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Pubblicità del latte fresco: arrivano gli spot del ministero, ma è polemica sul messaggio e sui testimonial Carlo Cracco e Giorgio Calabrese

Il Ministero delle Politiche agricole ha predisposto una campagna pubblicitaria per incentivare il consumo di latte fresco, che si avvale di quattro testimonial: la conduttrice televisiva Cristina Parodi, il dirigente sportivo Demetrio Albertini, lo chef Carlo Cracco e il medico nutrizionista Giorgio Calabrese. La campagna, inserita in una serie di iniziative a sostegno del settore lattiero caseario, è caratterizzata dallo slogan “è sempre l’ora del latte fresco”. Fermo restando il parere favorevole al consumo di un alimento come il latte fondamentale nella dieta della maggior parte dei bambini, dei giovani e di tanti adulti, ci sono però alcuni elementi della campagna che sollevano perplessità.

testimonial _oradellatte-kbnB-U108046054911186F-1024x576@LaStampa.itOltre a uno spot di 30 secondi, è stato realizzato anche il sito oradellatte.it, nei confronti del quale la Lega antivivisezione (Lav) ha chiesto l’intervento dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, in quanto ritiene che l’affermazione secondo cui “il latte è un alimento indispensabile per il nostro organismo” configuri un caso di pubblicità ingannevole. “Il termine indispensabile è stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche”, afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav. Dal fronte animalista e vegano sono partite numerose proteste sui social network ed è stato realizzato anche un contro-spot.

Anche la scelta dei testimonial fa discutere. Il cuoco Carlo Cracco famoso già in passato è stato testimonial della pubblicità della patatina Rustica San Carlo (vedi foto) presentata come ingrediente-base per abbinamenti sofisticati, sollevando qualche perplessità.  Meno nota ma altrettanto  discussa è stata la foto di Cracco ritratto sulla copertina del mensile GQ, insieme a una donna nuda, che lo abbracciava impugnando un grosso pesce posizionato in corrispondenza dei pantaloni (vedi foto sotto). La campagna era stata censurata giustamente dal Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, in quanto lesiva della dignità femminile.

Carlo cracco

Il terzo testimonial maschile è Giorgio Calabrese, fotografato  con il camice bianco del medico, dando così autorevolezza scientifica alla campagna. Si tratta di un famoso nutrizionista che fino a poco tempo fa si scagliava contro l’olio di palma perché  «sporca le arterie», salvo poi  avere cambiato idea, diventando uno dei paladini favorevoli all’uso dell’olio tropicale. A proposito di Calabrese c’è da chiedersi perché sia stato affidato un messaggio pubblicitario a un nutrizionista che riveste un ruolo istituzionale di rilievo (Calabrese è presidente del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare nominato dal Ministero della salute nel mese di aprile 2015). Ferma restando la validità della campagna che invita a consumare latte fresco, forse il Ministero delle politiche agricole poteva stare più attento nella scelta del testo e dei testimonial.

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  Beniamino Bonardi

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43 Commenti

  1. Claudio Monari

    una buona, anzi, un’ottima ragione per non bere più latte… il latte è talmente indispensabile che milioni di vegani vivono tranquillamente e serenamente senza (più della media della popolazione mondiale) oltre ai miliardi di animali che dopo lo svezzamento non si sognano neanche lontanamente di berlo… d’altronde Cracco ci mangia volentieri le patatine col latte mentre per Calabrese è come sparare sulla Croce Rossa…

  2. Sergio Tognarelli

    “Fermo restando il parere favorevole al consumo di un alimento come il latte fondamentale nella dieta della maggior parte dei bambini, dei giovani e di tanti adulti,” …, il latte umano è il solo alimento fondamentale fino allo svezzamento, punto e basta. Tutto il resto è solo propaganda a favore dell’industria agroalimentare che si occupa del latte. Togliete quel “fondamentale”, per favore, non esiste nessuna prova scientifica che lo sia.

    • Mamma mia, ancora con queste affermazioni di “complottari”… Ma non avete altro di meglio da fare nella vita? Ognuno è libero di scegliere cosa mangiare o cosa non mangiare. Senza il bisogno di essere aggressivi nei confronti di chi la pensa diversamente.

    • Sarebbe ora di finirla con questo fondamentalismo, siamo a livello di un’ISIS alimentare! Pensiamo ogni tanto a chi non ha proprio niente da mangiare e cerchiamo di scendere da questi spocchiosi piedistalli. Sarebbe il caso di dire che vi puzza il benessere. Non ho mai conosciuto vegani tra i metalmeccanici , i minatori o gli scaricatori di porto e solo quando non si sa come buttare i soldi si inventano queste stronzate! Mi domando, se un giorno dovessimo diventare improvvisamente tutti vegetariani, dove si troverebbe tanta terra da coltivare per sfamare tutti

    • ma quale aggressivita’? sergio ha espresso un punto logico…se poi, giorgio, hai la coda di paglia e ti offendi per niente, come molti onnivori, è un problema solo tuo…

  3. Ma potete permettere che ognuno beva ciò che vuole? E se fanno la campagna, chi non lo vuol bere non lo beve.
    Mi sembrate un po troppo talebani…

    • Forse non hai compreso il motivo delle critiche, giustissime.
      Non si discute se è giusto o meno bere il latte (viene ribadito che è giusto berlo) ma quanto è ingannevole il messaggio.
      Uno mangia e beve ciò che vuole ma non è giusto che vengano diffusi messaggi falsi!
      Dire che è un alimento indispensabile è una falsità ed è subdolo che vi sia un camice bianco a voler dare connotati scientifici a tale messaggio.

    • Roberto La Pira

      Il latte è un alimento importante nel panorama alimentare ma non certo indispensabile. Questa è senza dubbio una criticità del messaggio pubblicitario

  4. ..Salve, la mucca da latte “filtra” nel prodotto latte :
    – il cibo, da ciò che trova nei pascoli a quello somministrato nella stalla, si apre un immenso
    panorama (inquinamento del cibo, dell’aria, ecc..ecc per non parlare di prodotti che vengono
    usati come ..sbiancanti..ecc).
    Siamo invasi da prodotto “latte” sia nazionale che europeo, di cui conosciamo solo il brand ma
    non la provenienza e la qualità del prodotto.
    Dato che NON è un alimento indispensabile e (aggiungo) costoso visto che il prezzo lo fissa la
    GDO a scapito degli allevatori, si può sostituire con altro alimento.

    • ok, con che alimento? Che non sia inquinato, contorllato dalla gdo e parimenti nutriente.

    • Andrea, se ti piace il latte e non riesci a farne a meno, bevilo. nessuno ti deve convincere su cosa consumare, se non sei della stessa opinione.

  5. Il latte (quando chiamato tale si intende quello vaccino altrimenti è obbligatorio aggiungere la specie di provenienza) rimane un alimento quasi insostituibile nella dieta umana per il profilo di qualità in relazione alla composizione chimico-fisica: fonte di proteine nobili (caseina e sieroproteine chiamate nobili perchè forniscono aminoacidi essenziali che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare), più che buona fonte di calcio utile alla contrazione muscolare anche cardiaca e alle ossa. Solo per questi motivi bisognerebbe cercare di non perdere, dopo lo svezzamento e in accordo alla sensibilità individuale ai componenti del prodotto (allergia alle proteine del latte e intolleranza al lattosio sono le problematiche più diffuse nelle popolazioni europee), l’abitudine alla sua assunzione all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Dal punto di vista merceologica, con la dizione latte fresco si intende il latte termicamente trattato con il procedimento di pastorizzazione che applica condizioni di temperatura e tempo di pastorizzazione tali per cui il latte permane stabile per più giorni alla temperatura di frigorifero (non oltre i 4°C) e nell’intervallo fosfatasi alcalina negativa e lattoperossidasi positiva sono posizionate le seguenti categorie merceologiche: latte pastorizzato (termicamente trattato a temperature che risultino in un contenuto in sieroproteine solubili non inferiore all’11% delle proteine totali e la cui durata di conservazione è determinata dal produttore sotto la sua diretta responsabilità), latte fresco pastorizzato (termicamente trattato in modo che le sieroproteine solubili non denaturate siano non inferiori al 14% delle proteine totali e la cui durata sia non superiore a 6 giorni escluso il giorno del trattamento termico); latte fresco pastorizzato “Alta Qualità” (munto-condotto all’industria-termicamente trattato entro le 48 ore dalla mungitura, con non meno del 3,5% di grassi e non meno del 3,2% di proteine e un contenuto in sieroproteine solubili non inferiore al 15,5% delle proteine totali e durabilità non superiore ai 6 giorni escluso quello del trattamento termico.)
    Come vedete, non è come dire latte pastorizzato e basta. Il latte fresco “equiparabile” al crudo per qualità organolettica, chimico-fisica e microbiologica è chiaramente il latte fresco pastorizzato di “Alta Qualità” il cui prezzo al consumo è necessariamente più alto rispetto alle altre categorie merceologiche perchè presuppone che venga prodotto alla stalla dal contadino secondo standard di qualità prefissati ma soprattutto perchè si può applicare al prodotto venduto l’aggettivazione di “quasi a km 0” in quanto le 48 ore entro le quali il prodotto crudo deve essere sottoposto alla pastorizzazione di fatto ne fanno un latte sicuramente locale.

  6. Andrea salve, personalmente sostituisco il latte con drink di “soia, avena,mandorla ecc.” esenti da glutine, più digeribili, free OGM. E se il gusto drink soia non è di gradimento, nella tazza metto un cucchiaino di cacao (NON dolce), così assumo percentuale di vegetali+potassio dal cacao.
    Ho constatato che anche al bar (in città o in autogrill) chiedo un cappuccino con drink di soia (in sostituzione del latte) e con stupore i gestori sono provvisti di questi alimenti che qualche anno fa non si trovavano al posto del latte.

  7. simona pasquetto

    Mah….ancora questi discorsi. …il latte fa male punto ….ormai si sa si dice sì ripete. …sono un medico….mi sono scocciata di sentire ancora cosiddetti esperti elogiare questo alimento che alimento non è. …se non solo ed esclusivamente prima dello svezzamento. ….poi ognuno faccia come crede e continui ad imbottite i propri figli di antibiotici quando hanno otiti e raffreddori ripetuti…..quando basterebbe togliere i latticini! E non entro nel merito degli allevamenti intensivi e dell’etica…..

    • Laura Graniero

      concordo!!

    • brava simona…un dottore che dice le cose come stanno…

    • Rispondo a Simona Pasquetto. Per non ‘imbottire’ i figli di antibiotici o quanto altro bisognerebbe eliminare la carne in primis, di qualunque tipo. Il latte sicuramente in età adulta non è un alimento indispensabile, ma non è neppure un alimento ‘pericoloso’ (e qui davvero mi viene da ridere), al pari di tanti altri. Non è financo vero che una dieta priva di proteine animali sia sana, spero vivamente che i tanti vegani in vita lo restino a lungo ed in buona salute, ma per chi ha un minimo di cognizione e di sapere su cosa sia la proteasi l’affermare che proteine vegetali ed animali siano la stessa cosa suona, come dire, un poco ‘superficialie’, per non dire peggio. E’ dunque bene anche non bere latte, ma assumere poche fonti proteiche animali è essenziale al nostro benessere e al nostro metabolismo. Per questo i vegetariani in fondo effettuano la migliore scelta dal punto di vista alimentare, integrando nella dieta una buona quota di proteine vegetali senza preoccuparsi troppo di doverle combinare adeguatamente per ottenere un profili amminoacidico completo. Per i vegani il discorso cambia totalmente, mangiare legumi ad un pasto non ha senso se non bene combinati in percentuale con cereali integrali, assumerli separatamente non risolve il problema. E’ vero inoltre che il latte aumenta i fattori di crescita, Ifg1 e non solo, ma questo si ha anche assumendo carne, non a caso in commercio esistono proprio integratori ormone-stimolanti derivati da carni bovine e suine. Comprendo che la campagna pro latte risulti molto costruita o dubbia, ma comprendo che la stessa possa mirare alla difesa di un settore economico davvero in crisi negli ultimi anni. Comprendo anche che molti decidano di non bere latte, ma tanti altri lo fanno, pure da intolleranti, non a caso esistono i latti de-lattosati, con tutti i derivati possibili. Piuttosto, dal punto (mio) di vista puramente nutrizionale (e non etico) ritengo le bevande vegetali (se escludiamo quella di soia al naturale e quella di mandorla al naturale) assolutamente inutili ed in alcuni casi persino deleterie. Basti guardare la bevanda di riso, riso bianco, un surplus di zuccheri, come bere glucosio allo stato puro. Inoltre spesso queste bevande sono ricche di zuccheri, olio aggiunto (quasi mai spremuto a freddo e temebile se esposto ad alte temperature nel riscaldare la bevanda), aromi, addensanti vari. Senza questi espedienti il loro sapore non sarebbe invitante. Perché introdurre plus di zuccheri nella dieta? Proteine in molti casi assenti, vitamine idem, ricordo inoltre che la soia naturalmente non fornisce calcio all’organismo e la mandorla ne fornisce in piccole quantità, per assumerne dosi raccomandate occorrerebbe introdurre un quantitativo di prodotto e di calorie assurdo! Ci sarebbe ancora moltro altro da dire… non voglio difendere il consumo di latte, solo ridimensionare le cose, non pro e non contro, vedere l’alimentazione per quella che è, recuperare un buon rapporto con gli alimenti senza condannarli o demonizzarli. Un atteggiamento di questo tipo, specie se proprinato ai bambini, risulta non solo diseducativo ma pericoloso. Si rischiano adulti con problemi alimentari e disturbi annessi, quelli che tutti conosciamo, con ripercussioni sulla vita intima e sociale. In altri casi si rischia la paranoia e vi assicuro che tanti sono i pazienti dei nutrizionisti afflitti da stati di ansia, paronia e stress. Ma basta, per favore!

  8. Dott. La Pira, ammetto la mia ignoranza in materia: sarebbe così gentile da “illuminarci” con qualche studio serio che confermi (o meno) l’inutilità se non anche la dannosità del bere latte animale?
    Sinceramente di latte ne bevo poco, anzi pochissimo, anche se non disdegno latticini in generale.

    • Salve Massimiliano,
      Le consiglio (a Lei, ed a tutti gli interessati, sia pro che contro) il libro “Latte e formaggio. Rischi ed allergie per adulti e bambini”, autore Claudio Corvino.
      Il libro contiene studi scientifici e casi clinici che dimostrano la assoluta dannosità del latte, ed è scritto in modo da essere facilmente comprensibile da tutti.
      Se non vuole acquistarlo, lo può prendere a prestito in biblioteca, come ho fatto io.

  9. Egr. Dott. Bonardi, complimenti per l’articolo che documenta ancora una volta quanto la realtà può essere raccontata e spesso camuffata da verità. Cribbio NON ci vuole molto a capire e a considerare come ragionevole e logica l’affermazione secondo la quale ogni tipo di mammifero ha il SUO tipo di latte quale primario nutrimento dopo la nascita. Quindi il altte vaccino NON può essere un “alimento indispensabile per il nostro organismo.” Che ci si metta di mezzo il Ministero delle Politiche agricole a veicolare questo messaggio mi fa inorridire.

    • Il latte è considerato un alimento e solo tale! Ma lei di cosa si nutre? Essendo un animale come tutte le altre specie nn dovrebbe cibarsi neanche di cibi cotti allora!

  10. Non sono un esperto in materia ma ho imparato ad imparare (scusate il gioco di parole) dalle regole dettate dalla natura. Se una donna produce latte lo fa per allevare il proprio figlio e non per tutta la vita ma per un periodo ben preciso. Una mucca che produce latte non lo fa certo per gli umani ma lo fa per allevare il proprio vitello fino allo svezzamento. Quindi in natura questo alimento ha uno scopo ben specifico. Che poi l’uomo si sia impossessato di questo alimento e ne abbia fatto un prodotto di consumo a livello mondiale generando business è un altro discorso, ma non è nulla di indispensabile se non un alimento come altri e anche pieno di controindicazioni.

  11. siamo l’unico mammifero che continua a bere latte dopo lo svezzamento…non solo, lo rubiamo ad un altro animale…il latte a noi adulti non serve a niente e quello di vacca è fatto per i vitelli che non è che ci assomigliano molto…Non a caso, nel mondo tre quarti degli adulti umani sono intolleranti al lattosio, ovvero sono privi dell’enzima (lattasi) necessario ad agire sullo zucchero che si trova nel latte (lattosio); questo impedisce loro di digerire adeguatamente il latte e conduce a malattie del sistema digerente più o meno serie.
    …e la storia del calcio è una baggianata smentita scientificamente ormai da anni…i paesi dove si consuma piu’ latte sono quelli che presentano piu’ casi di osteoporosi…per non parlare del fatto che per bere noi qualcosa che non ci è necessaria (per puro diletto di alcuni e dell’economia) dobbiamo tenere le vacche sempre gravide con metodi medievali, consumandole in pochi anni e facendogli fare una vita indecente..levandogli i vitelli (ammazzandoli ovviamente) perche’ altrimenti il latte se lo berrebbero loro (e sarebbe pure logico)…i testimonial usati per questa ignobile campagna rappresentano perfettamente i valori di chi beve latte..calabrese che ci dici ora dell’olio di palma che difendevi?

    • Siamo l’unico animale a cuocere, mangiare patatine fritte, nutella, ecc. ecc. Allora? Nn sei obbligato a farlo!

  12. Il latte della madre è fondamentale, non si discute, mentre, altro latte è un autentico trapianto!

  13. Colleghi, vi invito a leggere il libro The China Study, lì c’e’ scritto tutto, per esempio per il latte dice che il latte animale non fa bene per la razza umana. Il latte umano è solo assimilabile dagli animali. Il vitello deve bere il latte della mucca, ia capretta deve bere il latte di mamma capra. Il bambino deve bere il latte della mamma umana !!
    Francesco

  14. È divertente come, chi asserisce che il latte sia indispensabile e utile per la vita umana, non si sia accorto che dopo lo svezzamento le madri della nostra specie smettono di produrre latte per i loro cuccioli. Se la natura nella sua perfezione ci ha fatti così programmando l’allattamento per un tempo ristretto della nostra esistenza, non credete che un motivo ci sia? Ah già, scusate, mi sono per un attimo scordata che voi esperti col camice bianco siete convinti che la natura sia piuttosto stupida e ci abbia creati pieni di errori e falle da aggiustare con l’assunzione di sostanze tossiche…

  15. Nessuno sta notando che il contenuto importante del messaggio ministeriale sta nell’aggettivo “fresco”!
    Siamo invasi ormai da bevande industriali spacciate come latte, che in realtà è latte morto, depauperato, surrogato, di provenienza incerta e lontana.
    Questa pubblicità ha almeno il merito di riportare l’attenzione dei consumatori sul latte fresco, quindi prevalentemente locale, spingendo addirittura verso quello di alta qualità.
    In questo senso è una campagna meritoria, a prescindere se il latte (fresco, intero, magari crudo!) sia indispensabile, utile, buono o meno.

  16. Cito: “Il latte è importante ma non indispensabile.”

    Quindi perchè berlo? Solo per una questione di gusto…immagino! Oltre che di profitto per l’industria che schiavizza miliardi di esseri senzienti (la Mucca produce latte solo che ingravidata…come la donna ovviamente, ma quest’ultima lo scieglie, non gli viene imposto artificialmente!)

    E poi mi chiedo: perchè l’essere Umano è l’unica specie che beve latte in età adulta? Per giunta di un altra creatura che non è sua madre! Qualche scienziato risponda per favore, grazie!

  17. Interessante sarebbe sapere se testimonial di una tale portata e credibilità scientifica(Calabrese compreso) si siano prestati gratuitamente o
    beneficiando di soldo pubblico.

  18. Non ignoriamo che ci sono persone che vengono molto influenzate dalle publicità, i messaggi che vengono dati ritengo che siano di fondamentale impotanza,anche i Testimonial se poi è un medico a un peso molto importante ,non sottovalutiamo .Riguardo i prodotti credo sia giusto che vengano date informazioni CORRETTE,poi ognuno fa le sue scelte…( Toglierei dalle pubblicità persone famose e medici )

    Grazie al Fatto Alimentare che ci informa ….

  19. ANTONIO FIERRO

    Ecco la solita diatriba infinita priva di ogni fondamento scientifico alimentata anche da medici che sono ignoranti in materia di nutrizione e biochimica. Mi manca solo il parere di Red Ronnie, di una cartomante e poi siamo a posto.
    Le famose teorie della negazione, fondamentaliste prive di supporti scientifici solidi e corretti non solo per il latte, ma anche per molti altri alimenti.
    E vai con le comunicazioni, minacce, allarmismi sul web e trasmissioni a rotta di collo.
    Ricordiamoci che c’è gente che millanta ed inventa, ma si arricchisce e ne fa una professione.
    Inoltre i vari comparti danno lavoro a centinaia di migliaia di persone e sono già in crisi.
    Per quanto riguarda il latte fresco il calo delle vendite è una perdita dal punto di vista nutrizionale e occupazionale.
    Invece di parlare di alimentazione senza prove scientifiche degne di nota non vedo mai nessuno parlare di benessere animale e controlli, zoofarmaci e fitofarmaci, impatto ambientale in agricoltura, zootecnia ed agricoltura sostenibile, per tutta la filiera Italiana, Europea e Mondiale.
    Sarebbe importante parlarne così evitiamo anche di continuare a dire che le cose Italiane sono buone mentre quello che fanno tutti gli altri fanno schifo
    Così il consumatore potrà capire cosa scegliere e come meglio spendere i soldi senza pregiudizi e tutti faremo un miglioramento

  20. Sicurezza alimentare, intolleranze ed allergie a parte, tutto il resto è business e la scelta dei testimonial indicano le fasce di consumatori da convincere.
    La cosa sporca è utilizzare un corpo-oggetto di donna nuda ed un nutrizionista istituzionale per le campagne pubblicitarie, ma il problema non è di chi lo coinvolge, ma è solo il suo che si presta in palese conflitto d’interesse, “Fresco” a parte che è sempre meglio di vecchio e conservato, ma è un’ovvietà che non richiede tante testimonianze, solo per vendere del latte che è anche un allergene.