Home / Nutrizione / Lo Stato nel piatto. Il governo britannico vuole porre un limite alle calorie dei cibi pronti e delle porzioni dei ristoranti, e scoppia la polemica

Lo Stato nel piatto. Il governo britannico vuole porre un limite alle calorie dei cibi pronti e delle porzioni dei ristoranti, e scoppia la polemica

Pizza MargheritaLo scorso ottobre, la stampa inglese aveva rivelato che il governo stava predisponendo un nuovo piano anti-obesità contenente nuove raccomandazioni sul limite massimo di calorie presenti nei cibi pronti venduti nei supermercati e nei piatti serviti ai ristoranti. Ora il Telegraph ha visionato una bozza del piano preparato da Public Health England, agenzia governativa per la Salute.

Sandwich e insalate miste non dovrebbero superare le 550 calorie, mentre le pizze dovrebbero stare entro il limite di 1.040, molto meno di parecchie di quelle attualmente vendute da takeaway, ristoranti e negozi. Nei supermercati, una porzione di cipolle fritte indiane, di insalata di cavolo e carote con salsa, di vol-au-vent, di Yorkshire pudding o di cocktail di gamberi non dovrebbe superare le 134 calorie. Al ristorante, però, una porzione degli stessi cibi potrebbe raggiungere le 555 calorie. In ogni caso, la maggior parte delle portate principali dei ristoranti non dovrebbe superare le 951 calorie. Questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti volontariamente entro il 2024 ma, se venissero mancati, il rapporto di Public Health England afferma che potrebbero essere usate “altre leve”.

Le indiscrezioni sul nuovo piano anti-obesità del governo britannico hanno sollevato molte reazioni critiche, secondo cui incarnano una concezione paternalistica dello Stato, che si comporta nei confronti dei cittadini come una baby sitter con dei bambini (nanny state).

“I puritani della lobby della salute pubblica, sempre pronti ad agitare il dito in segno di rimprovero, stanno diventando sempre più isterici”, scrive Leo McKinstry sul Daily Express, aggiungendo come “la mentalità prepotente è centrale nella cultura della salute pubblica, che sembra capire poco della libertà umana e dei piaceri della vita. Per i fanatici, ogni azione va giudicata interamente attraverso il deprimente prisma dell’apporto calorico”.

aperitivo antipasto
Critiche nel Regno Unito per il piano anti-obesità del governo che vuole porre limiti al contenuto di calorie dei cibi pronti e quelli serviti dalla ristorazione

“È difficile decidere se ridere o piangere quando lo Stato vuole controllare quanti vol-au-vent mangiamo”, commenta Stephen Glover sul Daily Mail, che punta il dito contro i “burocrati strapagati” del Public Health England (PHE), il cui assurdo piano fa ridere, perché “impraticabile, inapplicabile e traboccante di anomalie. Gli è mai venuto in mente che se qualcuno si sente ancora affamato dopo aver mangiato uno dei nuovi vol-au-vent a taglia ridotta, ne mangerà un altro?”. Ma per l’editorialista del Daily Mail c’è anche da piangere se ci si chiede “come può il PHE, o il governo che gli sta dietro, pensare di avere il diritto di gestire in modo così microscopico il nostro consumo di cibo”.

Critico anche il Times, dove Lionel Shriver scrive che il rapporto di oltre cento pagine di Public Health England “presumibilmente aiuta a giustificare la sua discutibile esistenza” e in cui critica l’invasività del governo nel controllo dei comportamenti personali di ognuno di noi, concludendo così: “Datemi la libertà di fare i miei errori. Se ho preso peso durante le vacanze, non sto incolpando Theresa May, e non voglio che quella donna si annidi nella mia dispensa”.

© Riproduzione riservata

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

Guarda qui

Overweight business man eating with appetite a burger holding a can of soda drink

Troppi alimenti ultra-trasformati sono un rischio per la salute del cuore. Il monito dei cardiologi americani

Gli alimenti ultra-trasformati hanno un impatto significativo sulla salute globale del cuore, e per questo …

4 Commenti

  1. Avatar
    Biagio Morabito

    In un paese in cui la sanità è pubblica, lo Stato ha il dovere ed il diritto, anche nell’interesse dei conti pubblici, di evitare comportamenti che oltre che essere idioti ne aumentano la spesa.

    • Avatar

      Avrei scritto la stessa cosa. Se hai comportamenti che ti portano ad ammalarti e io devo pagare per farti guarire, allora ti impongo altri comportamenti. Altrimenti ti paghi da solo le tue cure.

  2. Avatar

    Il fine è nobile e socialmente utile per tutti, ma i metodi devono essere molto ben vagliati per non cadere nel ridicolo ed essere solo degli spot politici inefficaci.
    Agire sulle ricette è impegnativo per l’ampiezza del normabile, ma fissare alcuni paletti al contenuto di zuccheri, grassi e sale è cosa buona e giusta, più che applicare tasse al consumo che sono regolarmente dimenticate dai consumatori.

  3. Avatar

    Per lavoro sono spesso in Gran Bretagna. E’ incredibile la quantità di cibo spazzatura che trovo nei ristoranti, pubs, supermercati e che vedo consumare dalla gente: onnipresenti maionese, ketchup, salse di ogni tipo, patatine fritte presentate in tutti i modi possibili. La Cesar Salad immersa nella maionese. Se chiedi insalata ti vengono presentate delle foglie affiappite da mangiare senza condimento (olio di oliva non è comune). Ovviamente se vai al ristorante italiano è diverso, ma io sto parlando di quello che la gente comune trova e mangia tutti i giorni. E ci sono molte persone obese.
    Se lo Stato interviene deve farlo anche come messaggio intituzionale sui media. Bisogna cambiare completamente lo stile di vita. Grazie Ornella