Pollo Aia surgelato

Una lettrice ci scrive per esprimere la sua perplessità circa la data di scadenza, o meglio il termine minimo di conservazione, di una confezione di pollo surgelato a marchio Aia. Di seguito la lettera giunta in redazione, con la risposta dell’azienda.

La lettera sul pollo surgelato

Salve sono una Biologa specializzata in Sicurezza Alimentare. L’altro giorno ho comprato questo prodotto e guardando l’etichetta mi è andato l’occhio sulla scadenza (vedi dettaglio dell’etichetta sotto, ndr): ma secondo voi è normale una scadenza così lunga? A me personalmente sembra sbagliata…
Simona

Etichetta pollo surgelato Aia

La risposta di Aia

In merito alla richiesta della vostra lettrice, possiamo confermare che la data “Termine Minimo di Conservazione” (“da consumarsi preferibilmente entro il”) riportata in etichetta è corretta per questa tipologia di prodotto. Il termine minimo di conservazione viene verificato e validato da controlli interni e sottoposto alla supervisione degli organi ufficiali preposti.

La durabilità del pollo surgelato, se rispettata la catena del freddo e il prodotto è conservato correttamente ad una temperatura di -18°C o inferiore, può essere di diversi mesi dal surgelamento.

È tuttavia importante attenersi alle durate secondo quanto indicato nelle “Modalità Di Conservazione” riportate in etichetta, in funzione dei diversi scomparti del congelatore/frigorifero domestico. Inoltre, in conformità con la normativa vigente, la data di surgelamento è chiaramente riportata in etichetta.

Confezione di pollo surgelato o congelato
Aia spiega che la durabilità del pollo surgelato, se rispettata la catena del freddo, può essere di diversi mesi dal surgelamento

Il nostro commento

A noi sembra che l’intervallo di quasi 16 mesi indicato da Aia sia eccessivo. Premesso che ogni azienda decide liberamente il termine minimo di conservazione in base al processo produttivo, al tipo di confezionamento e altri elementi correlati, esistono in letteratura degli ‘standard’ non ufficiali. Il Ceirsa della Regione Piemonte indica come periodo di conservazione nel freezer domestico per il pollo un intervallo da 3 a 6 mesi, riprendendo una tabella della Commonwealth Scientific Industrial Research Organisation (CSIRO).

Il Ministero della Salute riporta come risposta alla domanda “Per quanto tempo posso conservare nel congelatore un alimento prima che diventi non sicuro” propone una tabella che alla voce ‘Pollame a pezzi’ indica un periodo di conservazione di 9 mesi, mentre conferma i 10-12 mesi per il pollo intero. La nota precisa che prolungando questo intervallo potrebbe venire meno la qualità organolettico-nutrizionale (sapore, odore, colore…),  mentre non ci sono problemi per l’aspetto igienico-sanitario. La nota del Ministero precisa comunque “di consumare gli alimenti congelati/surgelati entro la data indicata sulla confezione” e che la tabella si riferisce ad alimenti che non hanno il termine minimo di conservazione oppure acquistati freschi e poi congelati nel freezer di casa. Resta il fatto che 15 mesi e mezzo ci sembrano troppi.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, foto inviata dalla lettrice, Fotolia

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Lorenzo
Lorenzo
21 Giugno 2024 12:37

Biologa specializzata in sicurezza alimentare, questo dovrebbe essere il suo pane quotidiano, quindi: capirei se denunciasse una situazione scorretta, ma scrivere una domanda su un sito, su un argomento riguardante la propria professione, non mi sembra una bella figura.

Per il resto, mi sembra abbastanza risaputo che il termine di conservazione è si, 3/6 mesi, ma per merce congelata a casa dal fresco, mentre per prodotti surgelati (due termini usati impropriamente come sinonimi nel linguaggio comune), il termine di conservazione cambia drasticamente.

Penso siano nozioni basilari per chi lavora nell’ ambiente, mi fa un po’ specie che si caschi dalle nuvole.

giova
giova
Reply to  Lorenzo
13 Luglio 2024 13:57

A me la consumatrice mi è sembrata invece fare una bella figura, andando oltre la sua formazione professionale e trovando il coraggio di esporsi pubblicamente.
Con una perplessità che mi sembra sia stata raccolta dalla redazione. Che ha risposto a favore di questa perplessità, argomentando sul versante organolettico piuttosto che su quello igienico-sanitario.
Forse la dottoressa si riferiva a questo aspetto. Ben vengano gli esperti che continuano ad interrogarsi sul proprio sapere e sulla propria pratica.
Per mia esperienza, ho notato che quanto più l’alimento è grasso quanto prima lo consumi meglio è, In particolare il pesce. Con la corretta differenza tra “congelato” e “surgelato”.

Stefano
Stefano
21 Giugno 2024 13:44

15 mesi è un termine corretto di conservazione, nulla di anomalo è stato fatto dall’azienda Aia. Eventualmente l’anomalia è nel comportamento di un consumatore che acquista un petto di pollo per tenerlo 15 mesi in freezer.

Massimiliano
Massimiliano
25 Giugno 2024 09:05

Anche io mi occupo di sicurezza alimentare, e personalmente non vedo nulla di male in quella scadenza, posto che non esistono limiti di legge e che tutto è lasciato alla responsabilità dell’OSA che deve comunque dimostrare “con soddisfazione delle autorità competenti” la validità della scadenza/TMC applicati.
Secondo me la risposta corretta dell’azienda (e quindi l’intero approccio alla questione) doveva essere: “abbiamo fatto prove di shelf-life che validano la durata organolettica e igienico-sanitaria del prodotto fino a 16 mesi”.

Gigio55
Gigio55
13 Luglio 2024 12:51

Una variabile molto importante per garantire la conservabilità dei prodotti (surgelati o no) è il materiale di confezionamento e la capacità di offrire una barriera ai gas e agli odori. Nel congelatore anche se molto rallentati avvengono fenomeni di ossidazione e trasferimento di odori dal freezer al prodotto. Nella fattispecie sembra che la confezione abbia un vassoio in polistirene e un semplice film stretch PVC che non offre alcuna barriera e gas e piuttosto scarsa agli odori. Dal punto di vista microbiologico invece ritengo che a -18 i microrganismi vengano tenuti sotto controllo a prescindere dalla confezione utilizzata.

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