Il 16 gennaio le agenzie hanno battuto la notizia che è stato approvato, all’interno della legge comunitaria in Commissione Agricoltura alla Camera, un emendamento del Pd, che aumenta dal 12% al 20% la quantità minima di frutta contenuta nelle bevande analcoliche a base di frutta (come l’aranciata). Il provvedimento dovrebbe valere solo per le bevande prodotte e commercializzate in Italia. Contro l’approvazione del provvedimento si era già espresso l’esecutivo.
Il Fatto Alimentare ha già dato il suo parere su questa proposta che, è bene ricordare, è stata definitivamente bocciata dall’UE qualche mese fa. Al riguardo esiste una nota del 3 luglio, firmata da Silvio Borrello del Ministero della salute che sancisce l’inapplicabilità dell’art. 8, comma 16 e 16 bis del D. L. 158/2012 (conosciuto come decreto Balduzzi) che aveva innalzato dal 12% al 20% la percentuale di succo di frutta naturale nelle bevande analcoliche a base di frutta (aranciata, limonata…) ai fini della commercializzazione e denominazione delle stesse.
Sara Rossi
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Scusate ma non ho capito, la proposta è stata bocciata o no?
Significa che per le bevande importate non si può fare niente mentre i produttori italiani saranno costretti ad aumentare la concentrazione per il mercato italiano?
Infine, perchè la UE si è oppposta?
Grazie
La proposta non ha un futuro. È già stata bocciata mesi fa. I motivi per cui non serve li abbiamo spiegati in un nostro precedente articolo. I produttori che vogliono da sempre possono aumentare la percentuale di succo di arancia a piacimento e alcuni lo fanno.