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Polli: ogni anno nel Regno Unito muoiono decine di milioni di animali perché devono crescere in fretta

Polli allevamentoSecondo un’analisi realizzata dall’ente di beneficenza per il benessere degli animali Open Cages, ogni settimana nel Regno Unito muoiono prematuramente circa un milione di polli. Questo secondo il Guardian accade perché gli allevamenti utilizzano razze selezionate per crescere velocemente e i ritmi di sviluppo mettono a dura prova il corpo dell’animale aumentando il rischio di arresto cardiaco. Ci sono razze che arrivano al giusto peso per la macellazione dopo 35-40 giorni di vita, e questo comporta un incremento della massa muscolare triplo rispetto alle razze convenzionali impiegate negli anni ’50.

I vantaggi della situazione sono due, i costi di produzione si abbassano e i consumatori possono acquistare al supermercato carne di pollo a buon prezzo. La crescita veloce però non è retta così bene da tutti gli animali, per cui negli allevamenti si registrano aumenti significativi di casi di mortalità, oltre a zoppia e altre malattie muscolari rispetto agli allevamenti che scelgono di tenere polli di razze a crescita lenta. Attualmente secondo il British Poultry Council “le aziende associate stano lavorando per ridurre al minimo il livello di mortalità che raggiunge in media il 4%”.  Volendo pero la situazione può essere modificata basterebbe selezionare polli a crescita lenta. Nel Regno Unito l’industria del pollame ha dichiarato che questa scelta è possibile ma comporta un aumento dei costi per il consumatore di oltre il 30%.

polli, allevamento , pollaioLa situazione degli allevamenti di polli in Europa presenta diverse situazioni. Mentre tutti i principali rivenditori in Francia hanno firmato il Better Chicken Commitment  per migliorare gli standard di allevamento e macellazione  (*), la stessa cosa non si rileva nel Regno Unito dove i sostenitori del benessere animale  includono Marks & Spencer, Waitrose, Pret, KFC e la società di servizi di ristorazione Compass Group. Sainsbury’s ha annunciato ad aprile che il suo pollo fresco sarebbe stato allevato con il 20% di spazio in più rispetto allo standard del Regno Unito entro marzo 2023. Come evidenziato da numerose ricerche scientifiche e da alcuni esempi di buone pratiche, questi criteri possono assicurare un miglioramento di benessere per gli animali. Ad oggi, oltre 270 aziende europee hanno sottoscritto lo European Chicken Commitment. Negli Stati Uniti, oltre 200 aziende hanno sottoscritto una richiesta simile per garantire un migliore benessere dei polli entro il 2024. In Italia il Gruppo Fileni si è impegnato a rispettare  le indicazioni del Better Chicken Commitment che include impegni specifici per il benessere dei polli. Con questa decisione, l’azienda si impegna a rispettare criteri quali l’utilizzo di razze a lento accrescimento, a dare maggiore spazio a disposizione degli animali negli allevamenti e inserire degli arricchimenti ambientali oltre che adottare metodi di abbattimento efficaci.

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Con tanto piacere comprerei il pollo bio a crescita lenta ma il prezzo non è quello del 30% in più ma è 4-5 volte tanto. Cortilia vende pollo bio a 23 eur al kg in offerta. Finche c’è questo divario enorme tra bio e non bio non ci sarà alcuna svolta significativa nelle scelte di consumatori e quindi poveri polli….

  2. Una osservazione a margine. Il fatto che si verifichi questo problema certamente non è piacevole, ma questo non significa che la ricerca di una maggiore velocità di accrescimento e con minore quantità di mangime siano obiettivi disprezzabili, mi paiono anzi del tutto logici.
    Un po’ come si verifica per i (cosiddetti) “grani antichi”, dove sembra che grani bassi, così selezionati per evitare il noto problema (soprattutto per la raccolta meccanizzata) dell’allettamento, e capaci di produrre 80 quintali ad ettaro, debbano essere messi da parte con disonore per grani alti 1,40 e che danno 20 quintali quando va bene… Se il problema è che hanno del glutine di bassa qualità, si può virare la selezione di grani moderni verso questo obiettivo, e così per altri requisiti che siano desiderabili

  3. mentre nel caso vegetale citato dal sig.Osvaldo il diavolo si nasconde nei dettagli,( siamo fuori tema e non mancherà occasione per riparlarne ) nell’argomento “polli” devo ammettere che mi deprime la tranquilla descrizione dell’abisso tra parole e azioni.
    Il benessere viene descritto in etichetta ma si traduce in inferno, vera e propria depravazione sui corpi degli animali, concesso che nella Genesi si dice che gli uomini avranno il dominio su tutte le creature ma questi metodi per “risolvere” spiacevoli (??????) problemi ci degradano a ruoli abietti.

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