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Panzironi denunciato alla procura dall’Ordine dei medici di Roma, sotto accusa la dieta per “Vivere 120 anni”

L’Ordine dei medici di Roma ha denunciato alla procura della Repubblica il giornalista Adriano Panzironi per abuso della professione medica. Lo ha annunciato il presidente Antonio Magi intervenuto alla trasmissione di Fimmg Lazio tv “La Nostra Sanità. “Abbiamo fatto questo in quanto organo sussidiario dello stato a tutela dei cittadini” ha commentato Magi nel suo intervento.

Adriano Panzironi è noto per condurre la trasmissione televisiva “Il Cerca Salute” in varie emittenti locali italiane, dove lascia intendere di poter vivere 120 anni e curare malattie come il diabete l’Alzheimer, l’ipertensione e molte altre con una dieta di tipo “paleo” a base di carne, pesce, uova, verdura e poca frutta. Panzironi, secondo le accuse, imputerebbe alla dieta mediterranea tutte le patologie croniche possibili immaginabili, promuovendo integratori a marchio “Life 120” e vendendo anche il libro “Vivere 120 anni”. La questione ha interessato anche l’Ordine dei giornalisti che ha aperto un fascicolo sulla questione. L’Ordine dei medici, ha dichiarato Magi, ha chiamato anche i medici che hanno partecipato alla trasmissione per valutare eventuali provvedimenti.

Non si tratta degli unici interventi contro Panzironi. Il Fatto Alimentare aveva segnalato il problema nel dicembre 2017 in un articolo firmato dal nutrizionista Antonio Pratesi. Poi nel febbraio 2018 sono scese in campo due società scientifiche l’Associazione nazionale dietisti (Andid) e l’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione) come avevamo riportato in questo articolo. Adesso è la volta dell’Ordine dei medici di Roma.

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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47 Commenti

  1. Sono completamente d’accordo con Ezio. purtroppo, è solo uno dei tanti mistificatori con interessi commerciali che, quindi, utilizzano i mass-media a scopo di lucro, comunque, l’antitodo contro questi attentati all’intelligenza umana è informarsi leggendo le abbondanti pubblicazioni scientfiche.

  2. Siamo alle solite con la scarsa cultura scientifica degli italiani. Portare delle testimonianze non è portare delle prove scientifiche, che devono essere ripetibili e dare sempre gli stessi risultati. Naturalmente le prove scientifiche richiedono una platea di migliaia di persone, ed una corretta analisi statistica. Portare dieci o venti o cinquanta testimonianze potrà anche essere interessante, ma non porterà mai ad una prova scientifica: è questo che tutti quelli “che hanno un cervello funzionante e si pongono delle domande” non hanno capito, perché non sanno assolutamente cos’è una prova scientifica e come deve essere prodotta, e si affidano a: io ho provato ….io ….ecc. ecc., se non addirittura a “mio cugino mi ha detto …. un’amico ha provato … ecc, Pazienza, lasciamo pure inneggiare alla scienza fai da te: i risultati si vedranno nel lungo periodo. E non dimentichiamoci nemmeno dell’effetto placebo!

    • PARADOSSO ASIATICO

      Gent.mo enciclopivo , La ringrazìo per aver esordito, nel suo intervento, con “Siamo alle solite con la scarsa cultura scientifica degli italiani”. Sono andato in questo momento in Wikipedia per verificare l’esistenza o meno di un vocabolo, e leggo invece che il sito si è auto-oscurato perchè il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet. Non voglio studiare il dettaglio l’argomento, molto delicato per quanto riguarda il copyright, ma se Wikipedia è in allarme, vuol dire che io personalmente non potrò più studiare in un modo così efficace come ho fatto finora grazie anche a questo sito. Ritengo che siano innumerevoli, ed appartenenti a tutte le categorie lavorative e non, coloro che incrementano la loro erudizione grazie a Internet. Uso il termine erudizione e non cultura, perché il primo indica la conoscenza di tanto, mentre il secondo è una ricchezza dell’intelletto che chiunque può avere pur non possedendo neanche una preparazione scolastica. On-Line si acquisisce anche una erudizione scientifica, di cui lei lamenta la scarsità negli italiani. E le porto un esempio di esperienza personale. Ricoverato nel reparto di cardiologia, la Dottoressa Cardiologa mi chiama per effettuare un ecocardiocolordoppler, dicendomi di avere anche un po’ di pazienza, poiché, in virtù del fatto della definitiva messa in funzione di un nuovo ecografo, sarebbe stato presente un tecnico, per la puntualizzazione di alcune operazioni. Sentito ciò, ancora con maggior entusiasmo mi sottoposi all’esame strumentale. Nel bel mezzo della procedura chiesi al tecnico se la Frazione di Eiezione veniva stimata o determinata con il metodo Simpson 4C. Il tecnico, si ferma, mi guarda e dice: “ma lei è un medico?”, “no”, risposi, e lui: “ecco un altro mostro di internet”. A questo punto chiedo di farmi vedere il reticolo di discretizzazione del volume del ventricolo sinistro, e così fu. Procedendo con l’esame, la Cardiologa mi fece vedere la sezione di una sovraortica: stenosi al 50%: per me fu una visione brutta che annullò tutto il mio entusiasmo. Quando riferii al mio medico di questa stenosi, il medico mi tranquillizzò dicendo che le sovraortiche sono sovradimensionate. Ritornando al discorso della scarsa cultura degli italiani, occorre trovare un sistema didattico, all’interno della struttura scolastica, e all’esterno di essa, per far si che l’apprendimento diventi un gioco, perché i giochi piacciono a tutte le età. Le poche cose che conosco, su qualsiasi argomento, cerco di trasmetterle ad altri, senza copyright, regolandomi di volta in volta circa le modalità di esposizione. Anche in tutti i miei interventi, in questa pagina di giornale, ho cercato, partendo dal mio pseudonimo, e proseguendo con termini tecnici, neologismi personali, voli pindarici, di suscitare interesse e quindi la voglia di consultare, studiare, e quidi di apprendere. Con quale scopo? Per soddisfare la propria voglia di conoscenza da cui può derivare altro. L’altro non lo dico. Ma se io decido di sperimentare personalmente qualche procedura alimentare, lo faccio con una attenzione tale da resettare immediatamente il tutto se la cosa non funziona o inizia a dare risultati opposti a quelli attesi. Per ora mi fermo. Spero di poter in seguito raccontare come da un paio di episodi aneddotici comico-grotteschi, in farmacia, mi sono trovato letteralmente catapultato nel bel mezzo della chimica organica, di cui forse sono riuscito, da solo, dopo tanta insistenza, come di una matassa, ad afferrarne il bandolo. E questo bandolo è il metano, anti-pre-anteprima dell’abc della chimica organica: o no?, e siamo già in piena chimica organica?.

    • PARADOSSO ASIATICO

      Il metano, quel tempietto con pianta a croce greca, con al centro il carbonio e sui quattro lati l’idrogeno: CH4. Il tempietto è in crescita ed inizia a svilupparsi in lunghezza trasformandosi in chiesetta, chiesa, cattedrale, e diventa anche sinuoso, le navate si moliplicano sempre più numerose, e poi appare il primo, il secondo transetto e così via, ed inoltre le absidi, insomma diventa un maestoso santuario. Ad un certo punto il santuario ne incontra un altro, i due si uniscono, si condensano, e versano lacrime di gioia, ma poi si separano, ma il fatto è temporaneo, poichè la loro unione è ncessaria: per vivere. Questo è il mondo in cui si immergono gli studiosi e i ricercatori, insomma gli innamorati del “perchè”. E il cercare delle risposte diventa per loro un gioco, un irrefrenabile gioco; ritornano bambini, ma bambini educati, perchè silenziosi, bambini qualche volta un po’ discoli perchè si isolano dalla famiglia, ma sempre bambini che danno gioia a tutti. Il bimbo gioca: non disturbatelo. Il metano: ma è proprio così emarginato nella gerarchia? Ci sono quattro atomi di irogeno: iniziamo allora a giocare con loro. Troviamo una scusa per mandarli in vacanza: deidrogeniamo il metano. Papà carbonio, rimane solo con quattro braccia aperte, pronte ad accogliere elementi o gruppi bisognosi di compagnia. Ed ecco due bracci che si mettono daccordo e si uniscono al rinfrescante ossigeno, e gli altri due che separatemente, uno a destra e uno a manca, sono stranamente conquistati dal particolare odore di un composto azotato; questo deve svincolare da sè un elemento per essere funzionale nell’unirsi alle due bracccia aperte. Tralascio il dettaglio e mi rendo conto che alla fine è venuto fuori un bel puffo strutturale: l’urea. A questo punto il metano, da essere marginale, diventato ora urea, diventa il protagonista del più regale matrimonio che si potesse celebrare nell’universo della vita: il connubio tra la chimica organica e la chimica inorganica. Voglio ricordare tre nomi di protagonisti del ventaglio della scienza, e che mi hanno fatto commuovere: Paul Langerhans, Tu Youyou, e quel burlone, buontempone di August Kekulè. Aggiungiamone un quarto, questa volta italiano, e non solo italiano, in allegria: Avogrado, col suo numero, la “mole”. Festeggiamo allora, insieme al mondo della chimica degli USA, ma ora si sta svegliando anche l’ Italia, quel particolare giorno che ha come protagonista, ancora una volta, il Carbonio. Oltre ad aver importato Halloween, importiamo anche il “Mole Day”, coinvolgendo, così come negli USA, professori, studenti, mamme, massaie, cuochi, improvvisati cantanti e musicisti. Facciamo sorgere in noi una forte inclinazione allo studio, e questo non mi stancherò di dirlo, se non all’infinito, almeno 602.000 miliardi di miliardi di volte (6,02 x 10^23) – (23 ottobre dalle ore 6,02 a.m. alle re 6,02 p.m.)

  3. Ringrazio ed invito Paradosso a scrivere, come dimostra di saper fare alla grande, trattati di chimica divertente come sopra.
    Servono questi esempi per rendere comprensibile ai più questioni “pesanti”, che lui riesce ad alleggerire tanto da risultare accessibili ed anche simbolicamente corretti.
    Lo posso avvicinare tranquillamente a Carlo Rovelli, che nella fisica ha reso abbordabili conoscenze apparentemente irrazionali anche per il massimo Albert, come quelle della quantistica.
    Tanto da rendere evidente che sotto le strutture atomiche, da cui parte Paradosso, c’è un mondo energetico indefinito che tutto crea ubbidendo, sembra, solo alla coscienza di aggregati sempre più strutturati ed organizzati, tanto da far pensare che il famoso effetto placebo ed il suo opposto nocebo, giochino a costruire e distruggere identità e consapevolezze di chi siamo e cosa vorremmo essere.

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