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La nuova dieta mediterranea: in un libro di Ruggeri e Rubini tutti i consigli per un’alimentazione corretta e per ritrovare il gusto in cucina

LIBRO DIETA MEDITERRANEA
Meno sale, pochi grassi, pane e pasta integrale, nel nuovo libro sulla dieta mediterranea di Ruggeri e Rubini tutti i consigli per un’alimentazione corretta

La fertilità comincia a tavola. Sempre più studi scientifici lo confermano: un’alimentazione sana ed equilibrata – ricca di verdure, frutta, cereali integrali e pesce e povera di grassi, zuccheri e prodotti raffinati – migliora la fertilità delle coppie.  Un motivo in più per riprendere la vecchia dieta mediterranea – quella che più corrisponde al profilo di dieta “sana” tracciato dai ricercatori – e provare a rivisitarla, per renderla ancora più aderente ai gusti, ai tempi e alle necessità di oggi.

 

È ciò che hanno fatto Stefania Ruggeri, biologa e nutrizionista dell’ente CRA (ex Inran) e Gabriele Rubini, in arte chef Rubio, nel libro La nuova dieta mediterranea, con 40 ricette tradizionali rivisitate appena pubblicato da Gribaudo. I due sono partiti dalle origini, dai lavori di Ancel Keys, lo scienziato americano che negli anni settanta scoprì per primo l’associazione tra il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi (come burro, formaggi e carne) e l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e sono andati a rileggersi How to Eat Well, Stay Well- The Mediterranean Way. In questo volume – il primo a proporre il termine “dieta mediterranea” – Keys e la moglie Margaret presentavano oltre 300 ricette tradizionali raccolte in un viaggio “scientifico” tra Grecia, Francia, Spagna e Italia. Ruggeri e Rubini ne hanno riprese una quarantina e, con l’aiuto dell’epidemiologo Jeremiah Stamler, già collaboratore di Keys, le hanno rielaborate secondo tre direttrici principali.

 

Primo: meno sale. Il perché lo spiega Ruggeri nella parte più scientifica del libro (che è una particolare mescolanza tra ricette, indicazioni scientifiche e un pizzico di poesia). «Il sale apporta il sodio, un minerale che, se assunto in dosi elevate, determina un aumento della pressione arteriosa, principale causa dell’ictus cerebrale. […] Il sodio in eccesso è causa anche dell’aumento del rischio di tumore allo stomaco […] e favorisce anche le patologie renali, l’osteoporosi e il sovrappeso». Dunque via a una cucina che riduce o elimina del tutto il sale, a favore dell’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche.

 

Secondo: pochi grassi e buoni. Ancora Ruggeri: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che i grassi sono tra i nutrienti chiave nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Il loro effetto sulla salute non è legato solo alla quantità di calorie che apportano ma anche alla loro diversa tipologia. […] Chi assume elevate quantità di acidi grassi saturi e acidi grassi trans ha un rischio maggiore di infarto, ictus, aterosclerosi, ipertensione, tumori, obesità, diabete di tipo 2, infertilità». E allora meno burro e più olio, meglio se extra vergine di oliva, ma anche mais e arachidi.

 

Terzo: via libera a pane e pasta, purché integrali. Perché i cereali integrali sono ricchi di fibre e di sostanze nutritive (per questo sono un po’ più “saporiti” di quelli raffinati e all’inizio bisogna abituarsi al nuovo gusto e alla nuova consistenza) e aiutano a perdere peso. Già, perché non è vero – rassicura Ruggeri – che la dieta mediterranea sia una dieta ipercalorica. Anzi, è possibile seguirla anche con un piano nutrizionale da 1500-1600 chilocalorie, dunque a basso apporto calorico, se si vuole perdere qualche chilo di troppo. Gli autori ne presentano uno, insieme a un piano da 1.800 chilocalorie e a uno da 2.400 chilocalorie, con un’avvertenza: questi piani sono adatti ad adulti sani e con vita attiva. In presenza di malattie o se si vogliono perdere parecchi chili bisogna farsi seguire da un medico.

 

Qualche esempio di ricetta: merluzzo alla provenzale (cotto nel latte di soia invece che nel formaggio), acquacotta con pane integrale, soba (spaghetti giapponesi di grano saraceno) con vongole e pomodorini, cuscus pollo e lime, mozzarella di bufala al limone con sedano e pomodorini, sorbetto espresso al limone. Secondo Ruggeri e Rubini non ci sono dubbi: una dieta mediterranea così impostata è una dieta che permette di ritrovare il sapore degli alimenti e il gusto per la cucina (intesa come momento di cura di sé e di condivisione con le persone amate), ma è anche una specie di assicurazione sulla salute.

Dieta mediterranea, di Stefania Ruggeri e Gabriele Rubini , Gribaudo 159 pagine, 15,90 €

Valentina Murelli

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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3 Commenti

  1. La dieta mediterranea, considerata la dieta più equilibrata tra quelle in circolazione, spesso viene indicata come adatta per dimagrire, ma le indicazioni date sono sempre molto generiche soprattutto per quel che riguarda le porzioni e il tetto massimo di calorie da non superare per perdere peso. Magari questo libro mi chiarisce un po’ di più le mie idee! 🙂

  2. Nulla da dire sulle credenziali di Stefania Ruggeri, che leggo essere “biologa e nutrizionista dell’ente CRA (ex Inran)”, tuttavia mi lascia perplesso la firma di “Chef Rubio” che basandomi su quanto scritto dall’amico Francesco, non mi sembra il più adatto a scrivere di buona alimentazione.
    Vedi: http://paoblog.net/2013/09/02/opinioni-2/
    *
    Non sarà una buona operazione di marketing per sfruttare la “fama televisiva” ed attirarelettori?

    • Le solite trovate markettiane. Si passa da unti e bisunti all’integralismo totale. Ma chi ha detto che la dieta mediterranea è solo fatta di cibi integrali? C’era bisogno di un volto televisivo per vendere l’ennesimo libro sulla dieta mediterranea.