Le pellicole per proteggere il cibo del futuro potrebbero arrivare dal guscio dei crostacei e degli insetti: la proteina principale di cui è composto, la chitina, se opportunamente trattata, può costituire la base di un nuovo derivato dotato di proprietà antibatteriche del tutto innocuo. Il materiale risulta molto più efficace rispetto alla molecola naturale, che di per sé ha un’attività antimicrobica modesta. Lo dimostrano i dati pubblicati su Food Chemistry dai ricercatori della RUDN University di Mosca, che sono riusciti a ottenere un composto promettente inserendo, nel polimero del chitosano, derivato dalla chitina, delle sostanze chimiche chiamate azidi.

Il risultato si chiama azido-chitosano, e si è dimostrato privo di tossicità in una serie di test specifici. Inoltre, per quanto riguarda la capacità di uccidere alcuni ceppi batterici in vitro (nello specifico: l’Escherichia coli e lo Staphyloccus aureus), messo a diretto confronto con due tra gli antibiotici più usati, l’ampicillina e la gentamicina, l’azido-chitosano il nuovo composto si è dimostrato più potente. Secondo i chimici russi la sua efficacia è pari a quella degli antibiotici. La molecola potrebbe quindi dare origine a una nuova classe di polimeri per alimenti molto adatta ad allungare la shelf-life perché in grado di inibire o rallentare la proliferazione batterica senza ricorrere agli antibiotici.

Alcune delle sostanze utilizzate per conservare i prodotti alimentari, come l’acido benzoico, nitriti e nitrati possono essere allergizzanti o avere un effetto potenzialmente tossico o cancerogeno, così come sono considerate a rischio le cere sintetiche, come i bifenili impiegati direttamente sulla frutta (non a caso vietati negli Stati Uniti e in Europa). Oltre a ciò gli antibiotici usati nelle filiere industriali contribuiscono in maniera significativa all’insorgenza delle resistenze, ed è urgente cercare di limitare questo tipo di impieghi. Per questi motivi un materiale atossico ma capace di esercitare un ruolo antibatterico e di assumere la forma di una pellicola rappresenterebbe un importante passo in avanti.

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Humberto Preve
Humberto Preve
28 Ottobre 2019 08:34

Simile a https://apeelsciences.com/. Credo loro lo fanno con gli scarti dell’uva.

francesca
francesca
31 Ottobre 2019 10:12

potrebbe forse dare allergia alle persone allergiche ai crostacei?