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I Neanderthal erano carnivori (forse): da uno studio francese emergono nuove prove

Three cuts of Raw fresh meat Steaks and seasonings on dark backg carne rossaI Neanderthal, gli ominini* diffusi in Europa e in Asia tra 200mila e 40mila anni fa, che hanno convissuto con gli Homo sapiens per alcune decine di migliaia di anni prima di estinguersi, contrariamente a quanto suggerito in alcuni studi precedenti probabilmente erano carnivori e avevano preferenze e abitudini molto specifiche. La questione della dieta dei Neanderthal è dibattuta da molti anni, perché le analisi di vari reperti di siti diversi hanno dato risultati contraddittori che sembravano indicare, di volta in volta, un’alimentazione quasi solo vegetale (in base al tartaro di un dente rinvenuto nella penisola iberica) o una fondata di fatto esclusivamente sulla carne (secondo altri reperti trovati in Francia). E non riguarda solo la ricostruzione delle abitudini di questi ominini, ma ha ripercussioni importanti, perché può contribuire a spiegare i movimenti migratori, il livello di sviluppo e perfino l’estinzione delle varie specie. Finora, però, le analisi si basavano sullo studio degli isotopi dell’azoto (residui di proteine) del collagene delle ossa, che per essere utilizzabile deve essere rimasto a temperature non troppo rigide né troppo elevate, e raramente può fornire indicazioni affidabili se è più vecchio di 50mila anni. Per questo, i ricercatori del CNRS francese di Tolosa e Lione hanno pensato di guardare altrove, e di analizzare i rapporti tra i diversi isotopi di zinco, oltre a quelli di stronzio, carbonio, ossigeno e di altri elementi in tracce, partendo dallo smalto (il materiale più duro e resistente di tutto l’organismo) di un molare ritrovato nella grotta di Gabasa, in Spagna. 

Gli isotopi, cioè le forme più leggere o più pesanti degli elementi (che possono anche essere radioattive), sono sempre presenti in materiali quali lo smalto o le ossa, e possono decadere (cioè perdono radioattività) nel tempo in modo differenziato, a seconda di una serie di variabili: per questo da molti anni le datazioni che si basano sulle presenze di isotopi nei reperti come il carbonio-14 sono considerate le migliori e le più precise. In questo caso, l’attenzione si è spostata sullo zinco, perché la concentrazione del suo isotopo 66 è inversamente proporzionale alla quantità di carne presente nella dieta: più basso è il suo livello nelle ossa e nei denti, maggiore è la presenza della carne nell’alimentazione. Le analisi sul molare di Gabasa, confrontate con quelle di altri animali sia erbivori (come conigli e camosci) che carnivori (come linci e volpi) dello stesso periodo e della stessa zona, sembrano lasciare pochi dubbi: i Neanderthal di Gabasa mangiavano carne.

Molare di Neanderthal trovato nella grotta di Gabasa, in SpagnaInoltre, come riferito su PNAS, da quanto emerso dalle analisi si può ipotizzare che non consumassero il sangue delle prede, mentre gradivano il midollo, come testimoniato da ossa di animali spezzate ritrovate nello stesso sito del molare. Dai reperti della stessa grotta è stato poi possibile capire che il proprietario di quel molare era stato svezzato prima dei due anni e non aveva mai abbandonato la zona: lì era nato, aveva vissuto ed era morto. La ricerca, infine, ha un ulteriore risvolto positivo, perché dimostra l’affidabilità di questo sistema di datazione. Ora l’équipe di ricercatori si è spostata in un’altra grotta dove sono stati trovati resti di Neanderthal, quella di Payre nella Francia orientale, per studiare i reperti e verificare se anche quei Neanderthal fossero o meno carnivori.

(*) Secondo la nuova classificazione tassonomica dei primati gli ‘ominidi’ comprendono anche primati come gorilla e scimpanzé. All’interno della famiglia degli ominidi è stata creata la tribù degli ‘ominini’ che comprende soltanto gli esseri umani e i loro progenitori estinti. Pertanto in questo caso è più preciso parlare di ominini.

© Riproduzione riservata Foto: iStock, Lourdes Montes – CNRS

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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3 Commenti

  1. Buongiorno. Riescono a capire di cosa mangiavano e di cosa morivano decine di migliaia di anni fa e non capiscono le cause attuali. Misteri del terzo millennio!!

    • Le cause attuali…?
      Considerando che a quei tempi l’alimentazione era decisamente molto più basica, probabilmente a crudo o comunque agli inizi dell’evoluzione della cottura data dal fuoco, senza ovviamente considerare che non c’erano cibi ultra trasformati, e altre conseguenze da allevamenti intensivi, pesticidi et similia nell’agricoltura, inquinamento delle falde acquifere, direi che assolutamente è più “semplice” (che poi tanto semplice non mi sembra sia stato…) risalire a migliaia di anni fa, che non adesso con la miriade di causalità possibili.

  2. Se lo potevano permettere. Oggi con 8 miliardi di homo, mangiare carne significa compromettere l’equilibrio del Pianeta.

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