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Olio extravergine, come sceglierlo? Il prezzo non basta, occorre assaggiarlo

olio extravergine di olivaScegliere quale olio extravergine di oliva comprare fra le decine di bottiglie esposte sugli scaffali dei supermercati è sempre difficile. I prezzi oscillano da 4 euro per quelli in offerta, ai 15 € per quelli Dop. Per orientarsi si può leggere l’etichetta dalla quale però non sempre emergono differenze evidenti tra le varie bottiglie. La cosa che viene riproposta sempre con una certa evidenza sul frontespizio dell’etichetta è la scritta ‘100% italiano’, che però non sempre è garanzia di qualità superiore. Secondo le stime più accreditate  quest’anno la produzione italiana supererà di poco le 300 mila tonnellate, in ripresa rispetto alla precedente campagna, ma non ancora ai livelli migliori di produzione, anche se secondo Assitol dovrebbe essere di buona qualità. Questo vuol dire che dobbiamo importare dall’estero (Grecia Francia, Marocco…) qualcosa come 5-600 mila tonnellate di olio che verranno in parte miscelate al nostro olio extravergine per essere vendute in Italia e all’estero.

“Abbiamo in Italia più di 500 cultivar – sottolinea Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol – questo comporta la possibilità di fare infinite possibilità di miscele (blend) e ottenere ogni genere di prodotto. Il consumatore deve però imparare a scegliere, e per farlo c’è un modo molto semplice assaggiare l’olio. Invitiamo  i consumatori – prosegue Anna Cane – a comprare al supermercato oli diversi. In questo modo sarà piacevole sperimentarli nella cucina di casa e decidere, secondo il proprio gusto, quali sono gli accostamenti più riusciti. È arrivato il momento di abbandonare l’atteggiamento passivo, fin troppo diffuso, che consiste nel basarsi esclusivamente sul prezzo. Quando si sceglie l’olio, bisogna  fare attenzione ad altri elementi essenziali”.

olio extravergine

Infine sull’autenticità e la genuinità dell’olio, Assitol ricorda che ben otto diversi organismi di controllo vigilano sul comparto oleario e che il Sian, il sistema telematico di monitoraggio, verifica tutti i flussi in entrata ed in uscita degli oli. Secondo i dati dell’Icqrf, l’organismo anticontraffazione del ministero delle Politiche Agricole, nel 2020, sono stati effettuati quasi 11 mila controlli sul settore oleario, mettendo sotto esame oltre 12 mila prodotti. Di questi, soltanto l’11,2% è risultato irregolare, dando origine a 18 notizie di reato.

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. “soltanto l’11,2 % e’ risultato irregolare” … “soltanto” ? Piu’ di 1 campione su 10 irregolare non mi sembra molto rassicurante, non credete ?

  2. impariamo tutti, giornalisti complesi a dare il giusto nome all’olio extravergine: in breve olio Evo. Va assolutamente distinto dagli oli, non è un olio di oliva, non è un olio di semi, questi sono invece tutti prodotti da raffinazione e deodorizzazione, nulla hanno a che vedere con l’alimento salutare Olio Evo (Extra Vergine o Vergine d’Oliva), alimento principe della dieta Mediterranea. L’industria e il commercio hanno fatto e continuano a lasciare fare la confusione perchè la commodity oli si presenti unitaria agli occhi di noi consumatori non consapevoli della enorme differenza tra prodotti “vivi” e prodotti “morti”. Perchè questa è la vera differenza. L’olio Evo porta in se sostanze utili, è un integratore di benessere, a differenza degli altri oli che sono banali liquidi grassi commestibili, ma che non danno nulla alla nostra salute, meglio al nostro benessere salutare.