pasta rummo spaghettiLa pasta esposta sugli scaffali dei supermercati non è tutta uguale. Esistono diverse fasce di prezzo e di qualità: al top troviamo le marche “premium”, facilmente  riconoscibili per l’elevata percentuale di proteine e per la tecnologia produttiva basata sull’essiccazione lenta a basse temperature.

La pasta Rummo fa parte di questa categoria e si caratterizza per la “Lenta Lavorazione” certificata, per la tenuta in cottura e la qualità delle semole utilizzate. Anche il contenuto in proteine (14,5 g per 100; vedi tabella sotto) si colloca ben sopra della media, posizionando il prodotto nell’olimpo dei prodotti migliori insieme a pochi altri marchi come Voiello…

 

La pasta di fascia “economica” si individua subito tra gli scaffali per il prezzo al di sotto della media e in questo gruppo troviamo  le confezioni con il marchio del supermercato. Rummo produce spaghetti, penne e altri tipi di pasta per diverse catene anche se gli standard di qualità e la tipologia di semola cambia  in funzione dei capitolati stipulati tra le parti. In genere però si tratta di una pasta   standardizzata  con un posizionamento di prezzo e di qualità abbastanza simile. In un ipermercato Leclerc-Conad abbiamo rilevato la pasta a marchio Conad prodotta da Rummo che  infatti presenta sensibili differenze.  Il  contenuto di proteine che è considerato un elemento molto importante è pari al di 12,5 %.

 

spaghetti conadSi tratta di un valore in linea con quelli di altre marche commerciali, ma ben al di sotto rispetto alla pasta considerata top. In precedenti rilevazioni avevamo trovato un contenuto in proteine del 12,5% anche per la pasta Coop e del 12% per la pasta Auchan sempre prodotte da Rummo.

 

La “Lenta Lavorazione” è una caratteristica del pastificio che viene utilizzato per tutti i tipi di pasta. Siamo quindi di fronte ad un prodotto confezionato dalla stessa azienda ma con  notevoli diversità qualitative che si rilevano anche nel prezzo. Gli spaghetti Conad n°5  costano 0,42 euro mentre per comprare gli spaghetti Rummo n°3 non presenti in Conad bisogna spendere più del doppio (1,09 euro). Una differenza di prezzo che indica chiaramente il diverso posizionamento qualitativo.

 

Claudio Troiani

tab pasta rummo conad

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Foto: iStockphoto.com

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Giovanni
Giovanni
12 Novembre 2014 14:11

La domanda che mi sorge è questa:
Ma vale realmente la differenza di prezzo? cioè le caratteristiche poi nel piatto (sapore, consistenza tenuta ecc ecc) sono davvero così diverse.
Chiedo perchè non conosco così bene l’argomento e sarei interessato.

alessandro
alessandro
Reply to  Giovanni
12 Novembre 2014 19:27

caro giovanni, ma provala! cosa ti costa?!
ovviamente c’e’ la differenza, come hai detto tu: nella consistenza, nella tenuta in cottura, nel trattenimento del condimento perché trafilata al bronzo ecc.

Giovanni
Giovanni
Reply to  Giovanni
14 Novembre 2014 10:21

non è così facile per me reperire un prodotto conad. Chiedevo inoltre perchè qualcuno magari è più esperto e poteva dare delle indicazioni più precise.

Antonio
Antonio
Reply to  Giovanni
20 Novembre 2014 07:38

Segnalo anche, prodotta da Rummo, alcuni formati di pasta Selex, venduta dai supermercati Famila.
Credo di aver assaggiato quasi tutte le paste in commercio e la differenza tra la Rummo e le altre, parlando solo del gusto, è netta.
La Rummo per i miei gusti si pone al vertice seguita solo dalla Granoro della linea Dedicato.
Ho comprato ed assaggiato tutte le paste prodotte da Rummo per altri marchi (essendo un estimatore di quel marchio) e francamente… non c’è paragone, anche se la qualità resta mediamente alta.

Luca
Luca
13 Novembre 2014 12:11

Sarebbe interessante capire cosa intendono per lenta lavorazione, perché se gli operai hanno poca voglia e ci mettono più del dovuto è un discorso, se hanno macchinari a bassa temperatura è un altro!
Scherzi a parte, se è a lenta lavorazione la prima che costa 1,09 allora lo sarà sicuramente anche la seconda che costa meno della metà, molto probabilmente la materia prima sarà la medesima e la trafilazione al bronzo non è di per sé indice di qualità migliore, è semplicemente una caratteristica, l’uso di una trafila al posto di un’altra.
Quindi direi che i due prodotti siamo molto molto simili e per l’azienda rappresentino la fonte di guadagno nel primo caso e il volume per poter far girare i macchinari nel caso della pasta Conad.

Roberto La Pira
Reply to  Luca
13 Novembre 2014 19:15

Luca la materia prima e diversa , il 15% di proteine in più fa la differenza.

Sempreio
Sempreio
13 Novembre 2014 13:58

Io acquisto quasi sempre pasta artigianale (costo 5/6 €/kg) perché preferisco risparmiare su tutto ma non il cibo. La pasta artigianale per me deve assolutamente “essiccata a bassa temperatura”, che è ciò che fa veramente la differenza, oltre, ovviamente, alla qualità delle materie prime.
Ora, le materie prime di Rummo sembrano discrete, ma quello che non capisco è la qualità della lavorazione: COSA SIGNIFICA “LENTA LAVORAZIONE” ??? Se si tratta di lenta essiccazione perché non hanno scritto questo? non sarà solo marketing?…

Luca
Luca
14 Novembre 2014 08:16

Roberto, non guardare l’etichetta dei valori nutrizionali della pasta, non fanno testo.
La semola si compra spesso mese per mese ed arriva da produttori diversi, anche se i produttori fossero sempre gli stessi cambiano le caratteristiche nutrizionali del grano a seconda delle stagioni. Non è possibile trovare sempre un grano identico e non è possibile ristampare ogni volta il cellophane per aggiornare la tabella nutrizionale.

Remo Squillantini
Remo Squillantini
Reply to  Luca
14 Novembre 2014 20:03

Ti sbagli perchè quando la pasta viene campionata in uno dei tanti controlli ufficiali effettuati, se le caratteristiche nutrizionali dichiarate differiscono da quelle rinvenute, fatte salve le tolleranze analitiche, viene dichiarata irregolare e sanzionata.
Le indicazioni sull’incarto DEVONO corrispondere di volta in volta al contenuto. E’ nell’interesse del produttore ottenere una “miscela” il più possibilmente costante rispetto alle caratteristiche analitiche dichiarate.

massimo
massimo
14 Novembre 2014 18:28

Lenta lavorazione, significa tempo di essiccazione più lungo, quindi produttività più bassa e costi superiori di produzione, ammesso che sia vero…

Luca
Luca
16 Novembre 2014 11:28

Remo quello che dici è molto chiaro e condivisibile e sarebbe anche auspicabile ma se ci pensi non può esserlo!
Barilla non cambia la tabella nutrizionale da anni e così tutti gli altri, com’è possibile che ogni anno si riesca a miscelare il grano ottenendo quei dati precisi? Non lo è. La tabella rappresenta un’indicazione per il consumatore ma non ci si aspetta davvero che i dati siano esattamente quelli.. e questo credimi, posso assicurartelo io.
Sarei davvero curioso di analizzare 10 confezioni di pasta(o qualsiasi altra cosa) e vedere se le tabelle corrispondono..

Roberto La Pira
Reply to  Luca
16 Novembre 2014 12:28

Luca: ottenere ogni anno gli stessi valori nutrizionali miscelando farine diverse non è così complicato. L’importante è che il risultato sia sempre all’altezza

massimo
massimo
17 Novembre 2014 09:48

Concordo con il sig. La Pira, si tratta di miscelare al meglio vari tipi e provenienze di grano, un pò come avviene nel caffè.
Proprio per questo non si può dare indicazione certa dell’origine dei grani in etichetta.

Luca
Luca
17 Novembre 2014 11:20

Ok, ammettiamo anche di riuscire ad ottenere anno per anno le stesse caratteristiche nutrizionali, il prezzo del grano varia di pochi centesimi, con 0,10€ di differenza (al kg) si riesce a prendere il top di gamma, con circa 0,20 centesimi in più si prende addirittura semola biologica, ovviamente rimanendo sul grano duro.. quindi rimane la domanda, perché 0,67 di differenza?
Visto che il processo produttivo non può cambiare da prodotto a prodotto, perché i macchinari funzionano con ricette preimpostate e non modificabili, a questo punto credo sia semplicemente marketing e non credo sia una strategia né scorretta né contestabile.

Roberto La Pira
Reply to  Luca
17 Novembre 2014 18:48

Il prodotto è una cosa il prezzo e un’altra cosa che non necessariamente è collegato alla qualità. Si legga l’articolo sul sottocosto che abbiamo proposto qualche settimana fa e capirà molte cose.

massimo
massimo
17 Novembre 2014 22:22

La marca ha dei costi che la marca privata non ha

Luca
Luca
18 Novembre 2014 07:58

Grazie Roberto, lo leggerò sicuramente.

Il mio era un commento più che altro per tornare “in-topic” visto che il quesito che era stato sollevato era proprio quello..

Non capisco invece il commento di Massimo.

massimo
massimo
18 Novembre 2014 18:50

L’argomento è complesso ed è difficile sintetizzarlo in un post, cmq:
il sig. Rummo (in questo caso) ha una serie di costi per poter vendere il suo prodotto nel supermercato Conad, costi che non ha il prodotto Conad a parità di prodotto/qualità.

dani
dani
20 Novembre 2014 07:59

la ditta Rummo produce praticamente tutte le linee minori dei supermercati e discount più noti

Rossella
Rossella
20 Novembre 2014 08:19

La pasta Conad costa meno della metà, perché di minore qualità e con minori costi di posizionamneto scaffale, come dice Massimo. La diversa qualità della pasta è evidente alla cottura e al gusto. Oltre alla qualità della semola, anche i processi di lavorazione sono realmente diversi: liquidare sempre tutto come una bufala non giova a nessuno, nè a chi produce, nè a chi consuma. Da Abruzzese lo so bene, dalla Verrigni alla De Cecco, per questo sono sempre disposta a spendere qualcosa in più per un buon prodotto, tanto più che siamo su ordini di valore abbordabili.

Giuseppe
Giuseppe
20 Novembre 2014 09:30

Da ex addetto ai lavori…….La materia prima (semola) e la fase di essi essicazione hanno un peso importante nella determinazione del costo di produzione. La differenza di qualità tra due prodotti ,poiché e’ data dal valore di queste due componenti , non giustifica elevate differenze di prezzo di vendita che sono frutto invece di una strategia commerciale.

Luca
Luca
20 Novembre 2014 09:40

Rossella 20 novembre 2014 alle 08:19
<>

Posso chiederti come fai a dirlo? Ci lavori?

Giuseppe
Giuseppe
Reply to  Luca
20 Novembre 2014 17:49

Sono stato Direttore Generale di un Pastificio.

Luca
Luca
Reply to  Luca
20 Novembre 2014 23:13

La mia domanda era rivolta a Rossella 😉

Ciro
Ciro
20 Novembre 2014 11:29

Ma siete sicuri che le proteine alte sono sinonimo di qualità? Non è che tenendo alto il valore delle proteine si sacrificano altri valori quali ad esempio il glutine.
Provate a fare il mio stesso confronto, assaggiate una pasta “artigianale” quale ad esempio Cavaliere, Gentile, Afeltra, Faella e fate la differenza con una pasta industriale come quella di Rummo, Garofalo, De Cecco ecc…,le proteine per le paste “artigianali” sono sicuramente più basse delle paste industriali, ma secondo me questo valore conta ben poco se si mette tutto sul piatto della bilancia.

Roberto La Pira
Reply to  Ciro
20 Novembre 2014 17:20

Il glutine è un elemento molto importante poi c’è il processo produttivo dell’azienda …

massimo
massimo
20 Novembre 2014 13:27

Difficilmente il processo produttivo cambia per le marche private, nel caso della pasta possono cambiare le trafile (teflon invece del bronzo) e il tempo di essicazione

Tony
Tony
20 Novembre 2014 19:12

Ciro , la pasta artigianale delle aziende nominate sono valide ,ma i costi sono proibiti . Ad Aprile ho parlato telefonicamente con il responsabile del Pastificio Artigiani Pastai di Boscoreale (Na) il quale mi confermava che la pasta viene essiccata naturalmente cioè in stanze attrezzate per lo scopo.

Luca
Luca
20 Novembre 2014 19:29

Il glutine sono le proteine del grano duro ed ha ragione chi dice che la quantità di questo non siano per forza sinonimo di qualità. Dev’essere tenace ed avere un bel colore giallo vivo perché in fase di produzione dovrà formare un reticolo con gli amidi che servirà poi per farla reggere di cottura. Il grano duro in commercio oggi è frutto di manipolazioni genetiche e non solo fini (fra le altre cose) ad ottenere una semola più ricca di proteine. Ma non vuol dire che sia un bene.. basta guardare in quanti oggi soffrono di celiachia. A mio modesto parere, come qualcuno ha già detto, gli aspetti importanti che determinano una pasta di qualità sono solo due: una buona semola ed un processo produttivo non deteriorante, quindi sotto i 60°.
Il costo poi è un altro discorso ma, a meno che non si parli di semole o confezioni particolari, dovrebbe rimanere intorno ai due euro al kg.