con gli animali.

–  La persona in autoisolamento deve registrare due volte al giorno la temperatura e segnalare al medico di base o all’autorità sanitaria i valori ed eventuali nuovi sintomi. In caso di aggravamento bisogna indossare la mascherina chirurgica, rimanendo nella propria stanza con la porta chiusa, in attesa del trasferimento in ospedale. Se si rilevano difficoltà respiratorie rivolgersi al 112/118, e informare il proprio medico.

Un paziente che durante la malattia ha manifestato: febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria… si definisce clinicamente guarito quando diventa asintomatico. Il soggetto può però risultare ancora positivo al test. Per questo si considera definitivamente guarito quando l’esito di due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro risulta negativo.

(1) – I prodotti a base di cloro (ipoclorito di sodio) vengono venduti come candeggina (varechina) a una concentrazione variabile. Se è al 5% di contenuto di cloro, la soluzione al 0,5% corrisponde a un litro di candeggina e 9 litri di acqua. Se è al 10% corrisponde a un litro di candeggina e 20 litri di acqua.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar
    Claudio Impenna

    Mi domando se non sia giusto e/o indispensabile , l’addove inuna scala di condominio nell’appartamento x ci sia una persona in quarantena darne avviso ai condomini.
    Perche!!!!!! Se la persona in isolamento non e rispettosa di quello che dovrebbe fare, e una mattina presto scende in cantina in ascensore , e magari tossische o starnutisce;
    Di li a poco io uso l’ascensore ignaro cosa succede? Allora come dicevo non si dovrebbe portare a conoscenza onde evitare magari molti altri contagi!

    • Avatar

      Anche noi siamo messi in questa situazione, personalmente sono due mesi che cerco risposte, a chi dobbiamo rivolgersi per essere tutelati senza incombere in fanatiche esibizioni ???????
      Grazie a chi può dare una risposta positiva