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Nutella: i segreti della ricetta in un video della rivista francese Que Choisir

Nutella
Nutella: la composizione della crema alle nocciole

Vi proponiamo un video ripreso dalla pagina  You Tube della rivista dei consumatori francesi Que Choisir che descrive la composizione della Nutella. Il servizio risale a tre anni fa ma la composizione della crema di nocciole più famosa al mpondo nel frattempo non è cambiata. Gli ingredienti del barattolo da 400 g sono estrapolati dalle informazioni nutrizionali e dall’elenco degli ingredienti riportati in etichetta. Osservando l’immagine e il video si nota subito l’elevata quantità di zucchero (circa il 50%) e di olio di palma 20% circa. In commercio esistono molte altre creme di nocciola che utilizzano al posto dell’olio tropicale il pregiato burro di cacao o altri grassi vegetali, ma soprattutto  impiegano un cospicuo contenuto di nocciole sino al 45%. Certo i prezzi lievitano, ma il sapore e la qualità del prodotto sono diversi.

Per scoprire quali sono le 60 creme spalmabili alla nocciola senza olio di palma  leggi questo questo articolo: L’elenco delle creme alla nocciola preparate solo con ingredienti di qualità”.

Per capire quali sono le differenze tra le varie creme alla nocciola leggi questo articolo: “Nutella, Novi, Rigoni, Valsoia… Confronto delle creme spalmabili al cacao e nocciole su prezzi e ingredienti”

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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14 Commenti

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    Mi piacerebbe sapere se l’olio di palma è sempre stato un ingrediente della ricetta nutella oppure se è stato introdotto successivamente.

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    Periodicamente, come l’influenza, si sente il bisogno di parlare della Nutella per scoprire l’acqua calda. Ma quale segreto della ricetta? La composizione è sempre stata in etichetta e chi è abituato a leggere le etichette di quello che compra certo non è sorpreso dalle “novità” periodiche. Ma quanta mai ne dovremmo mangiare per farci veramente male? Questo è un principio che vale per qualsiasi cosa. La Nutella mi piace, fa parte della mia vita, sono arrivata a 59 anni viva e vegeta e sono proprio infastidita da queste campagne denigratorie che non dicono nulla di nuovo. E’ chiaro che ci sono tante altre creme al cioccolato senza olio di palma basta cercarle. Certo se la Ferrero deciderà di togliere questo ingrediente ben venga ma nel frattempo lasciateci godere il nostro mito!

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    Quella che vedo è l’etichetta che mi piacerebbe vedere in tutti i prodotti!

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    Michele Mastropasqua

    Noto che in questo sito si parla sempre male della Ferrero, sarà perchè non vi danno del lavoro riguardo la pubblicità ?
    E’ una vita che mangio un cucchiaio di nutella al giorno non ho nè colesterolo alto nè altri problemi legati al suo consumo, ci sono altri 1.000 prodotti che usano olio di palma , zucchero, nocciole e cacao ma noto che mai ne parlate.
    Centinaia di milioni di bambini sono cresciuti mangiando la Nutella ed altri prodotti Ferrero ora si sta facendo sempre più casino e non vi accorgete che sono i concorrenti che parlano.
    P.S. non sono un dipendente Ferrero.

    Michele

    • Roberto La Pira

      Se legge la nostra pagina su “chi siamo” troverà una frase in cui dice che non accettiamo pubblicità di diversi prodotti alimentari e delle aziende che propongono acqua minerale. Spero di avere risposto alla sua curiosità. Centinaia di migliaia di bambini crescono e mangiano cibi non proprio ottimali per la dieta, ma noi cerchiamo di spiegare che si può mangiare meglio e scegliere prodotti di qualità

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    Il grasso che c’è nella Nutella l’abbiamo scoperto tutti dallo scorso anno, quando è entrato in vigore l’obbligo dell’indicazione in etichetta del tipo di grasso/olio impiegato.
    Prima di allora era un segreto tecnologico, noto solo a loro ed a pochi altrii e non sicuramente ai consumatori come la Sig.a Laura, in quanto in etichetta compariva solo la voce “grassi vegetali”.
    Ora che siamo informati, grazie alle nuove normative stimolate anche dalle campagne giornalistiche per la trasparenza dei prodotti alimentari, possiamo valutare e scegliere di cosa nutrirci.
    Quindi condivido con Laura la dipendenza voluttuaria che certi abbinamenti culinari inducono nei consumatori, ma a parità di buon gusto, possiamo/dobbiamo scegliere sia la quantità, sia la qualità degli ingredienti, meno dannosa per la nostra salute.

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      Tutti si sono concentrati sull’olio di palma, e va bene perché questa è la novità, ma se la vogliamo dire tutta, se proprio vogliamo trovare una vera ragione per non mangiare la Nutella e similari è la prima voce che compare nell’etichetta e che c’è sempre stata ed è lo zucchero. Detto questo, e mi ripeto, basta un consumo moderato ed evitare gli eccessi perché diversamente tutto sarebbe dannoso. Il vecchio e caro buon senso…. Altra cosa è scoprire che il prodotto contenuto nella confezione è diverso da quanto dichiarato in etichetta ed è su questo che mi piacerebbe essere molto più informata perché sarebbe una frode.

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    A mio avviso la chiave del discorso è tutta in una frase dell’articolo del Fatto Alimentare del 14 dicembre 2014:
    “Ma un concetto deve essere chiaro, le creme alternative non hanno il gusto della Nutella, ma forse hanno il vero sapore della crema di nocciole”.
    Indiscutibile. Ma forse si fa fatica ad accettare che a molti piaccia il gusto che ha Nutella a prescindere a abbia o meno il “vero sapore della crema di nocciole”. Il consumo di creme alla nocciola, a prescindere dalla (vera o presunta) qualità della ricetta, deve essere occasionale, per rispecchiare le corrette abitudini alimentari. Dato questo presupposto è normale scegliere di consumare quella che al palato risulta più gradevole. Per il mio gusto personale, dopo avere provato le creme più blasonate, considerando che, per la scarsa quantità di prodotto che consumo abitualmente, non posso provare tutte le creme presenti nel copioso elenco, poichè questa operazione richiederebbe anni, appena finito il vaseto di “crema pregiata” che ho a casa, tornerò a Nutella.
    Poco importa se la percezione del gusto sia reale, o “falsata” dall’abitudine; scelgo comunque quella che gratifica di più il mio palato. Non credo siano in pochi a fare questo ragionamento.

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    La crema spalmabile me la preparo in casa ed il mio colesterolo si è notevolmente abbassato.

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    carlo ardizzone

    Se venissero pubblicati gli stessi “segreti” sulla composizione della migliore crema alternativa, fatta con cacao extra puro ed extra biologico, con nocciole extra ed italiane, con un grasso “accettabile” e i due prodotti venissero fatti valutare dal punto di vista del valore nutrizionale, l’ esperto avrebbe difficoltà a consigliarci.
    Lo stesso se gli chiedessimo se al mattino è meglio una brioche del supermercato o una bella fetta di torta fatta in casa, con burro, farina bianca extra fine e buon zucchero.
    Roberto La Pira si è risentito del commento di Michele, non penso che il suo blog sia diretto da interessi occulti, il pericolo che vedo è di essere partiti da un fatto su cui tutti erano d’ accordo , la deforestazione, per finire in campagne o crociate che alla fine peggioreranno le già non buone abitudini.

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    Solitamente noi scegliamo in base a tre principi:
    -la pancia (mi piace/non mi piace)
    -il cuore (ci sono affezionato/abituato perché me la dava la mamma quando ero piccolo)
    -la testa (costa poco, va bene a merenda, ci sono le nocciole ed il latte, c’è un grasso saturo tropicale e poche nocciole, non si può mangiarne tanta e tutti i giorni, è un prodotto italiano, ecc.. )
    L’ideale sarebbe metterli d’accordo in tutte le nostre scelte, ma alcune volte questo è impossibile e prevale il bambino che è in tutti noi, a tutte le età.
    E questo il marketing della Ferrero lo sa meglio di noi, da sempre!

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    è incredibile ed assurdo che in italia sia da molti considerato blasfemo dire la verità su alcuni prodotti MITO ,gonfiati da decenni di pubblicità martellante ,come la Nutella (e pure il buon Nanni Moretti vi ha fatto la sua parte)…. oh consumatori, sveglia!!!!!

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    Bene. L’informazione vera è quella senza chiacchiere, con dati e misure (e grazie alla legge che rende impossibile trincerarsi dietro denominazioni vaghe). Il resto è propaganda, anche pro o anche contro.
    Saputo cos’è, uno la mangia e sa che proprio bene un quintale non fa. Oppure non la mangia o ne mangia meno.