Etichetta nutri-score A su sfondo azzurro

Il Portogallo fa marcia indietro sul Nutri-Score. A poco più di due mesi dall’adozione ufficiale dell’etichetta a semaforo francese, il nuovo governo portoghese di centro-destra mette in discussione la decisione del precedente esecutivo socialista, perché sarebbe state presa senza consultare le autorità alimentari del Paese.

Lo scorso 5 aprile, infatti, il governo portoghese, con un’ordinanza governativa pubblicata sul Diário da República (la gazzetta ufficiale), aveva adottato il Nutri-Score, l’etichetta fronte-pacco che esprime un giudizio nutrizionale globale degli alimenti con una scala di cinque lettere e cinque colori, dalla A verde scuro alla E rossa. L’allora Segretaria di Stato per la Promozione della Salute, Margarida Fernandes Tavares, aveva dichiarato che il sistema “in particolare dopo la prima revisione dell’algoritmo, nel 2023, presenta un’adeguata robustezza scientifica”.

La posizione del nuovo governo sul Nutri-Score

L’opinione, però, non è condivisa dal nuovo esecutivo. Come riferisce Euractiv, il nuovo Ministro dell’Agricoltura e della Pesca José Manuel Fernandes ha pubblicato un nuovo decreto che esprime “riserve” sul Nutri-Score e precisa che l’etichettatura degli alimenti ricade sotto la responsabilità della Divisione Generale di Alimentazione e Veterinaria (DGAV), che il governo precedente non avrebbe consultato. Il Ministero afferma che la DGAV “ha espresso delle riserve” sull’etichetta “che porta a delle classificazioni confuse senza tener conto del modello dei prodotti alimentari portoghesi.

Per sostenere una tale accusa contro il Nutri-Score dovrebbero esistere lavori scientifici che validino queste genere di affermazione, non è questo il caso. – Ha commentato così  Serge Hercberg, professore di Nutrizione all’Università di Parigi 13 e ideatore dell’etichetta. – La posizione del Ministero dell’Agricoltura portoghese non è sostenuta da dati scientifici oggettivi che giustifichino il ritiro del Nutri-Score, mentre la scienza dimostra che è ben compreso dai consumatori e impatta positivamente la loro salute. E dire che non tiene conto del modello dei prodotti alimentari portoghesi è totalmente assurdo. Al contrario, il Nutri-Score è totalmente coerente con il modello della dieta mediterranea!

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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luigiR
luigiR
24 Giugno 2024 09:59

la non adozione del nutri-score, che mi sembra avvenga da parte di taluni governi di centrodestra, è una decisione puramente ideologica, che serve unicamente a cancellare quanto fatto dagli avversari politici e a non riconoscere la validità di strumenti non di parte, presa senza lo straccio di un supporto scientifico. quando si tratta di affermare una tesi dal sapore populista, ci si adopera anche con la… fantasia, pur di rovesciare i valori in gioco (Lollo docet).

Marco
Marco
25 Giugno 2024 14:59

Concordo pienamente sulla vena ideologica che guida alcuni paesi tra cui l Italia. Io per esempio sono un attento lettore dei valori nutrizionali e compro solo ciò che è confacente alla mia alimentazione. Ma non tutti lo fanno e pertanto avere una visione d’insieme immediata di ciò che sto comprando aiuterebbe molto chi, invece, prende e mette nel carrello senza tanto filosofare. https://www.politicheagricole.it/Agrifish_27052024

Patrick
Patrick
9 Luglio 2024 14:21

La politica, spesso fa solo danni per correre dietro a ideologie personali a danno della collettività (il problema purtroppo, è che parte di quella collettività segue le medesime ideologie senza ragionare di testa propria, vale in tutto il raggio d’azione da destra a sinistra…).

Francesco T.
Francesco T.
9 Luglio 2024 15:14

L’etichetta Nutriscore resta un sistema di informazione nutrizionale fuorviante, anche con le modifiche che migliorano la classificazione di alimenti come l’olio d’oliva. Sono le conclusioni dell’organizzazione non governativa a tutela dei consumatori Safe Food Advocacy Europe (Safe), dopo un’analisi dei nuovi punteggi proposti dal comitato scientifico del Nutriscore. Una classificazione che “produce nuove distorsioni”, secondo Safe.
Safe denuncia come “l’olio extra vergine e quello di sansa ottengano entrambi un punteggio A” anche se il primo ha un tenore molto più alto di grassi monoinsaturi e di vitamine A e E.
Inoltre, Safe ha condotto un’analisi comparativa con altri sistemi di etichettatura dello stesso tipo (Nova brasiliano, Siga francese, ed etichetta messicana sull’eccesso di zuccheri) concludendo che “spesso i risultati di Nutriscore sono apparsi molto più favorevoli a prodotti ultra-lavorati o ad alto contenuto di zuccheri”.
Un altro difetto del Nutriscore, prosegue lo studio di Safe, è la classificazione degli alimenti secondo una porzione standard di 100 g, un sistema che “sembra funzionare bene nella valutazione del punteggio nutrizionale per i prodotti multi-ingrediente”, ma “inadeguato per i prodotti monoingrediente, in quanto si riferisce a una quantità che non corrisponde all’assunzione potenziale del consumatore”.
Articolo da “LaRegione.ch” di neanche due anni fa. Come la mettiamo?

Roberto La Pira
Reply to  Francesco T.
9 Luglio 2024 15:48

Ci sono oltre cento ricerche e studi scientifici e pareri molto autorevoli del centro studi europeo che ritengo il Nutri Score il miglior sistema di etichettatura elaborato sino ad ora. L’articolo di cui parla mi sembra un riferimento in netta minoranza

Luca
Luca
Reply to  Francesco T.
13 Luglio 2024 09:52

un giudizio con scala di 5 valori è ovviamente semplificativo e non può tener conto di tutto . L’ animale cosiddetto intelligente può andare a leggere tutti gli ingredienti, confrontarli con le proprie patologie e le proprie convinzioni e decidere . Se poi non sai la differenza fra un etto di pastasciutta, un etto di prosciutto o un etto di olio, protesta con i tuoi genitori .

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