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Dal 2030 plastica addio nel prodotti alimentari? Le iniziative adottate dai francesi

La legge antispreco francese intende accelerare un cambiamento del modo di produzione e di consumo per  preservare le risorse naturali, la biodiversità e il clima. La norma mira a trasformare un’economia lineare basata su produzione, consumo e rifiuto, in un’economia circolare più articolata. Gli step da portare avanti sono cinque, il primo consiste nel ridurre la plastica usa e getta coinvolgendo meglio i consumatori. Poi c’è la lotta allo spreco e la necessità del riutilizzo degli oggetti. Gli ultimi due step riguardano azioni contro l’obsolescenza programmata e il  miglioramento dei sistemi di produzione.

La legge francese prevede la fine della commercializzazione degli imballaggi in plastica monouso entro il 2040. Per raggiungere questo obiettivo sono stati  fissati per decreto quattro intervalli dando così il tempo di ripensare gradualmente alle alternative. Gli intervalli sono: 2021-2025; 2025-2030; 2030-2035; 2035-2040. Si tratta di misure che creano un profondo impatto sulle abitudini quotidiane dove gli oggetti in plastica monouso sono numerosi basti pensare a imballaggi alimentari, tubetti di crema e dentifricio, bottiglie di  acqua minerale, prodotti per la casa, flaconi di shampoo, ecc. 

In occasione di eventi festivi, culturali o sportivi, gli sponsor non potranno più distribuire bottiglie di plastica, restrizioni ci sono pure per le cannucce, i coperchi per i bicchieri usa e getta

Per la prima scadenza fissata nel 2025  l’obiettivo è la riduzione del 20% degli imballaggi in plastica monouso, un livello che dovrebbe essere raggiunto  per circa la metà con il recupero e il riutilizzo. Un’altra cosa da fare sarà la riduzione del 100% degli imballaggi in plastica monouso “non necessari”, come i blister delle batterie e delle lampadine. Tutti questi imballaggi dal 2025 dovranno essere riciclabili e quindi non dovranno contenere sostanze o elementi che impediscono o limitano il riciclo. Per il momento sono state adottate diverse misure per ridurre l’uso di plastica nella vita quotidiana, come il divieto e la distribuzione gratuita di bottiglie di plastica negli esercizi aperti al pubblico. In occasione di eventi festivi, culturali o sportivi, gli sponsor non potranno più distribuire bottiglie di plastica, restrizioni ci sono pure per le cannucce, i coperchi per i bicchieri usa e getta usati per le bevande dal asporto nei fast food, anche le  scatole utilizzate dai kebab e dai fast food per contenere i menu, sono banditi dal 1° gennaio 2021.

Sono vietate le scatole e i contenitori  di polistirolo espanso come pure  la produzione di sacchetti di plastica monouso per fare la spesa. I cassonetti per la raccolta differenziata  dovranno essere installati in prossimità dei supermercati. Dovrà essere limitato  anche l’overpack  per alcuni prodotti e il divieto di distribuzione di bottiglie in plastica nei luoghi di lavoro.

sacchetti plastica bio spesa supermercato
Non si potranno usare più saccheti di plastica per fare la spesa

Dal 1 gennaio 2022 sarà vietato usare involucri di plastica per acquisti di frutta e verdura fresca di peso inferiore a 1,5 kg.Anche il materiale pubblicitario spedito per posta ai consumatori non dovrà essere confezionato con plastica. Sarà vietata la vendita di tè e tisane in bustine non biodegradabili. Saranno vietati i giocattoli di plastica, offerti gratuitamente ai bambini all’interno di prodotti alimentari o come omaggio se si acquista un menu completo nei fast-food. Sarà vietato attaccare etichette o bollini su frutta o verdura, a meno che siano compostabili e realizzate in tutto o in parte con materiali a base biologica. Lo Stato non acquisterà più prodotti che prevedono l’impiego di plastica monouso nei luoghi di lavoro o durante gli eventi. I fast food, dal 1° gennaio 2023, devono utilizzare stoviglie  riutilizzabili (tazze, coperchi, piatti, contenitori, posate) per i pasti e le bevande serviti in loco.

La Francia si è posta l’obiettivo di ridurre del 50% il numero di bottiglie di plastica monouso entro il 2030. Ogni anno l’Agenzia per la transizione ecologica presenterà una relazione sull’avanzamento dei progetti e, in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, il Governo definirà a partire dalla seconda metà del 2023 le modalità per la messa a punto di sistemi di vuoto a rendere per incentivare il riciclaggio e il riutilizzo. Gli esercizi al dettaglio con una superficie superiore a 400 metri quadrati, dovranno mettere a disposizioni dei clienti contenitori puliti e riutilizzabili per permettere l’acquisto dei prodotti venduti sfusi (il servizio che può essere offerto gratuitamente o a pagamento). I consumatori, dal 1 gennaio 2021,  possono portare contenitori vuoti per comprare prodotti sfusi.  I fornitori di bevande da asporto devono offrire prezzi inferiori quando la bevanda è venduta in un contenitore riutilizzabile portato dal consumatore.

vuoto a rendere compattatore plastica
il Governo definirà la messa a punto di sistemi di vuoto a rendere per incentivare il riciclaggio e il riutilizzo

La legge prevede anche degli obblighi: i grossisti ora dovranno  devolvere alle associazioni i prodotti alimentari invenduti. Si rafforzano le sanzioni contro chi distrugge o deteriora gli alimenti invenduti: la sanzione sarà più elevata e modulabile in base alle dimensioni dell’impresa. L’entrata in vigore di tale provvedimento è immediata. Accanto alla data di scadenza può essere apposto un avviso che informa il consumatore che il prodotto può essere consumato dopo tale data. L’ambizione della legge è anche una migliore gestione delle scorte al fine di limitare gli sprechi: la data di scadenza, la data di durata minima e il numero di lotto possono essere integrati nelle codificazioni dei prodotti. Ciò consentirà una migliore elaborazione informatica delle scorte. Il provvedimento entrerà in vigore il 1° gennaio 2022.

La legge rafforza la lotta allo spreco alimentare. I settori della distribuzione alimentare e della ristorazione collettiva (supermercati, mense, ecc.) dovranno ridurre lo spreco del 50% rispetto al livello del 2015 e di un ulteriore identica percentuale entro il 2025. Anche i settori che producono o trasformano alimenti così come i ristoranti commerciali dovranno ridurre i propri sprechi alimentari con la medesima tempistica.

C’è poi il problema di uniformare il sistema di recupero della spazzatura domestica per facilitare lo smistamento. Un logo unico sarà apposto su tutti i prodotti specificando anche le modalità di smistamento: rientro in negozio per apparecchiature elettriche ed elettroniche, terminali specifici per batterie, bidone giallo per imballaggi, ecc. Il colore dei cassonetti sarà armonizzato sul territorio nazionale in modo da facilitare lo smistamento. Questo nuovo sistema sarà implementato gradualmente, sulla base del rinnovo dei bidoni della spazzatura. Le eco-organizzazioni dei settori “chi inquina paga” interessati da questo sistema (ad esempio cartone, carta, ecc.) sosterranno questa transizione.

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Roberto La Pira

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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