Le ultime notizie sugli allevamenti di polli arrivano dal Regno Unito con le notizie sulle hock burns, i segni sui garretti dovuti allo stazionamento in lettiere inadeguate ed eccessivamente umide  (vedi foto). Ma il problema riguarda tutta l’Europa, anzi tutto il mondo perché la carne di pollo è forse l’unica a essere consumata dappertutto: il numero di polli allevati è raddoppiato tra il 1970 e il 1990 e ulteriormente raddoppiato nel ventennio successivo, fino ad arrivare negli ultimi anni a oltre ventisei miliardi di esemplari, in gran parte in allevamenti intensivi.

Ne abbiamo parlato con Andrew Knight, uno degli esperti più ascoltati dalla stampa di lingua inglese quando si parla di benessere animale. Australiano di origine, Knight è docente di Benessere animale ed Etica all’Università di Winchester oltre che alla Griffith University nel Queensland.

andrew knight benessere animale 2024
Andrew Knight è un esperto di benessere animale

La selezione genetica dei polli

“Molti dei problemi che oggi sono segnalati derivano dalla selezione genetica avviata negli anni ’50 del secolo scorso che porta alla rapida crescita degli animali, e in particolare allo sviluppo dei muscoli del petto, che diventa veramente enorme”, spiega Knight. “Ossa e sistema circolatorio delle gambe non riescono a svilupparsi in modo adeguato a questa crescita, il che comporta che gli animali crescono molto rapidamente e stentano a camminare, perché provano dolore, le gambe non li reggono bene e non hanno equilibrio. Uno studio recente mostra come una percentuale tra il 15 e il 25% dei broiler soffra di una qualche forma di zoppia, che li porta a rimanere immobili sulla lettiera per la maggior parte del tempo”.

– Quindi il tempo passato a contatto con la lettiera aumenta

“Esattamente, i broiler a rapida crescita passano più tempo sulla lettiera, che non viene rimossa per 4/7 settimane, a seconda della crescita. E si impregna di acido urico proveniente dalle feci, che a sua volta produce ammoniaca. Quindi gli animali sono in contatto con sostanze corrosive, inoltre l’umidità favorisce lo sviluppo dei batteri e questo causa piaghe o dermatiti”.

hock burns open cages 2024 pollo broiler dermatite
I casi di hock burns denunciati dall’associazione Open Cages

– Fino a poche settimane fa non se ne sentiva parlare…

“In realtà è un problema molto comune: nel Regno Unito gli allevatori considerano una percentuale del 15 % degli animali con dermatiti e hock burns come un obiettivo soddisfacente, ma in realtà gli studi mostrano che la percentuale supera il 30%, e in certi supermercati è molto di più. Il che fa pensare che tutti gli animali percepiscano infiammazione e irritazione dovuta a queste sostanze, anche quelli che non ne portano segni visibili. Non conosco la situazione italiana, ma è probabile che non sia molto diversa”.

– Che ruolo gioca l’affollamento nei capannoni?

“È uno dei problemi, particolarmente nelle ultime settimane di vita quando gli animali sono cresciuti: avere poco spazio impedisce loro di sviluppare i comportamenti tipici della loro specie. Anche se nei capannoni sono inseriti arricchimenti, in queste condizioni è difficile utilizzarli e questo è causa di stress cronico e patologie comportamentali, per esempio gli animali tendono a beccarsi tra loro”.

white striping essere animali confronto petti di polli
White striping nei polli. Il punteggio 0 (estrema sinistra) indica l’assenza di white striping e il punteggio 3 (estrema destra) indica una grave incidenza(1)

– E gli altri problemi dei polli di cui si parla, come il white striping?

“Il problema centrale è il rapido accrescimento: il white striping – ma anche altre alterazioni delle strutture muscolari come il wooden breast e la cosiddetta spaghetti meat, che compromettono la qualità della carne – sono legate alla crescita innaturalmente rapida, che impedisce al sistema circolatorio di svilupparsi adeguatamente. Il white striping in particolare è dovuto al fatto che questo processo porta alla morte di alcune cellule che sono sostituite da strisce di tessuto adiposo”.

– A proposito di benessere animale, ci sono problemi anche per quanto riguarda i broiler destinati alla riproduzione?

“Sì, perché questi animali sono selezionati per avere un appetito molto sviluppato, che però interferisce sulla fertilità. Per cui per farli riprodurre vengono letteralmente affamati, l’alimentazione è ridotta per alcune settimane per fermare la crescita, una modalità particolarmente stressante che aumenta la loro aggressività, la tendenza a beccarsi”.

– Qualcosa di simile avviene con le galline ovaiole?

La crescita innaturalmente rapida dei polli impedisce al sistema circolatorio di svilupparsi adeguatamente.
La crescita innaturalmente rapida dei polli impedisce al sistema circolatorio di svilupparsi adeguatamente.

“Sì in natura la produzione di uova si ferma per alcuni mesi durante la muta, ma si può accelerare questo processo diminuendo il cibo per indurre una muta forzata e riavviare il ciclo di deposizione delle uova (In Italia la sospensione dell’alimentazione è vietata ndr). E’ un processo molto stressante tanto che incide sulla mortalità ma risulta comunque vantaggioso in termini di produttività. E in effetti, anche gli altri volatili allevati per la carne come tacchini o anatre hanno problemi simili dovuti alla selezione di razze a crescita rapida, anche se l’attenzione si concentra sui polli da carne perché sono gli animali allevati in maggior numero”.

– Quali potrebbero essere le soluzioni?

“Bisognerebbe promuovere le razze a lento accrescimento che sono comunque disponibili – animali che vengono macellati da 7 a 53 giorni più tardi rispetto ai classici broiler – svilupparne il consumo e accertarsi che le aziende curino il benessere animale garantendo spazi adeguati e arricchimento”.

– Il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea: questo ha prodotto qualche cambiamento per quanto riguarda il benessere animale?

“ Ci sono alcuni vantaggi, per esempio si può limitare l’esportazione degli animali vivi che prima all’interno dell’Unione era consentita. Ma ci sono anche sviluppi preoccupanti, tentativi di abbassare lo standard di benessere. Il mio collega Steven Mc Culloch ha pubblicato recentemente due studi sul tema: uno dei problemi principali, considerando che l’Unione Europea ha la normativa più avanzata esistente in materia di benessere animale, è rappresentata dall’importazione di carne e latticini da paesi che ammettono standard di benessere inferiore, come gli Stati Uniti “.

– In generale i consumatori sembrano preoccuparsi soprattutto della loro salute…

“Credo che se si rendessero conto dell’impatto che ha il benessere animale sulla qualità della carne che acquistano questo potrebbe avere un impatto importante. Oggi consumiamo molta più carne rispetto agli anni ‘50 del secolo scorso, ma è un prodotto completamente diverso, la struttura muscolare è diversa e questo influisce sulla qualità. Senza dimenticare l’impatto degli allevamenti sull’ambiente, che è sempre più evidente: una diminuzione del consumo di carne e una maggiore diffusione delle diete vegetariane permetterebbero di risparmiare risorse preziose”.

– Oggi però la carne costa meno rispetto al passato

“È vero che con un diverso sistema di allevamento i costi aumenterebbero, ma tutti i dati che abbiamo fanno pensare che si tratterebbe di aumenti contenuti. E molte ricerche mostrano che i consumatori sarebbero disposti a pagare un po’ di più per un maggior benessere negli allevamenti”.

© Riproduzione riservata. Foto: Open Cages, Essere Animali, Depositphotos, Andrew Knight Facebook.

Siamo un sito di giornalisti indipendenti senza un editore e senza conflitti di interesse. Da 13 anni ci occupiamo di alimenti, etichette, nutrizione, prezzi, allerte e sicurezza. L'accesso al sito è gratuito. Non accettiamo pubblicità di junk food, acqua minerale, bibite zuccherate, integratori, diete. Sostienici anche tu, basta un minuto.

Dona ora

0 0 voti
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

3 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Cristina
Cristina
9 Aprile 2024 15:02

È assurdo usare la parola benessere animale in contesti in cui si decide tutto sulla loro vita al solo fine di ucciderli per trasformarli in cibo. Se fossero cani, gatti o semplicemente uccelli di razze che ammiriamo, potremmo mai ragionare allo stesso modo? I broiler ad esempio, non dovrebbero semplicemente esistere, eppure in tanti si rifanno al ciclo naturale della vita…. Mi pare sia piuttosto il ciclo coato e violento della morte.

Angela De Cesare
Angela De Cesare
9 Aprile 2024 19:33

Sono una fautrice del benessere animale compro pollo biologico ma mi chiedo se significa soltanto che è biologico solo quello di cui si nutrono o se si fa attenzione anche al tipo di allevamento

Valeria Nardi
Reply to  Angela De Cesare
10 Aprile 2024 11:56

Il disciplinare del biologico interviene su mangime, spazi, giorni di vita, ecc. Qui trova un approfondimento: https://www.rivistadiagraria.org/articoli/anno-2017/la-certificazione-del-metodo-biologico-avicoli/

3
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x