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Anche i prodotti bio possono essere ultra-trasformati: attenzione alla lista degli ingredienti

spesa supermercato etichetta iStock_000036698536_SmallI prodotti alimentari biologici hanno grande successo, grazie anche al fatto che da diversi anni sono usciti dai negozi specializzati per comparire sempre più spesso sugli scaffali dei supermercati. Ora tutte le catene hanno in assortimento un buon numero di prodotti bio, di marchi noti o con il marchio dell’insegna. Questa diffusione favorisce un tipo di agricoltura che non utilizza pesticidi di sintesi, più rispettosa dell’ambiente e sostenibile rispetto a quella convenzionale. Per questo, il mondo del biologico è sostenuto dalle direttive comunitarie e il Green deal pone come obiettivo di portare al 25% le superfici coltivate bio entro il 2030. Secondo l’Osservatorio Sana 2021, il 36% di chi consuma abitualmente prodotti bio lo fa soprattutto per le garanzie relative alla salute. Il fatto che un prodotto sia biologico, però, non è di per sé garanzia di salubrità. Questo è vero soprattutto quando parliamo di piatti pronti, sostituti della carne, salse e condimenti. Si tratta infatti di alimenti industriali e quindi, spesso, ultra-trasformati, cioè trattati con conservanti, aromi o altre sostanze, oppure modificati con processi fisici che ne alterano la composizione nutrizionale, provocando la perdita di sostanze utili.

Anche se non è facile individuare precisi rapporti causa/effetto, ci sono ormai numerosi studi che evidenziano correlazioni fra il consumo elevato di prodotti ultra-trasformati e patologie come diabete, obesità e cancro (ne abbiamo parlato in diverse occasioni e da diversi punti di vista specifici, questo è il tema in generale). Naturalmente, anche i prodotti bio possono essere ultra-trasformati: per individuarli è necessario leggere le etichette e vedere se contengono additivi come conservanti, aromi o emulsionanti. La trasmissione della Tv svizzera A bon entendeur individua fra gli indicatori di ultra-trasformazione gli ingredienti che normalmente non si trovano nelle nostre cucine, come maltodestrine, sciroppo di glucosio-fruttosio oppure fibre e proteine ‘isolate’. Oltre a questo, bisogna considerare che, non di rado, gli alimenti ultra-trasformati sono ricchi di grassi, zucchero e sale.

Confezione prosciutto cotto affettato biologico e croissant soffici, concet: ultra-processati
I croissant soffici Probios, come la maggior parte delle brioche confezionate, hanno troppi grassi saturi e zuccheri, mentre il prosciutto cotto affettato contiene nitriti

Abbiamo cercato qualche esempio sugli scaffali e nei siti di vendita online. I wurstel di soia Veggie Barbecue (marchio Taifun), contengono l’additivo solfato di calcio e 1,8 g di sale su 100 g: il giudizio dell’app Yuka, (che tiene conto sia degli aspetti nutrizionali che degli additivi) è 41/100. I Nuggets vegetali Viviverde Coop, a base di soia, contengono l’additivo fosfato monocalcico (classificato come “poco raccomandabile” nella banca dati di Altroconsumo) e 1,7 g di sale per 100 g: il giudizio di Yuka è 34/100. Le sfogliatine al mirtillo Germinal, non contengono additivi, ma troppo sale (1,3%) e troppi grassi saturi (9,2%), oltre a sciroppo di glucosio-fruttosio (Yuka: 40/100). Lo stesso vale per i Croissant soffici Probios, penalizzati dalla presenza di troppi grassi saturi e un po’ troppi zuccheri, come accade per la maggior parte delle brioche confezionate. Il prosciutto cotto e altri salumi venduti preaffettati, anche se bio, spesso contengono nitriti, additivi molto discussi, utilizzati come conservanti.

“Conservanti, aromi e sciroppo di glucosio – precisa Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione all’Università di Bologna – sono ingredienti che non troviamo nelle nostre cucine e per questo motivo gli alimenti che li contengono sono considerati ultra-trasformati. La classificazione Nova (ne abbiamo parlato qui), che distingue gli alimenti i quattro categorie, in base al tipo di lavorazione, da Nova 1 (ingredienti naturali, tal quali) a Nova 4 (quelli più processati), include tutti questi prodotti nella categoria Nova 4. A mio avviso, però, sarebbe opportuno differenziare additivi considerati innocui, come le proteine o le fibre isolate, da altri che, secondo diversi studi scientifici, possono avere effetti negativi per la salute, e a cui è opportuno fare più attenzione, come gli emulsionanti, gli edulcoranti o i grassi idrogenati”.

Three frozen ice cream desserts in sugar cones, concept: ultra-trasformati
Un gelato industriale di solito contiene additivi quindi, anche se gli ingredienti sono biologici, sarebbe preferibile consumarlo saltuariamente

“Un gelato industriale di solito contiene diversi additivi – continua Spisni – quindi, anche se gli ingredienti sono biologici, sarebbe preferibile consumarlo solo saltuariamente. In generale, possiamo dire comunque che l’elenco degli ingredienti degli alimenti biologici evidenzia una maggior attenzione alla salute, per cui conservanti, aromi e altri additivi discutibili, compaiono più di rado rispetto a quanto accade negli analoghi convenzionali. I prodotti più critici sono forse alcuni sostituti della carne nei quali, per conferire consistenza e sapore simili a quest’ultima, la lista degli ingredienti si allunga. In ogni caso è opportuno leggere sempre con attenzione le etichette e preferire i prodotti con l’elenco degli ingredienti più breve”.

© Riproduzione riservata; Foto: AdobeStock, iStock

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Roberto La Pira

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5 Commenti

  1. Credo che le persone che comprano sempre briochine snack o preparati pronti biologici ,non hanno forse molto capito lo spirito del bio e del comprare sano , intendo la ricerca della materia prima del prodotto originale anche locale quindi biologico,almeno per me è così

  2. È vero, ci sono tanti prodotti bio ultra-trasformati troppo ricchi di sale e che, a volte, usano degli additivi discutibili. Sarebbe il caso che i produttori non si nascondessero dietro l’etichetta del bio.

  3. Da un punto di vista nutrizionale, ci sono evidenze che mostrano che non c’è differenza tra alimenti ottenuti da agricoltura biologica e agricoltura convenzionale, se non alcuni micronutrienti, mentre da un punto di vista psicologico la maggior parte dei consumatori ritiene che abbiano caratteristiche nettamente superiori perché rimandano ad un immagine di tempi passati, la grande differenza sta nel fatto che il prodotto biologico non è ottenuto con con concimi di sintesi e pesticidi, quindi anche migliore per l’ambiente ed in questo anche per la nostra “salute “. Ma se un alimento è di per sé poco salutare il fatto di essere biologico non lo rende certo migliore

    • Le cosiddette “evidenze che mostrano che non c’è differenza tra alimenti ottenuti da agricoltura biologica e agricoltura convenzionale” sono analoghe a quelle che potrebbero dimostrare che non c’è differenza tra il frizzantino da osteria e un Dom Perignon. A parte alcuni microelementi, sono la stessa cosa, acqua e un po’ di alcol e bollicine. Che sciocchini a spendere 1000€ la bottiglia quando con 2€ al litro si ha praticamente la stessa cosa dal punto di vista nutrizionale.

      Le prime quattro righe del primo articolo a caso con una ricerca di 0,1 secondi:

      Sebbene gli italiani seguano una dieta di buona qualità, per alcune fasce della popolazione vi è il rischio di sviluppare carenze di nutrienti: il ferro per bambini e donne in età fertile, il calcio per gli adolescenti e lo zinco per adulti e anziani di entrambi i sessi.
      I bambini risultano inoltre esposti ad alcune sostanze contaminanti potenzialmente pericolose. È quanto emerge dal primo studio di dieta totale (TDS) condotto dall’Istituto superiore di sanità dal 2012 al 2014.

      Continuate pure a pensare al cibo come fosse benzina per un automobile o legna per la stufa, se vi fa felici. Evitate però di cercare di convincere il prossimo che i micronutrienti siano trascurabili, senza vitamine e oligoelementi ci si ammala e si può finire anche per compromettere la salute.

    • Il senso della frase è che da un punto di vista nutrizionale non ci sono grosse differenze a parte qualche sale minerale e in ogni caso la questione varia da zona a zona. Poi il prodotto bio va scelto per tante altre validissime motivazioni.

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