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Con il prezzo dinamico, lo sconto aumenta man mano che la scadenza si avvicina

Iper prezzi dinamici amadori buoni fino alla fineProvate a immaginare il prezzo indicato sul cartellino digitale di un prodotto alimentare che diminuisce giorno per giorno in prossimità della data di scadenza. Non è una fantasia, ma un sistema chiamato prezzo dinamico, adottato dalla catena di supermercati Iper a livello sperimentale con il progetto “Buoni fino alla fine” su alcuni cibi freschi. L’intento è di ridurre gli sprechi, applicando uno sconto alle confezioni che, avvicinandosi alla data di scadenza, rischiano di restare invendute.

Per calcolare lo sconto, Iper ha adottato un algoritmo sviluppato dalla start up israeliana Wasteless. “L’algoritmo – spiega a Il Fatto Alimentare Gian Maria Gentile, direttore IT di Finiper – mette insieme diverse informazioni e calcola lo sconto ottimale per evitare il ritiro dagli scaffali del prodotto scaduto e la successiva distruzione. Più si avvicina la scadenza, più la referenza sarà scontata. I fattori che entrano in gioco sono: lo stock, la rotazione del prodotto, la velocità di vendita giornaliera, la shelf life.” Ogni volta che lo sconto viene ricalcolato dall’algoritmo, il nuovo prezzo viene aggiornato immediatamente sui cartellini elettronici dei banchi frigo (vedi foto sopra).

GS1 DataBar Iper gastronomia
Il GS1 DataBar può veicolare informazioni su prezzo, lotto e data di scadenza, ed è indispensabile per poter applicare il prezzo dinamico

Ma l’algoritmo da solo non basta. Per poter utilizzare il prezzo dinamico, l’etichetta deve impiegare un sistema chiamato GS1 DataBar (vedi foto sopra). Si tratta di un nuovo tipo di codice a barre in uso da qualche anno che contiene informazioni come il numero di lotto, il peso netto, il prezzo e, appunto, la data di scadenza. Ma mentre Iper e altre catene di supermercati l’hanno già adottato per gli alimenti freschi, non è così per tutte le altre aziende alimentari.

“In questo momento – spiega Gentile – il prezzo dinamico “Wasteless” è attivo su tutte le referenze a marchio Amadori e sul pollame “Patto qualità Iper”. I prossimi passi riguarderanno i prodotti di gastronomia confezionati da Iper che hanno già il GS1 DataBar. Sarebbe bello se anche gli altri fornitori iniziassero a usarlo.” Quando due confezioni di petto di pollo etichettate con questo codice a barre passano sul lettore ottico della cassa, sullo scontrino potrà comparire un prezzo diverso a seconda di quanto è vicina la data di scadenza, che è contenuta nel GS1 DataBar. Una cosa impossibile con i codici a barre tradizionali, che non forniscono questo tipo di informazioni.

I consumatori nei banchi dei prodotti freschi troveranno quindi due prezzi: il primo riguarda le vaschette dei prodotti appena confezionati con una data lontana dalla scadenza mentre il secondo è quello scontato per i prodotti più vicini alla scadenza riportata sull’etichetta. I prezzi vengono ricalcolati ogni sei ore e scendono progressivamente in relazione al rischio   che le confezioni prossime alla scadenza restino invendute e quindi sprecate.

Fonte immagini: © Retail WatchIper, GS1

© Riproduzione riservata

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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4 Commenti

  1. Avatar

    Quella che apparentemente sembra una buona idea, nei fatti potrebbe non esserlo. Un prezzo decrescente rispetto all data di scadenza del prodotto non fa altro che far perdere il valore percepito del prodotto al cliente. Fino ad ora il modello inculcati nei consumatori è stato stato quello di vedere sempre esposta merce fresca ,scansie piene in qualunque momento della giornata. Sarà difficile usare il prezzo per far cambiare idea alla gente.

    • Avatar
      matteo galasso

      Inoltre si potrebbe pensare: “mi hanno sempre detto che fino all’ultimo giorno è buona, perché me la metti al doppio del prezzo il primo giorno?”. Purtroppo non tutti riescono a percepire che nel prezzo del prodotto una componente che le aziende considerano è quella dei costi di reso e smaltimento.
      L’esempio proposto dove però il prezzo scende di 1€ secondo me è fuorviante.
      Comunque io credo ci siano molte dinamiche psicologiche nelle scelte di noi consumatori che questo sistema non tiene in considerazione. Ad esempio nel supermercato che frequento più spesso hanno timidamente iniziato qualche anno fa a mettere il frigo dei prodotti in scadenza 24/48h dopo con sconto 50%. Ce n’è voluto per capire il senso di questa cosa ma ora sempre più vedo persone che acquistano quelli (io in primis) perché se sai che stasera fai il salmone e lo trovi al 50% perché no?
      A volte con l’intento di trovare mille soluzioni si educano i consumatori a buone abitudini e poi si cambiano le regole, vedi articolo sopra, sfiduciando e “facendo perdere il valore percepito” come dice Federico.
      Cit. “viviamo sempre più in un mondo dove sappiamo il prezzo di tutto ed il valore di niente”

  2. Avatar

    Condivido appieno quanto detto da Federico e Matteo e aggiungo: molti consumatori acquisteranno volutamente la merce in scadenza (e la cercheranno come oggi si cercano le offerte) diminuendo enormemente i margini della gdo e do (unici in grado di gestire la complessità del sistema) rendendo di fatto antieconomico il sistema.

    • Roberto La Pira

      I supermercati che espongono la merce in scadenza la dovrebbero buttare via e quindi la vendita a prezzo ridotto risulta sempre interessante. Si tratta comunque di quantità ridotte che incidono in modo molto marginale sui numeri complessivi